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Le
stimmate di Santa Caterina
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Padre Alfredo Scarciglia,
domenicano, il 29 aprile 2005, in occasione del dies natalis
della mantellata senese, nella Sala del Capitolo della Basilica di San
Domenico di Siena, ha tracciato un percorso storico e dottrinale dei
segni della passione di nostro Signor Gesù Cristo impressi sul corpo di
S.Caterina da Siena.
Le stimamte sono un dono di Dio riservato a pochi
privilegiati e sono presenti in coloro che vivono per l'amore a Cristo
Crocifisso.
La santa ebbe i segni della passione di Gesù in
Pisa, nella Chiesa di Santa Cristina, il 1° aprile 1375, dopo aver
baciato la terra, quella proprio della Terra Santa.
Lì Caterina fu segnata dalle stimmate, anche
se rese invisibili finché restò in vita; esse apparirono solo al
momento della sua morte.
Ben trentaquattro Papi si sono occupati delle
stimamte della Santa, tanto che questo fenomeno dette origine ad una
disputa fra francescani e domenicani, dopo che Papa Sisto IV,
francescano, nel 1472 non riconosceva le stimmate di Caterina,
nonostante che Papa Pio II, nella bolla di canonizzazione del 1461
riconoscesse la Santa stimmatizzata: «Ella stigmata passa fuit».
Questa disputa durò circa due secoli ed anche nell'iconografia Caterina
era raffigurata senza i segni delle stimmate.
Urbano VIII, eletto Papa nel 1623, nel 1630 pose fine
alla disputa, riconoscendo la validità delle stimmate di S.Caterina.
Benedetto XIII, nel 1725, istituì la festa liturgica del 1° aprile,
come data che ne ricorda l'evento.
I santi ai quali sono riconosciute ufficialmente le
stimmate dalla Chiesa sono: San Francesco d'Assisi, Santa Caterina da
Siena, San Pio da Pietralcina.
(Da La Patrona d'Europa N.2 apr/giu. 2005)
Commemorazione delle
stigmate: 1° aprile.
(Da: Legenda
Maior - S.Caterina da Siena, di Raimondo da Capua; ed. Cantagalli,
1994, 5.a; p.209)
-N.194 «Essendo venuta in Pisa insieme con
altri, fra i quali c'ero anch'io, fu accolta in casa di un certo
cittadino, che stava vicino alla cappella di Santa Cristina.
In quella cappella, in giorno di Domenica (1), a
domanda della vergine, dissi la messa, e per dirla col linguaggio d'uso,
la comunicai. Ricevuta che ebbe la Comunione, secondo il solito andò in
estasi, perché il suo spirito assetato del Creatore, cioè, del sommo
Spirito, si allontanava quanto più poteva dai sensi. Aspettammo che
tornasse in sé per ricevere da lei, come altre volte avveniva, un qualche
conforto spirituale, quando all'improvviso vedemmo il suo corpicciuolo,
che stava prostrato, alzarsi a poco a poco, rimanersene ritto su le
ginocchia, stender le braccia e le mani, e raggiare di luce in faccia;
dopo essere rimasto lungamente tutto intirizzito, e con gli occhi chiusi,
lo vedemmo cascare di colpo come se fosse stato ferito a morte. Poco dopo,
l'anima sua riprese i sensi.»
-N.195 «Allora la vergine mi fece chiamare, e
con voce sommessa, mi disse: "Sappiate, o padre, che per la
misericordia del Signore, io porto già nel mio corpo le sue
stigmate". Io le risposi, che osservando i movimenti del suo corpo
mentre lei era in estasi, mi ero accorto di qualche cosa; e le domandai
come il Signore aveva fatto tutto ciò. Mi rispose: "Vidi il Signore
confitto in croce, che veniva verso di me in una gran luce, e fu tanto lo
slancio dell'anima mia, desiderosa di andare incontro al suo Creatore, che
il corpo fu costretto ad alzarsi. Allora dalle cicatrici delle sue
sacratissime piaghe, vidi scendere in me cinque raggi sanguigni, diretti
alle mani, ai piedi ed al mio cuore. Conoscendo il mistero, subito
esclamai: "Ah! Signore, Dio mio: te ne prego: che non appariscano
queste cicatrici all'esterno del mio corpo. Mentre dicevo così, prima che
i raggi arrivassero a me, cambiarono il loro colore sanguigno in colore
splendente, e sotto forma di pura luce arrivarono ai cinque punti del mio
corpo, cioè, alle mani,ai piedi e al cuore". Le domandai
"Dunque nessun raggio è arrivato al lato destro?". Ed ella:
" No, ma direttamente al sinistro, sopra il mio cuore; perché quella
linea lucida, che usciva dal lato destro di Gesù, mi ferì direttamente,
e non attraverso". Ed io: "Ti ci senti ora dolere in quei
punti?". E lei, tirato un gran sospiro, rispose: "È tale il
dolore che sento in questi cinque punti, specialmente nel cuore, che se il
Signore non fa un altro miracolo, non mi par possibile che io possa andare
avanti, e che in pochi giorni non debba morire».
(1) Domenica delle Palme, 1 aprile 1375.
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