- 1° aprile: commemora zione delle stigmate (1375).
- 29 aprile (circa): anni
versario dello Sposali
zio Mistico.
-
29 aprile: anniversario della morte (1380).
-
1.a domenica dopo il 29 aprile: celebrazioni nazionali.

-°-°-

Processo Castellano:
 >Già a partire dal 1386 i frati di Siena, Chioggia, Lucca, Pisa, Roma, Venezia e le monache del Monastero "Corpus Christi" fondato dal Dominici coi discepoli di Caterina nel 1395, commemoravano l'anniversario della scomparsa di Caterina il 29 aprile di ogni anno. Tale apologia di una vergine non canonizzata fece scandalo e il risultato fu l'apertura del Tribunale Ecclesiastico da parte del vescovo veneziano di Castello, Francesco Bembo, che prese l'avvio il 24 maggio 1412 per verbalizzare la deposizione dei testimoni sulla veridicità delle virtù eroiche di Caterina.
(F.to P.L.Fatichi O.P. in La Patrona d'Europa, n.2 -apr /mag. 2005)

Mese Cateriniano

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI CATERINATI
-PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE IN APRILE-MAGGIO

SIENA - PROGRAMMA FESTE  2014

>Sabato 3 e domenica 4 maggio si terranno le Feste nazionali in onore di Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia e d’Europa.
    Come consuetudine, le Feste si apriranno sabato 3 maggio alle ore 12 con l’omaggio floreale al monumento alla Santa posto in viale XXV Aprile. Qui, il Comune e le Associazioni di volontariato offriranno un omaggio floreale, da ricordare che tra le associazioni che offrono i fiori, c’è il Centro italiano femminile che quest’anno compie settant’anni dalla fondazione. 
>Sabato sera alle ore 21,15 in cattedrale si terrà il tradizionale concerto a cura dell’Istituto superiore di Studi musicali “Rinaldo Franci”.
>Domenica 4 maggio alle ore 9,30, da Palazzo Pubblico muove il corteo con le Contrade e alle ore 10 nel Portico Votivo dei Comuni d’Italia al Santuario di Santa Caterina, ci saranno le allocuzioni dell’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani, del Sindaco di Siena Bruno Valentini e del Sindaco di Civitella-Paganico, comune in provincia di Grosseto che quest’anno offre l’olio per la lampada votiva. Sempre al Santuario ci saranno le offerte dei ceri da parte delle Associazioni di volontariato.
>Alle ore 11, nella basilica cateriniana di San Domenico si terrà la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da Sua Eminenza il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
   Le Feste proseguiranno alle ore 18 in piazza del Campo, con la benedizione all’Italia e all’Europa, impartita dal cardinale, con la reliquia del dito di Santa Caterina; il Sindaco di Siena, farà un breve saluto, poi ci sarà il discorso del rappresentante del Governo, la sbandierata delle Contrade e la sfilata dei reparti militari.
 

>Vn.29 aprile 2005 - Sala del Capitolo,  Chiostro di S. Domenico: Padre Alfredo Scarciglia incontro sul tema: Le sacre stimmate di Santa Caterina”  - Messa nella Basilica di San Domenico. -Sa. 30 aprile e do. 1° maggio 2005  Feste in onore di Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia e d’Europa.  - 2 maggio 2005 - Su iniziativa dell’Associazione Internazionale dei Caterinati, Messa trigesimo della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II. >Vn. 13 maggio 2005 - Sala del Capitolo, Chiostro di S. Domenico: Padre Lorenzo Fatichi O.P., incontro sul tema: Santa Caterina e Giorgio La Pira. >Gv. 26 maggio 2005 - Sala del Capitolo, Chiostro di San Domenico: Don Emanuele Musso, incontro sul tema: L’Eucarestia nel Dialogo di Santa Caterina.
>Sa. 29 aprile 2006 -Santuario/Casa di S. Caterina: Conferenza dal titolo: “La confessione nel pensiero, negli scritti e nella vita di S. Caterina da Siena” a cura di P.Alfredo Scarciglia O.P. -S. Messa e benedizione della nuova Cappella delle Confessioni -Viale XXV aprile: Omaggio floreale al monumento alla Santa -In Cattedrale: concerto. W. A. MozartMissa brevis” in sol maggiore per soli archi, coro e organo solisti e coro dell’ “Accademia Nazionale di Santa Cecilia” eseguita dall’orchestra I Filarmonici di Roma, diretta da Roberto  Gabbiani. -Antonio Vivaldi, “La quattro stagioni” op. 28 eseguita dall’orchestra “I Filarmonici di Roma” diretta da Uto Ughi. -Do. 30 aprile 2006 -Palazzo Comunale: muove il corteo -Santuario di S. Caterina in Fontebranda: offerta dell’olio per la lampada votiva da parte del Serra Club. Allocuzioni dell’Arcivescovo, del Sindaco e del Presidente del Serra Club.
-Basilica di S. Domenico: Solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Card. Francesco Marchisano, arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana. Partecipano i “Madrigalisti senesi” diretti da Elisabetta Miraldi. -Piazza del Campo: Benedizione all’Italia e all’Europa con la reliquia di S. Caterina. Saluto del Sindaco di Siena e discorso del Rappresentante del Governo Italiano. Sbandierata delle Contrade, sfilata dei reparti militari.
>Do. 30 aprile 2007  -29.04.2007 omelia del Card. GIOVANNI BATTISTA RE (cfr. pagina "feste")
>Do. 30 aprile 2008 -7.04.2008 - Basilica di San Domenico, Omelia del Cardinale Angelo Sodano (cfr La Patrona d'Italia e d'Europa N.2, apr/giu.2008)
>Me. 29 aprile 2009 h.18 -Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Domenico, con la partecipazione del Coro di Voci Bianche Schola Cantorum di S.Caterina, diretto dalla Prof.ssa Tanjia Kustrin. -Sa. 2 maggio -h.12 -Omaggio floreale alla Statua della Santa, delle Autorità e delle Associazioni Civili e Militari, viale XXV aprile;  -h.21.15 Concerto in Cattedrale dell'Orchestra da Camera di Mantova, organizzato dall'Accademia Chigiana, Siena; -Do. 3 maggio:  -h.9.30 Corteo dal Palazzo Pubblico delle Autorità cittadine, delle Contrade e dell'olio votivo; -h.10 al Portico dei Comuni Casa-Santuario: offerta dell'Olio per la Lampada Votiva da parte dell'Ordine Equestre del S.Sepolcro di  Gerusalemme. - Allocuzione dell'Arcivescovo di Siena, del Sindaco, del Luogotenente per l'Italia Centrale dell'O.E.S.S.H. -h.11 Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Domenico,  presieduta dal Card.Jhon Patrick Foley, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; -h.18 in Piazza del Campo  -Benedizione all'Italia e all'Europa con la Reliquia di Santa Caterina - Saluto del Sindaco di Siena -Discorso del  rappresentante del Governo Italiano - Sbandierata delle Contrade - Sfilata dei Reparti Militari e delle Associazioni di Volontariato.
>Do. 2 maggio 2010 - celebrazioni cateriniane nel Portico dei Comuni; intervento dell'Arcivescovo Mons.Buoncristiani:

   Signor Cardinale, Signori Sindaci di Siena e degli altri Comuni del nostro territorio diocesano, Eccel­lenze, Onorandi Priori, Autorità e amici tutti di Siena,
    Queste nostre Celebrazioni Cateriniane, iniziate nel 1940, in seguito alla proclamazione della nostra Santa Caterina a Patrona d'Italia [Pio XII, 18 giugno 1939] assieme a San Francesco di Assisi, si svolgono quest'anno con l'offerta dell'olio per la Lampada Votiva da parte del Comune di Siena che sta commemorando il «Costituto» del 1309. Un omaggio del tutto particolare che si aggiunge all'antica tradizione dell'offerta del Cero, e che intende essere un riconoscimento alla grandezza umana e spirituale di una Senese che continua nei secoli a rendere gloria alla sua amata Città.
   È con sentimenti di gioia e di fraterna gratitudine che la Comunità civile e religiosa di Siena, assieme alla famiglia spirituale dei Caterinati, saluta la presenza dell'Em.mo Card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale di San Pie­tro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. Essere originario della Diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello e già Vescovo di Massa Marittima, ambedue della Metropolia si Siena, ce lo fa sentire particolarmente vicino. 
   Come membro del Collegio Cardinalizio egli ci rende presente spiritualmente il Santo Padre Benedetto XVI al quale va il nostro pensiero devoto e riconoscente per la testimonianza con cui porta avanti il suo ministero petrino incentrato sull'unità della Chiesa che desidera porsi al servizio di una Verità Evangelica capace di essere un valido orientamento alla crescita della società civile e allo sviluppo della pace e della solidarietà tra i popoli della terra.
   In questi giorni, ricordando la particolare devozione di Santa Caterina per il «dolce Cristo in Terra», più volte abbiamo fatta nostra la sua invocazione di preghiera: «Volgi o misericordioso Padre, l'occhio della tua pietà sopra la tua sposa e sopra il tuo Vicario. Nascondilo sotto le ali della tua misericordia, affinché gli iniqui super­bi non gli possano nuocere». «O Dio eterno,fa che egli non si spaurisca per nessuna avversità, allorché vengono meno tutte le cose, salvo Te, sommo Iddio».
  
Assieme al Sindaco di Siena saluto con gratitudine tutti gli altri Sindaci dei Comuni dell' Arcidiocesi che hanno aderito al nostro invito, iniziando una consuetudine che desidererebbe caratterizzare questa nostra Celebrazione anche come Festa della nostra Chiesa Locale, nell'intento -scaturito dalla recente Visita Pastorale- di rendere maggiormente visibile la nostra sollecitudine di sincera collaborazione per il bene comune di tutte le realtà civili del territorio.
   Caterina Benicasa è nata nel 1347, appena un anno prima della «peste nera» (1348) ed aveva solo 8 anni quando, con la caduta del Governo dei Nove (1355), la situazione sociale e politica dello Stato Senese, si fece sempre più conflittuale avviandosi ad un lento ma ineluttabile decadimento. Siena era allora una delle grandi Città d'Europa come ci è documentato dalla sua gloriosa storia e dagli insigni monumenti dei sec. XIII-XV che ancora sono testimonianza di quella elevata cultura religiosa e civile.
   La sua posizione strategica sulla «Via Francigena» che, con vari percorsi alter­nativi locali, congiungeva Roma alle varie Città, Signorie e Regni d'Europa gli permise di raggiungere con il commercio e con la finanza anche gli Stati più lonta
ni. I banchieri senesi prestavano denaro ai Papi e ai Sovrani e non mancavano di arricchire la loro Città di monumenti ma anche di scambi culturali e di importanti istituzioni. Allora i punti di riferimento erano i più celebri Santuari cristiani del Continente, la Tomba degli Apostoli a Roma e quella di Santiago a Compostella, tanto che non si può fare a meno di respirare da noi un esempio tipico delle an­tiche "radici cristiane" d'Europa.
   L'importanza della città attirò insediamenti religiosi - Conventi, Monasteri, Certose ed Eremi - di grande rilevanza che ci arricchirono culturalmente e anzitutto cristianamente: Domenicani, Francescani, Agostiniani, Servi di Maria, Carmelitani, Certosini ed Olivetani; tutti presenti nel territorio, e specie in città, con edifici di culto straordinariamente ricchi di arte e di testimonianza spirituale.
   Ciò non mancò di produrre grandi risultati di santità, anche per il contrasto con una società caratterizzata dal benessere finanziario ma segnata inevitabilmente da notevoli e sofferte disparità sociali ed economiche. La precarietà della vita era percepita soprattutto attraverso le periodiche carestie e pestilenze [oltre a quella del 1348 , nella vita di Caterina sono da ricordare quelle del 1363 e del 1374], colte sempre come occasioni propizie a riflettere sul significato dell' esistenza umana e sulla conseguente necessità di conversione specie nell' esercizio delle opere di carità e di penitenza. Indicativo in tal senso era il fiorire di Compa
gnie laicali connotate dalla ricerca della perfezione evangelica anche nella vita secolare, ed è attraverso di esse che la Città riuscì ad innervarsi di fede e di carità ad ogni livello della sua popolazione.
   La santità della Chiesa, che continua la presenza di Cristo nella storia, si rende visibile anzitutto nella testimonianza dei suoi Santi, e Siena fu allora davvero una Chiesa composta anche di peccatori ma ricca di Testimoni di fede. Molti tra loro sono oramai quasi dimenticati, ma è opportuno ricordarli proprio per sottolineare le nostre profonde radici cristiane che non sono limitate alle figure più note di Santa Caterina, San Bernardo Tolomei e San Bernardino.
   Nel 1251 era morto il B. Andrea Gallerani, fondatore dell'Ospedale della Misericordia; successivamente, appena nello svolgersi di poco più di un secolo, abbiamo avuto il B. Ambrogio Sansedoni (1220- t1286) predicatore Domenicano, il B. Pietro Pettinaio (m. 1289) laico di spiritualità francescana, il B. Franco da Grotti (m. 1291) eremita converso carmelitano, il B. Gioacchino dei Servi di Maria (t 1306), il B. Agostino Novello (m. 1309), il B. Francesco Patrizi dei Servi di Maria (m. 1328), il B. Pietro Petroni (m. 1361) monaco laico nella Certosa di Maggiano e il B. Giovanni Colombini (m. 1367), laico penitente fondatore dell'Ordine dei Gesuati. Dodici "testimoni" qualificati che ci fanno sentire davvero «seduti sulle spalle di giganti». 
   Senza soffermarmi oltre, specifico che si trattava di due modelli apparentemente opposti di perfezione evangelica: la santità ricercata nell' esercizio delle opere di misericordia a favore dei più poveri e abbandonati, o il modello ascetico e contemplativo della vita monastica o eremitica.
   Per inciso, ma non a caso, rilevo come in quella identica stagione si
è sviluppata (quasi con analoga parabola di splendore e poi di eclissi) la famosa scuola artistica senese che fa capo a Duccio di Boninsegna (t 1318-19), Pietro e Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini.
   Nello stesso tempo qui a Siena capitale della Repubblica, la religiosità si intrecciava con la costituzione di importanti istituzioni sociali ancora esistenti: a partire dalla quasi mitica fondazione dello Spedale di S. Maria della Scala da parte del B. Sorore (sec. IX
?), sino allo Studio Senese (attuale Università) che ha avuto origine nella primitiva Schola dei Canonici del Duomo, e al Monte dei Paschi che collega la sua successiva fondazione al Monte di Pietà (1472) scaturito anche dalla predicazione itinerante francescana che intendeva, tra l'altro, porre rimedio alla gravosa usanza dell'usura e agli eccessi del lusso e delle doti che rovinavano le famiglie anche benestanti.
   Ho ritenuto fare memoria di tutto questo per sottolineare il significato simbolico dell'offerta dell'Olio da parte del Comune di Siena, intendendolo come un apprezzato segno di venerazione affettuosa della Città verso Santa Caterina, ma anche come manifestazione di grati
tudine e di riconoscimento delle radici cristiane della nostra cultura che si è espressa sia nel «Costituto» come anche nel pensiero sociale e politico della Mistica senese.
   Su questo ultimo aspetto, lascio la parola al Sindaco di Siena che ogni anno non manca di farvi una proficua riflessione di perenne attualità politica. 
   Mi limito solo a concludere con la citazione di una lettera di Caterina "Ai  Signori della Città di Siena" in anni particolarmente litigiosi: « ... io voglio che, con timore santo e vero, voi lo amministriate [il potere prestato] ... Perdonate la mia presunzione. L'amore che io ho per voi e per tutti gli altri cittadini, e il dolore che
io ho per il vostro modo di comportarvi in politica e la vostra condotta, poco ordinata secondo Dio, me ne scusi davanti a lui e a voi. Ho voglia di piangere sulla nostra cecità, perché sembra che ci siamo privati della luce. Dio, per la sua infinita benevolenza e misericordia, vi liberi da ogni tenebra d'ignoranza, e illumini l'oc­chio del vostro intelletto, perché conosciate la verità e possiate discernere e ben distinguere. Così non potrete mai cadere in errore»
[L 123].
   È un invito che si fa preghiera per tutti i politici del nostro Paese in un momento certamente non facile, che esige un proposito disinteressato di favorire il bene comune dell'intera Nazione.

 

 

Le stimmate di Santa Caterina

    > Padre Alfredo Scarciglia, domenicano, il 29 aprile 2005, in occasione del dies natalis della mantellata senese, nella Sala del Capitolo della Basilica di San Domenico di Siena, ha tracciato un percorso storico e dottrinale dei segni della passione di nostro Signor Gesù Cristo impressi sul corpo di S.Caterina da Siena.
    Le stimamte sono un dono di Dio riservato a pochi privilegiati e sono presenti in coloro che vivono per l'amore a Cristo Crocifisso. 
    La santa ebbe i segni della passione di Gesù in Pisa, nella Chiesa di Santa Cristina, il 1° aprile 1375, dopo aver baciato la terra, quella proprio della Terra Santa. 
     Lì Caterina fu segnata dalle stimmate, anche se rese invisibili finché restò in vita; esse apparirono solo al momento della sua morte.
    Ben trentaquattro Papi si sono occupati delle stimamte della Santa, tanto che questo fenomeno dette origine ad una disputa fra francescani e domenicani, dopo che Papa Sisto IV, francescano, nel 1472 non riconosceva le stimmate di Caterina, nonostante che Papa Pio II, nella bolla di canonizzazione del 1461 riconoscesse la Santa stimmatizzata: «Ella stigmata passa fuit». Questa disputa durò circa due secoli ed anche nell'iconografia Caterina era raffigurata senza i segni delle stimmate.
    Urbano VIII, eletto Papa nel 1623, nel 1630 pose fine alla disputa, riconoscendo la validità delle stimmate di S.Caterina. Benedetto XIII, nel 1725, istituì la festa liturgica del 1° aprile, come data che ne ricorda l'evento.
    I santi ai quali sono riconosciute ufficialmente le stimmate dalla Chiesa sono: San Francesco d'Assisi, Santa Caterina da Siena, San Pio da Pietralcina.   (Da  La Patrona d'Europa N.2 apr/giu. 2005)

Commemorazione delle stigmate: 1° aprile.
(Da: Legenda Maior - S.Caterina da Siena, di Raimondo da Capua; ed. Cantagalli, 1994, 5.a; p.209)

     -N.194 «Essendo venuta in Pisa insieme con altri, fra i quali c'ero anch'io, fu accolta in casa di un certo cittadino, che stava vicino alla cappella di Santa Cristina.
     In quella cappella, in giorno di Domenica (1), a domanda della vergine, dissi la messa, e per dirla col linguaggio d'uso, la comunicai. Ricevuta che ebbe la Comunione, secondo il solito andò in estasi, perché il suo spirito assetato del Creatore, cioè, del sommo Spirito, si allontanava quanto più poteva dai sensi. Aspettammo che tornasse in sé per ricevere da lei, come altre volte avveniva, un qualche conforto spirituale, quando all'improvviso vedemmo il suo corpicciuolo, che stava prostrato, alzarsi a poco a poco, rimanersene ritto su le ginocchia, stender le braccia e le mani, e raggiare di luce in faccia; dopo essere rimasto lungamente tutto intirizzito, e con gli occhi chiusi, lo vedemmo cascare di colpo come se fosse stato ferito a morte. Poco dopo, l'anima sua riprese i sensi.»
     -N.195 «Allora la vergine mi fece chiamare, e con voce sommessa, mi disse: "Sappiate, o padre, che per la misericordia del Signore, io porto già nel mio corpo le sue stigmate". Io le risposi, che osservando i movimenti del suo corpo mentre lei era in estasi, mi ero accorto di qualche cosa; e le domandai come il Signore aveva fatto tutto ciò. Mi rispose: "Vidi il Signore confitto in croce, che veniva verso di me in una gran luce, e fu tanto lo slancio dell'anima mia, desiderosa di andare incontro al suo Creatore, che il corpo fu costretto ad alzarsi. Allora dalle cicatrici delle sue sacratissime piaghe, vidi scendere in me cinque raggi sanguigni, diretti alle mani, ai piedi ed al mio cuore. Conoscendo il mistero, subito esclamai: "Ah! Signore, Dio mio: te ne prego: che non appariscano queste cicatrici all'esterno del mio corpo. Mentre dicevo così, prima che i raggi arrivassero a me, cambiarono il loro colore sanguigno in colore splendente, e sotto forma di pura luce arrivarono ai cinque punti del mio corpo, cioè, alle mani,ai piedi e al cuore". Le domandai "Dunque nessun raggio è arrivato al lato destro?". Ed ella: " No, ma direttamente al sinistro, sopra il mio cuore; perché quella linea lucida, che usciva dal lato destro di Gesù, mi ferì direttamente, e non attraverso". Ed io: "Ti ci senti ora dolere in quei punti?". E lei, tirato un gran sospiro, rispose: "È tale il dolore che sento in questi cinque punti, specialmente nel cuore, che se il Signore non fa un altro miracolo, non mi par possibile che io possa andare avanti, e che in pochi giorni non debba morire».
 Nota - (1) Domenica delle Palme, 1 aprile 1375.