GRUPPO DI SIENA - SEGRETERIA GENERALE DEI CATERINATI


Estasi della Santa
-Sodoma: 
Basilica S.Domenico, Siena

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Nella pagina - argomenti trattati:

-- 23.06.2003: petizione sulla Costituzione europea (radici cristiane);
-- 27.06.2003: origine della bandiera europea.
-- 8.11.2003: disappunto sulla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche e giudiziarie;
-- 18.09.04: il perché 
delle radici cristiane 
dell' Europa;

 

COMUNICAZIONI DELLA SEGRETERIA

     >Convegno Venezia 10-11 ottobre 2015.
    
L'Associazione Internazionale dei Caterinati promuove un convegno

di studi dal titolo: "S. Caterina e i suoi discepoli"

     Al convegno parteciperà anche l'arcivescovo e presidente dell'Associazione,

monsignor Antonio Buoncristiani.

     I relatori saranno il Priore generale professor Paolo Nardi e la professoressa Maria Grazia Bianco, del Centro Internazionale di Studi cateriniani di Roma. 

     Il convegno si terrà a Venezia, presso la Basilica domenicana dei santi Giovanni e Paolo, nei giorni 10-11 ottobre 2015 (v. programma allegato).

     Coloro che sono interessati a partecipare, trovano in all.la locandina con programma e i riferimenti per il pernottamento.
     Un saluto fraterno,
17.6.2015, Franca Piccini

                                                            
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    L'Associazione fu fondata nel 1970 da monsignor Mario Ismaele Castellano all'indomani della proclamazione di Santa Caterina Dottore della Chiesa universale, avvenuta per volontà di Sua Santità Paolo VI.     
     Il primo Priore Generale dell'Associazione fu il Dott.Ubaldo Morandi; seguì il Dott. Lando Landini e poi il Dott. Aldo Bacci.  
     Nell'anno 2000 è stato eletto il Prof.Paolo Nardi, docente di Storia del Diritto presso l'Università di Siena. Nel corso del Consiglio Generale 2003 il Prof. Paolo Nardi è stato rieletto per acclamazione con un lungo applauso, Priore Generale per il triennio 2003-2006.
                                                                           (f.to Franca Piccini)

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NOTIZIE VARIE

Associazione  Internazionale dei Caterinati:
-via tiratoio 8, 53100 Siena, tel.0577.247393;
-e.mail: associazione_caterinati@virgilio.it ;
-e.mail: associazione_caterinati@caterinati.org ;
>Iban:
IT 08 X 01030 14200 000012081146 Mps- Fil. Siena
>c/c Poste Siena: 11599537 

- SITI e INDIRIZZI su Santa Caterina:
   - 
www.basilicacateriniana.com   = sito della Basilica di San Domenico Convento Padri Domenicani, Via Camporegio, 2 - 53100 Siena;    e-mail: info@basilicacateriniana.com; tel. 0577.280893; fax 0577.219676.
   -
www.comune.siena.it = portale del Comune di Siena; visitando la pagina "Siena eventi" si trovano notizie sulle manifestazioni cittadine relative alla Santa.
   -
www.animaeuropae.org = Anima Europae, LUMSA (Libreria Universitaria Maria SS.Assunta), via Pompeo Magno, 22 - 00192 Roma; tel.06.68422449
   - www.centrostudicateriniani.it: Centro Internazionale di Studi  Cateriniani, Piazza di Santa Chiara, 14 – 00186 Roma - Tel.-Fax 06/68.64.408; e-mail:  cisc.biblioteca@libero.it ; Biblioteca del Centro Internazionale di Studi Cateriniani:  biblioteca@centrostudicateriniani.it , apertura: Lunedì-Venerdì ore 09.00/13.00.
   - www.caterinati.org ; www.santacaterinadasiena.org ; sito della nostra Associazione Internazionale Caterinati, via Costa di Sant'Antonio n.6 -Siena

- Mantellata - http://www.catherinedesienne.be

 


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Consiglio Generale > marzo 2014

   Nei giorni 8 e 9 marzo prossimi si terrà il Consiglio generale della nostra Associazione.
   Ci ritroveremo a Siena nella Sala del Capitolo del convento dei Padri Domenicani all’interno del Chiostro di San Domenico (piazza Madre Teresa di Calcutta, n.1).
   Il Consiglio generale si svolgerà secondo il seguente ordine del giorno:
SABATO 8 marzo 2014
Ore 15,30
ritrovo nella Sala del Capitolo (chiostro di San Domenico)
Saluto e comunicazioni del Presidente mons. Antonio Buoncristiani, Arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa e Montalcino
Relazioni dei Presidenti dei Gruppi
Relazione del Priore generale
Relazione sul sito Internet
Relazione del Tesoriere
Ore 20 cena comunitaria.
Anche quest’anno si svolgerà presso il ristorante “Il Biondo” e si prevede il contributo di 10 euro per ogni commensale.
DOMENICA 9 marzo 2014
Ore 9,15 Sala del Capitolo
Riunione per discutere e programmare l’attività dell’anno prossimo
Ore 11,00 Santa Messa nell’Oratorio del Crocifisso, presso il Santuario Casa.
E’ prevista la visita alla celletta.
In attesa di incontrarsi, porgo un saluto fraterno

Siena, 21 gennaio 2014
                                                 Il Priore generale Prof. Paolo Nardi

 

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>- Siena, 23 giugno 2003 - PETIZIONE SULLA COSTITUZIONE EUROPEA
    L'Associazione Internazionale dei Caterinati, che raccoglie i Figli spirituali di Santa Caterina da Siena compatrona d'Europa, ed è riconosciuta dalla Santa Sede con Decreto del Pontificium Consilium pro Laicis 1178/92/S-61/A-65a, in qualità di membro della Famiglia Domenicana
all'interno dell'Associazione "Anima Europae", chiede che nella Costituzione europea, attualmente in corso di preparazione, si faccia specifico riferimento  alle "
radici cristiane" dell'Europa, radici nelle quali l'identità dell'Europa di oggi trova i suoi più solidi fondamenti.
   Riscoprire e riproporre le radici cristiane della civiltà europea è quanto mai importante, essenziale ed attuale, per dare al cammino europeo la direzione di un nuovo umanesimo fondato su una concezione più alta della dignità di ogni persona e di ogni comunità.
   I valori portati avanti dal Cristianesimo pongono l'Europa al di là di una Unione meramente economica e mercantile, mettendola su un piano di autentica unità spirituale, etica e culturale.
   Tutti coloro che vogliono aderire a questo appello possono scrivere:
«Desidero che nella Costituzione europea siano menzionate le "radici cristiane" dell'Europa», ed inviare questo scritto tramite posta ordinaria a: LUMSA (Ufficio Rettorato) via Traspontina 21,  00193 ROMA oppure tramite e-mail:
info@animaeuropae.org.
                                                                                               (f.to Segreteria dei Caterinati)

 > 8 novembre 2003 - Documento della Giunta esecutiva:
    «L¹Associazione Internazionale dei Caterinati, di fronte ai tentativi di rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche e giudiziarie, unisce la sua alta protesta a quanti hanno manifestato il loro disappunto, e ricorda che il Crocifisso è simbolo ­ secondo Santa Caterina da Siena ­ dell'amore di Dio verso tutti gli uomini, a qualunque popolo essi appartengano».

 >  3 ottobre 2004 - Nel quinto anniversario della proclamazione di Santa Caterina a Compatrona d’Europa, l’Associazione Internazionale dei Caterinati, in collaborazione con l’Ufficio diocesano pellegrinaggi, ha effettuato il 3 ottobre 2004, un pellegrinaggio a Roma presso la Basilica di Santa Maria sopra Minerva. Nel corso della giornata è stata commemorata la professoressa Giuliana Cavallini, la più grande studiosa di Santa Caterina che il secolo appena trascorso abbia avuto.

 > 1° luglio 2005 - Compatroni d'Europa - Comunicato della dott.ssa Lina Di Maddaloni
     «Ha preso il via il progetto "Gli ordini monastici difensori della cultura europea", promosso dal Comitato nazionale sport e cultura per la pace, insieme ad una serie di Enti Locali e Istituzioni, propone, in ambito nazionale ed internazionale, oltre 40 eventi. Tre concerti presenteranno a Roma le figure dei Santi Cirillo e Metodio, Santa Brigida e San Benedetto, compatroni d'Europa. Il progetto inizia con la ripresa, a Zagabria, della mostra "I luoghi della memoria scritta" dedicata alla cultura glagolitica e ai Santi protettori Cirillo e Metodio, creatori di un sistema grafico, l'alfabeto glagolitico, che con successive modifiche è diventato l'alfabeto cirillico, tuttora in uso nei Paesi di lingua slava. Nell'ambito di tale tematica si svolgerà il 5 luglio alle 21 presso la chiesa di San Girolamo dei Croati, l'importante concerto denominato "Omaggio a Cirillo: canti medioevali degli slavi dell'Europa centrale". Per l'occasione Hana Blochová canterà e suonerà il medioevo dei popoli slavi dalla Boemia, Moravia e Croazia con strumenti originali dal grande fascino come il salterio e l'arpa gotica. Il 7 luglio, alle 18:30, sarà il momento della tradizione dell'Europa settentrionale con l'omaggio a Santa Brigida e a Santa Hildegard Von Bingen. Nella chiesa di Santa Brigida sarà protagonista l'ensemble Laude Novella, un gruppo svedese che nel settore della musica antica può vantare una lunga esperienza, testimoniata da quattro cd. Il 15 luglio, ancora alle 21, alla Discoteca di Stato uno dei maggiori esponenti mondiali del canto gregoriano ci mostrerà la grande vitalità e attualità di questo repertorio solo in parte dimenticato: Giacomo Baroffio renderà così omaggio alla figura di San Benedetto e alla sua "Regola".  I luoghi a Roma: S. Girolamo dei Croati - Via Tomacelli 132; Santa Brigida - Piazza Farnese; Discoteca di Stato - Via Caetani 32» > - per informazioni:
autunnomusicale@camtam.it »

 

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Il perché delle radici cristiane dell’Europa

Siena, 18 settembre 2004
                                  (dal  Bollettino  “Dalle Api alle Rose - S.Rita”; Ag-Set 2004 n.6.
                                                             www.santaritadacascia.org)  

     [..] G.P.II chiede insistentemente la presenza nella Nuova Costituzione Europea di un riferimento alla sue radici cristiane. Ne enucleiamo i principi seguendo un commento di Vittorino Grossi che si rifà al libro La formazione della cultura europea occidentale (ed. Herder 2003) del prof. Bruno Luiselli, noto studioso della cultura romanoebraica.
     La cultura nel senso umanistico della “cultura-animi”, ancorata cioè alla classicità greco-romana e, per il tempo moderno, a quella nata dall’illuminismo della rivoluzione francese, riflette la concezione elitaria della società, di quella dell’uomo colto rispetto alla massa dei cittadini, occupata per lo più nella lotta per la sopravvivenza. Chi la pensa così vedrebbe bene inserito nella Nuova Costituzione Europea il richiamo a tali componenti, completamente laiche e prive perciò di ogni remora religiosa.
     Ma c’è un altro concetto di cultura, quello dell’insieme dei modelli di una società, nel caso quella dei Paesi dell’Europa occidentale, che si modellano come fenomeno di massa tramite l’inculturazione cristiana e l’acculturazione romana portate dalla cristianizzazione. I vari popoli migratori del tardoantico, approdati nell’Europa ad est come ad ovest, si modellarono su un modello lievitato dal cristianesimo che, sulla sua piattaforma di comprensione del mondo, coagulò alla caduta delle istituzioni dell’Impero romano la romanità sopravvissuta e le aspirazioni dei nuovi popoli insediatisi in Europa.  Nella prospettiva storica del loro formarsi le radici culturali della moderna Europa sono state perciò quelle cristiane. Ma volendo inserire tale dato nella Costituzione Europea vi sarebbe stato, per qualcuno, una sperequazione religiosa verso i cittadini di credo diverso. [..]
     Invece, con la richiesta di un riferimento nella Costituzione Europea alle radici cristiane non si vuole intendere una svalutazione e una disattenzione alle persone di credo diverso, ma solo valorizzare le componenti che hanno dato origine all’Europa come noi ce l’abbiamo. [..] Il motivo fondamentale delle richiesta in atto riguarda perciò non tanto un passato da evidenziare (una memoria a volte da purificare, ma in qualche modo sempre da utilizzare implicando in essa il cammino storico della civiltà occidentale), quanto l’attingere i dovuti elementi per un futuro da delineare e da costruire, quello dell’Europa già approdata alla realtà di una nuova società stabile anche se in movimento. Dopo la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” si è elaborata la
Nuova Costituzione Europea. In questo processo di costruzione dell’Europa è implicata la natura dell’identità europea che, a  sua volta, implica anche il delineare il ruolo dell’insieme delle professioni fondamentali che saranno a base della costruzione della nuova identità collettiva. Verranno impiegate in tale direzione tante energie comuni per la formazione della presente/futura collettività. E tutti si chiedono su quali cardini ci si muoverà, su quali binari ci si incammierà. Ciò dipenderà dai punti di riferimento della Costituzione. Per tale motivo lo studio delle radici, quale importante piattaforma per un futuro da costruire, diventa primario sulle scelte da promuovere e da attuare. Esse sono già iscritte nel tessuto connettivo delle nazioni che popolano l’Europa occidentale. È in gioco un riferimento di scelta di valori di libertà maturati all’interno di un’inculturazione cristiana occidentale, che non potranno mai essere disattesi.  Il riferimento al comma 4 dell’editto di Costantino dell’anno 313: «Io Costantino Augusto e io Licinio Augusto (..) decidemmo (..) di dare ai cristiani e a tutti gli uomini libera scelta di seguire la religione che essi volevano» e alla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” che nell’art. 10 del cap. secondo, riconosce ad ogni individuo: «Libertà di pensiero, di coscienza e di religione», e alla richiesta d’inserire nella “Bozza della Convenzione europea” un riferimento alle radici cristiane dell’Europa, non riguarda pertanto solo un generico richiamo storico di tali valori. Si tratta di un richiamo “costituzionale”, vale a dire è da considerarsi la base di sviluppo per ogni ulteriore decisione. [..]
     G.P.II in “Ecclesia in Europa” (cap.VI, 108) precisa: «Certamente non si può dubitare che la fede cristiana appartenga, in modo radicale e determinante, ai fondamenti della cultura  europea. Il cristianesimo infatti ha dato forma all’Europa, imprimendovi alcuni valori fondamentali. La modernità europea stessa che ha dato al mondo l’ideale democratico e i diritti umani attinge i propri valori dalla sua eredità cristiana». In altre parole, la memoria storica cristiana è da ritenere una delle componenti indispensabili per fondare la prospettiva culturale dell’Europa di oggi, vale a dire la sua identità. [..]
     Se l’ago della bilancia per la costruzione della Nuova Europa si dovrà cercare nelle radici che l’hanno formata,  il modo culturale di concepire tali radici diventa ancora più importante. Il pressare di G.P.II a fare attenzione alle radici cristiane dell’Europa e di farne prendere coscienza inserendo espressamente nella Nuova Costituzione tale riferimento,
non si presenta infatti come un voler privilegiare la religione cristiana a discapito di altre religioni oggi presenti nel territorio europeo, ma di lievitare quell’umanesimo europeo formatosi tramite l’inculturazione cristiana dell’Europa, che fu un fenomeno di massa dei popoli insediatisi su tale territorio.
     Il recente studio del prof. Bruno Luiselli mette in luce scientificamente, attraverso l’analisi delle tante fonti a disposizione che lui maneggia  magistralmente, questo dato culturale cristiano dell’Europa Occidentale. Nel volume di 637 pagine raccoglie la sua lunga ricerca sulle
tre radici culturali del formarsi dell’Europa (il mondo romano cristiano, il mondo germanico ed il mondo celtico). Se l’immigrazione dei popoli germanici nella Romania occidentale e l’affermazione del cristianesimo furono due cause fonfamentali che portarono in Occidente alla fine del mondo antico,  tali nuove realtà furono anche, secondo la conclusione di Luiselli,  fattori determinanti della formazione della cultura europea occidentale. Tramite, infatti, l’inculturazione cristiana nel mondo romano e l’acculturazione romana (strutture sopravvissute della paideia classica) portate nei versanti barbarici dal cristianesimo, nacque un nuovo statuto dei popoli abitanti l’Europa occidentale. Il mondo germanico, attraverso le due vie dell’inculturazione cristiana e dell’acculturazione romana, sfociò in quella pluralità di regni nati sulle rovine dell’Impero romano, aventi tuttavia come coagulante la religione cristiana, sino a raggiungere in Carlo Magno il maggior punto di coesione. Il tramonto dell’Impero carolingio diede inizio all’aurora delle nazioni europee, lievitate ancora una volta dal cristianesimo, che in Occidente aveva nel vescovo di Roma il suo punto di riferimento, anche nel concepire l’organizzazione della società.
     Lo studio del prof. Luiselli mette in luce con doviziasa documentazione le
radici cristiane dell’Europa. Il disattenderle complicherebbe a dismisura le linee dell’identità europea. Potrebbe anche essere indice di puntare su una nuova Europa nel quadro di una civiltà tecnologica ed economica priva dei suoi punti di riferimento. Avremmo una società fondata sulla globalizzazione selvaggia che, nelle leggi del mercato/profitto, riconosce la sua unica identità. Forse la coscienza delle responsabilità nel discutere dell’Europa è aumentata, lo studio del prof. Luiselli rispecchia quella dell’onestà intellettuale cristiana nel contribuire al formarsi della Nuova Europa.[..]
                                                                                               ("estratto" dell'articolo di Vittorino Grossi)  

Nota
- Per approfondire il tema delle radici cristiane d'Europa, si consiglia:
  Il Ponte
gen.2006; ed. on-line www.basilicacateriniana.com ; F.Piccini:  Il presepe dei domenicani;
  J.Ratzinger - L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture; ed. Cantagalli 2005;
  J.Ratzinger - Fede, Verità, Tolleranza: il Cristianesimo e le religioni del mondo; ed. Cantagalli;
  M.Pera/J.Ratzinger - Senza Radici: Europa, Relativismo, Cristanesimo, Islam; ed. Mondadori;
  G.Boccardi - Una santa degli europei: Caterina da Siena; ed. Cantagalli 2003;
  Ranieno Avogadro - Le radici cristiane nella costruzione dell'unità etica e culturale dell'Europa (da  
     AA.VV.  I sei compatroni d'Europa e la carità intellettuale); ed. Aracne Roma 2005;
  F.Piccini - Siena. La cripta di San Domenico, cuore delle radici cristiane d'Europa (da La Patrona d'Italia e 
     d'Europa, n.2 giugno 2006, ed. Cantagalli, Siena)
  Rino Fisichella -Identità dissoluta - Il Cristianesimo lingua madre dell'Europa, ed. Mondadori (pagg.132).

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Curiosità sull'origine della bandiera europea.

    Sulla questione dell'Europa cristiana credo che ci debba essere maggiore informazione, finanche a risalire alla nascita della stessa bandiera europea con 12 stelle, di cui pochi ne conoscono la vera origine. 
     Il problema se lo posero già dei bambini intelligenti di una scuola elementare di Parco del Gran Sasso (cfr. Corriere della Sera, La Stanza del 6 giugno 1999), ai quali lo stesso grande giornalista Montanelli, non scandagliando a dovere, replicò lapidariamente: «Risposta semplice, bambini. Il numero delle stelle ha smesso di rappresentate quello degli Stati. Si tratta di un simbolo, e bisogna accettarlo come tale». 
     Ma la spiegazione è più circostanziata; infatti, sempre in La Stanza, Elena M. di Strasburgo (Francia) replicava il 13 giugno 1999: «[..] Secondo un'altra versione, la bandiera sarebbe stata ispirata dalla tradizione cattolica: blu è il colore mariano e le stelle sarebbero le 12 stelle della corona della Vergine descritta dall'Apocalisse (capitolo XII). Le stelle non rappresentano dunque gli Stati bensì, simbolicamente, i popoli europei uniti (le stelle non sono allineate, ma "fanno girotondo"). La bandiera con le 12 stelle fu adottata l'8 dicembre del 1955»
     Ebbene, data la circostanza, per essere ancora più precisi, è opportuno riportare anche un articolo della rivista mariana La Madre, del 1998 (di cui non si conosce il mese! si è però in possesso della fotocopia del brano), in cui Mons. Angelo Comastri, Presidente del Collegamento Nazionale Mariano, racconta specificatamente tutta la storia, sconosciuta di sicuro alla maggioranza delle persone:
     «BENEDETTA Bianchi Porro, una grande cristiana del nostro tempo, nel suo diario annotò: 'Tutto è segno per chi crede' È vero! Se sappiamo leggere la scrittura delicata di Dio nella storia umana scopriamo tanti segnali di tenerezza e di provvidenza. Ve ne presento uno, che forse pochi conoscono.
     Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il "Consiglio d'Europa", organismo privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di porre le basi per la costituzione di una federazione europea.
     L'anno dopo, esattamente nel 1950, quel "Consiglio" bandì un concorso di proposte, aperto a tutti gli artisti del Continente, per arrivare a scegliere una bandiera della futura Europa Unita.
     Un giovane pittore (giovane, allora evidentemente!) di nome
Arsene Heitz partecipò con un bozzetto molto originale, nel quale dodici stelle bianche campeggiavano in cerchio su uno sfondo azzurro. Come nacque questa idea? Lo stesso autore ha rivelato di essere un grande devoto della Madonna e di recitare ogni giorno il santo Rosario. Quando seppe del concorso europeo, egli stava leggendo la storia di Santa Caterina Labouré e, affascinato dal racconto delle apparizioni mariane, volle procurarsi per sé e per la moglie la 'medaglia miracolosa'. In tale medaglia egli vide l'immagine di Maria e quelle dodici stelle, che lo colpirono tanto da... finire sul suo bozzetto della bandiera europea. E cosa accadde? Tra migliaia di proposte, con sorpresa dello stesso Arsene Heitz che aveva partecipato alla gara senza farsi illusioni, il "Consiglio d'Europa" scelse proprio il suo bozzetto. Vale la pena sottolineare che il responsabile della Commissione giudicante era un ebreo: Paul M.G. Levy, Direttore dei servizio di stampa e informazione del "Consiglio d'Europe". Ciò dirnostra che la scelta non avvenne per motivi confessionali, bensì con assoluta libertà di giudizio della Commissione.
     Non solo. Quando Arsene Heitz disegnò dodici stelle sulla bandiera europea, gli Stati del "Consiglio" non erano dodici. Qualcuno lo fece notare, ma intervenne Paul M.G. Levy per spiegare che
il numero dodici rappresenta un simbolo di pienezza. E, infatti, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare il numero dodici, le autorità comunitarie stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle della bandiera era da considerare irreversibile.
     Ma c'è un altro particolare di rara bellezza: la bandiera azzurra con il Cerchio di dodici stelle venne adottata ufficialmente 1'
8 dicembre 1955: un giorno mariano per eccellenza, cioè il giorno in cui i cristiani ricordano l'Immacolata Concezione di Maria. 
     Non è un segno? Non è un sorriso materno di Maria? Non è un messaggio d'affetto e di protezione?
     Vi confesso candidamente che questa meravigliosa "interferenza mariana" nella storia europea mi lascia ben sperare per il futuro della nostra Europa: con Maria si può camminare sicuri!»
     Aggiungo io: da quando Santa Caterina da Siena è divenuta Compatrona d'Europa (dal 1.10.1999) mi piace immaginarla col vessillo europeo issato al vento, celestialmente orgogliosa della scelta delle 12 stelle, frutto dell'ispirazione della Vergine Maria.

    
Siena, 27 giugno 2003.                                                   (Un Caterinato - Lido Marchetti)
(Nota - cfr.anche La bandiera dell'Unione ispirata alla corona della Vergine, di Vittorio Messori; Corriere della Sera: 14 luglio 2003)

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                                                                              QUALE  EUROPA

Rémi Brague: menzogna storica negare il ruolo delle radici cristiane

(da La Patrona d'Italia e dell'Europa n.3 -lug/set.2008)

     “Possiamo pure essere d’accordo sul fatto che l’Europa non debba rinnegare le sue radici cristiane. Ma occorre rendersi conto che ciò resta possibile. Vi sono anzi persone che lo desiderano. Ciò potrebbe attuarsi solo attraverso una gigantesca menzogna storica. Queste persone lavorano per realizzarla”. Per il filosofo francese Rémi Brague, il messaggio di Benedetto XVI a Vienna è anche un invito all’Europa a non coprirsi più gli occhi. Prestare acriticamente il fianco alle nuove ideologie antiumane galoppanti  è come arrendersi preventivamente all’assedio di un’armata straniera.

     >Professore, la sorprende che Benedetto XVI abbia scelto l’identità europea come tema centrale del suo 
      
primo viaggio pontificale in Austria?

     L’Austria è il luogo ideale  per questo genere di riflessioni per via della sua storia. Quest’impero multinazionale, multilingue, in maggioranza cattolico ma con delle minoranze calviniste, ebraiche e persino musulmane, costituiva un’Europa in piccola scala. Come essa l’impero era imperfetto, fragile, disordinato ma vitale. Per di più Vienna fu il luogo dell’ultima avanzata verso l’Europa dell’impero ottomano arrestato nel 1683  dai polacchi  di Jan Sobieski (…).

     La vittoria militare non sarebbe stata possibile non sarebbe stata possibile senza una riaffermazione innanzitutto spirituale. E’ ciò che aveva compreso Marco d’Aviano che Giovanni Paolo II ha beatificato. Oggi, nessun esercito assedia l’Europa. Ma sembra che essa cerchi qualcuno  o qualcosa  a cui potersi arrendere. Essa ha un bisogno urgente  di persone come questo cappuccino italiano.

     >Nel discorso alle autorità politiche  e al corpo diplomatico, il Papa cita i “terribili cammini” del passato 
       europeo, a cominciare dai “restringimenti ideologici della filosofia, della scienza ed anche della fede, 
       l’abuso di religione e ragione per scopi imperialistici(…)”. Cosa pensa di questa diagnosi?

     Apprezzo il fatto che rappresenta anche un esame di coscienza rivolto agli stessi cristiani e non solo una polemica rivolta verso l’esterno. Il Papa osserva che la stessa fede  può subire un restringimento  ideologico e una strumentalizzazione imperialistica. Apprezzo particolarmente l’uso dell’aggettivo “ideologico”. Esso identifica il pericolo, cioè una corruzione che può annientare la scienza come la religione. L’ideologia perverte la religione prendendola per una scienza, ma può anche pervertire la scienza prendendola per una religione. Parlare di un abuso imperialistico della ragione mi sembra pure importante. Il progetto moderno voleva ridurre la ragione a un ruolo strumentale e metterla al servizio del dominio della natura. Ne scorgiamo i pericoli: siamo partiti dal “regno dell’uomo” (Bacone) per sfociare all’ “uomo è qualcosa che deve essere superato” (Nietzche).

     >Allo stesso tempo, continua il Papa, fra le caratteristiche dell’Europa vi è “ una capacità d’autocritica 
       che, nel vasto panorama delle culture del mondo, la distingue e la qualifica”.

     Puntare uno sguardo critico su di sé è in effetti, sembrerebbe, una caratteristica storica dello spirito europeo. Se ne osserva la presenza fin dalla Grecia antica, con Erodoto. Gli storici romani erano capaci d’immaginare gli argomenti  degli avversari del dominio romano e di formularli con eloquenza. Le descrizioni meravigliate di civiltà esterne all’Europa, come quelle di Marco Polo, sono state fin dal Medioevo degli autentici successi. Nelle lettere persiane Montesquieu non fa che adattare un procedimento che s’incontra già nel XIV secolo, prima di Cristoforo Colombo e di Copernico.

     >L’autocritica implica l’uso di argomenti razionali, anch’essi evocati ancora una volta dal Papa come 
      risorsa costituente della fede cristiana.

     Il vero interrogativo che occorre porsi non è “come correggere la fede attraverso la ragione”, ma invece “quale genere di fede è capace di accettare e persino di auspicare  un dialogo con la ragione”. Trasponendo ciò nella storia del pensiero, personalmente non amo che si parli della “ragione greca” che sarebbe giunta per correggere la fede biblica. Infatti, la fede biblica è aperta alla ragione. Essa lo è poiché non consiste nel sottomettersi a un Dio  che esige obbedienza  e annienta coloro che gliela rifiutano. Essa consiste nel giungere a dialogo con un Dio che accetta di entrare nella storia  come un sostegno per il suo popolo, ad esempio, liberandolo dalla cattività. Guardiamo al modo in cui i profeti d’Israele rappresentano Dio che “fa una scenata” al suo popolo come un innamorato deluso. Egli ragiona con esso, prende come testimoni elementi della natura o di altri popoli chiamati ad arbitrare, fa valere degli argomenti. Se la religione biblica non avesse contenuto elementi di razionalità, presenti nelle narrazioni, come avrebbe potuto aprirsi alla ragione greca, presente nei concetti?   

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