> in alto si vede: 
-
Basilica di S.Domenico 
   (p.za S.Domenico, 1)
>zona intermedia c'è: 
- Hotel Alma Domus

  (via Camporegio, 37)
> in basso si vede 
- Casa-Santuario

  
(via Costa Sant'Antonio n.6)

> Per fissare la S.Messa:
nella Basilica di San Domenico:  -tel.n. 0577.280893,  
-fax  0577. 219676, 
e.mail >
info@basilicacateriniana.com

nella Casa-Santuario:
tel. 0577.280801; fax 0577.47601; e.mail:
>santuariosantacaterina@yahoo.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I  LUOGHI DELLA SANTA - IN SIENA

> -IL SANTUARIO
    
Si entra al "Santuario-Casa di Santa Caterina" attraverso il Portico dei Comuni. Questo luogo si chiama così perché ogni comune d'Italia contribuì alla sua costruzione con la cifra simbolica, corrispondente al costo un mattone. Il Portico dei comuni fu iniziato a costruire nel 1941, dopo la demolizione della chiesa di Sant'Antonio abate che qui sorgeva; da allora la Parrocchia che portava questo nome fu inglobata nella Parrocchia di san Domenico, che da allora si chiama Sant'Antonio Abate in San Domenico. Di antico è rimasto solo il pozzo in travertino situato a destra e risalente alla fine del Quattrocento o inizio Cinquecento.
   Questo portico, fu costruito per accedere al "Santuario-Casa di Santa Caterina" che, il 18 giugno del 1939, era stata proclamata da Pio XII Patrona d'Italia insieme a San Francesco d'Assisi. Gli eventi bellici relativi alla Seconda Guerra Mondiale, fecero sì che la costruzione fosse interrotta per essere poi portata a compimento nel 1947. Da qui si accede ad un piccolo atrio a loggia attribuito a Baldassarre Peruzzi o ad un suo allievo realizzato intorno al 1530. A questo segue un altro piccolo atrio che ospita il bozzetto in stucco della statua bronzea, opera di Bruno Buracchini e collocata presso la Fortezza Medicea.
   Al Santuario troviamo l'oratorio del Crocifisso, dove è custodito il Crocifisso delle stimmate. La tradizione vuole che questa chiesa fosse stata eretta sull'orto della famiglia di Caterina in un appezzamento di terreno attiguo alla chiesa di sant'Antonio. Fu consacrata il 23 aprile del 1623 dall'Arcivescovo Alessandro Petrucci. La chiesa-oratorio sorse per custodire quel crocifisso che dette le stimmate a Santa Caterina in Pisa nella chiesa di Santa Cristina il 1° aprile 1375. Così la Santa raccontava al suo confessore Raimondo da Capua: "Sappiate padre, che per la misericordia del Signore, io porto già nel mio corpo le sue stimmate... vidi il Signore confitto in croce, che veniva verso di me in una gran luce e fu tanto lo slancio dell'anima mia, desiderosa di andare incontro al suo Creatore che il corpo fu costretto ad alzarsi. Allora dalle cicatrici delle sue santissime piaghe, vidi scendere in me cinque raggi sanguigni diretti alle mani e ai piedi e al mio cuore. Subito esclamai: Ah Signore, Dio mio: te ne prego: che non appariscano queste cicatrici all'esterno del mio corpo. Mentre dicevo così, prima che i raggi arrivassero a me, cambiarono il loro colore sanguigno in colore splendente". (Legenda Maior, 195 - ed. Cantagalli).
   Il crocifisso fu trasportato a Siena nel 1565 dopo varie peripezie e fu posto nell'oratorio della cucina dove rimase fino al 1623 anno della costruzione della chiesa dove poi fu posto. Il crocifisso delle stimmate è di scuola pisana, del XII secolo.
   In questa chiesa troviamo anche la lampada votiva in bronzo voluta dalle mamme dei soldati caduti nella seconda guerra mondiale. Ogni anno, in occasione delle Feste in onore di santa  Caterina patrona d'Italia e d'Europa, un Comune d'Italia o un'Associazione offre l'olio per alimentare la fiamma di questa lampada.
   A sinistra troviamo l'oratorio della cucina o cucinone; questo luogo fu la prima sala di riunione dei "caterinati" i figli spirituali di Santa Caterina. Qui era situata la cucina della famiglia Benincasa, la famiglia di Caterina e qui c'era anche il focolare, dove oggi sorge l'altare. La sua discepola Lisa Saracini racconta che proprio in questo focolare acceso Caterina sia caduta in estasi rimanendo miracolosamente illesa. Sopra il focolare è situato un quadro, raffigurante le stimmate di Caterina, opera del pittore Bernardino Fungai; il dipinto risale al 1496. Il soffitto a cassettoni dorato e dipinto fu eseguito a intagli da Bastiano di Girolamo. Sulla parete di fondo, entro la grande nicchia, fatta appostitamente eseguire per i governatori della confraternita di santa Caterina in Fontebranda da Colonio Tolomei, Francesco Vanni, nel 1600, dipinse ad olio "La Canonizzazione di S.Caterina", che ricordiamo avvenne nel 1461 per volontà di Papa Pio II. Alle pareti sono raffigurati gli episodi più importanti della vita di Santa Caterina; queste pitture portano le firme di pittori come Alessandro Casolani, Pietro Sorri, Francesco Vanni.
   A sinistra dell'Oratorio troviamo il negozietto dal quale si accede ad una stanza dove sono conservati i vasi in ceramica che hanno contenuto l'olio per la lampada votiva a Santa Caterina durante le Feste in suo onore. E' una vera e propria collezione di pezzi unici di porcellana da vedere e da ammirare.
   Scendendo le scalette a sinistra troviamo la celletta della Santa dove sono conservati gli affreschi di Alessandro Franchi risalenti al 1898; il ciclo di affreschi, mostra scene di vita della mantellata. 
   Nella celletta attigua troviamo alcune reliquie: la borsa in seta che contenne la testa di Caterina dopo che il Papa Urbano VI nel 1381 dette l'ordine di staccarla dalla testa, la boccetta nella quale Caterina metteva gli aromi per lenire i dolori dei malati del Santa Maria della Scala e il bastone usato dalla Santa per sorreggersi.    Qui in questa celletta, dentro un armadio, sono conservati molti ex-voto e i libri con i nomi dei componenti l'Associazione Internazionale dei Caterinati.

                                            (F.to Franca Piccini, 29.XI.02)


> -LE ANFORE                                                   
  
Pochi conoscono la bella e preziosa collezione di ceramiche posta nel complesso del "Santuario-Casa di Santa Caterina" in Fontebranda.
   Infatti, nel luogo dove sono conservati i bellissimi vasi, vi si accedeva dal negozietto situato presso il Santuario cateriniano, ma questo dal 1999 era chiuso e quindi non era possibile vedere le ceramiche. Da poco più di un mese, questo luogo è tornato a risplendere di nuova vita anche grazie all'intraprendenza di due giovani senesi, Jacopo Brizzi e Emiliano Muzzi, che hanno avuto l'idea di riaprire il negozio, rivitalizzando notevolmente tutto il complesso del Santuario cateriniano.
   Dal negozio appena riaperto, possiamo accedere ad una stanza dove sono situate le teche di vetro contenenti i vasi di ceramica, che nei vari anni hanno contenuto l'olio per la lampada votiva, olio offerto dai Comuni italiani oppure dalle varie Associazioni che si sono susseguite alle Feste, prima nazionali, poi internazionali, in onore di Santa Caterina Patrona d'Italia e d'Europa. Qui possiamo ammirare le bellissime anfore artistiche, decorate in vari modi, che costituiscono una collezione 
preziosa di pezzi unici, fatti appositamente per l'occasione delle Feste e una collezione di medaglie, che testimoniano la devozione e il culto, in Italia e all'estero, verso Santa Caterina da Siena.
   Le Feste annuali del "27 e 28 aprile" possono essere l'occasione per prendere visione di questo piccolo tesoro, a molti ancora sconosciuto.

                                             (F.to Franca Piccini, 29.XI.02)
(cfr. anche La Patrona d'Italia e d'Europa, N.4 - ott/dic.2005)

> -LA LAMPADA DELL'OLIO                      

(descrizione in fase di completamento)

 

> -Scultura contenente l'olio per la lampada votiva:

-opera della scultrice senese CHIARA TAMBANI, offerta dal Centro Sportivo 
    Italiano in occasione delle Celebrazioni Internazionali in onore di 
Santa Caterina da Siena.

Siena 1-2 maggio 2004

> -CHIESA DEL CROCIFISSO: reliquiari, ceramiche.
     I confessionali situati all’interno dell’Oratorio del Crocifisso presso il Santuario cateriniano di Siena sono stati spostati all’interno della Cappella delle confessioni fatta costruire, per volontà del Rettore del Santuario-Casa monsignor Benedetto Rossi, al lato destro dell’entrata al Santuario.
     Negli spazi lasciati vuoti dai confessionali, all’interno dell’Oratorio del Crocifisso, sono stati collocati numerosi reliquiari, nel primo a destra invece sono state collocate alcune ceramiche artistiche, per lo più vasi e anfore, che hanno contenuto l’olio, offerto da Comuni o Associazioni, per la lampada votiva in occasione delle Feste nazionali in onore di Santa Caterina da Siena.
     Chi entra nell’Oratorio può quindi ammirare una serie di ceramiche, vere e proprie opere d’arte che rappresentano una preziosa collezione da ammirare e che fa parte del patrimonio artistico e storico del Santuario. Gli altri vasi, non esposti nell’Oratorio del Crocifisso, trovano ancora collocazione nella stanza attigua al negozio all’interno del Santuario.

                                                       (Franca Piccini, 21.11.05) 

> -I  SANTI  IN  CAMPOREGIO
     Articolo di P.Marco Davitt
i:  I Santi in Camporegio  
       (vedi: Il Ponte, Gen.2006).
 

> -LE VETRATE DI BRUNO CASSINARI  LA  FIGURA 
     DI SANTA CATERINA
(Basilica di San Domenico)
    Le vetrate istoriate della grandiosa esafora che illumina la Cappella maggiore della Basilica senese di San Domenico, furono inaugurate, col munifico sostegno economico del Monte dei Paschi, il primo maggio 1982.
     Nelle tre monofore superiori a partire da quella centrale, è rappresentata la Vergine Maria col Bambino, alla sua destra San Domenico e alla sinistra Santa Caterina. Nelle tre monofore inferiori, al centro è rappresentata Santa Agnese da Montepulciano, monaca, alla sua destra il Beato Ambrogio Sansedoni e alla sinistra il Beato Raimondo da Capua, confessore e biografo di Santa Caterina: tutti domenicani.
     Nell’occhio sovrastante c’è l’immagine del Cristo Pantocratore con alla destra lo stemma del Monte dei Paschi  e alla sinistra quello dell’Ordine Domenicano.
     La loro segreta bellezza non è di facile lettura, tanto meno immediata e non pochi restano scioccati dalla rappresentazione “rabberciata” delle figure, giudicate inaccettabili e non adatte ad una chiesa del XIII secolo.
     Eppure il Maestro Cassinari (1912-1992), diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha lungamente riflettuto e poi ha volutamente immaginato quelle figure di santi spogliate dei loro caratteri fisici, fuori dalla tradizione iconografica, religiosa e devozionale.
     Le figure di questi santi sono infatti astratte, immaginifiche, rivestite di uno scintillìo frastagliato di colori perché l’autore ha voluto inserire  dentro il palcoscenico dell’esafora, “una visione celestiale”.
     Per saperle leggere e goderne bisogna tener presente che l’arte contemporanea percorre vie espressive completamente diverse da quelle del passato e nel caso nostro l’Autore sceglie di esprimersi quasi al modo di un bambino che traccia le sue prime figure: sono pertanto rappresentazioni immediate, però meditate, lontane da ogni progetto di rifare l’immagine al naturale. La connotazione dell’oggetto perde di importanza.
     Ma qual’altro modo può esprimere con più innocenza le figure del paradiso di quello di un artista capace di sublimare la mano di un bambino?
     Il colore intenso che le riveste indica la loro beatitudine, le linee incerte delle figure dei santi ci ricordano che essi non sono più assimilabili agli esseri terreni perché sono trasfigurati, sono celesti.
     L’arte di queste vetrate prescinde dunque dalla figura al naturale che è volutamente sostituita dalla figura immaginata, idealizzata e dall’emozione creata dal bagliore dei colori sotto il riflesso della luce.
     Cassinari ci proietta qui il suo astrattismo ridondante di colori sontuosi, traboccanti di materia coaugulata. Il colore da lui raggiunto diceva, “è un canto continuo”. Un monumento al colore per il colore. Egli non vuole essere un pittore narrativo i suoi soggetti sono volutamente posti fuori dal tempo, oltre le apparenze umane quotidiane.
     L’arte astratta rifugge dalle sembianze naturali, preferisce quelle immaginifiche, nasconde la forma reale per cogliere l’essenziale dei personaggi.
     E’ un’arte che persegue un’estrema sintesi per esprimere quello che è nascosto nella interiorità dei personaggi e rimanda lo spettatore alla loro dimensione segreta.
     Il Maestro Cassinari ha saputo sapientemente presentarci in questa sua opera senese dell’età matura, il mondo immaginifico dei santi con un grandioso polittico che lampeggia di colori floreali, quasi una proiezione in tecnicolor sullo sfondo di un palcoscenico.
     Il pensiero di Cassinari è tutto qui, creare non la cosa ma la “parvenza” di come lui la sente.
     La vetrata è pertanto un’opera da scrutare non tanto ad occhio “nudo” ma con l’occhio dell’intuizione e con l’emozione della fantasia.
     I personaggi trasformati da corpi terrestri in corpi celesti sono individualizzati ciascuno con i propri simboli caratteristici, che ci ricordano il ruolo che ebbero nella storia e la protezione che da loro ci attendiamo dalla gloria.
     Guardando ora, in particolare, l’immagine di S. Caterina da Siena colta da Cassinari ci appare in tutta la sua originalissima statura mistica, unitamente alla sua eccezionale dinamicità apostolica che la spinse, operatrice di giustizia e di pace, per le vie di ogni dove.
     E’ rappresentata in un atteggiamento dal passo svelto, avanza infatti incontro allo spettatore con lo sguardo diretto allo scopo prefisso, dotato d’una volontà decisa, priva di ripensamento e d’una adesione ferma al mandato di Dio che le aveva detto: “La cella non sarà più la tua consueta dimora, dovrai uscirne per la salvezza delle anime, anzi ti toccherà partire anche dalla tua città (…) per portare la mia dottrina ai piccoli e ai grandi”. (B. Raimondo, Vita, Cantagalli, 1989, n.216).
     Nella mano destra tiene, aderente al petto, il Libro della divina dottrina,  da lei appresa direttamente da Dio in stato estatico a significare che il “Libro” dal quale dobbiamo apprendere è Cristo crocifisso. Dice: “Legga, legga l’anima nostra questo Libro e per meglio leggerlo salgano i passi del nostro affetto nell’affetto di Cristo crocifisso” (Dialogo, cap. VII).
     Sulla sinistra aperta mostra un grande cuore ardente per il colore vermiglio a ricordo che, assetata d’amore, ebbe lo scambio del suo cuore con quello di Gesù, come racconta lei stessa: “Mi apparve il Signore, mi aprì il petto e preso il mio cuore se ne andò (…) poi mi apparve di nuovo, teneva nelle sue sante mani un cuore umano vermiglio e splendente (…) riaprì nuovamente il petto introducendovi lo stesso cuore e disse, ecco ora ti do il mio cuore col quale sempre vivrai” (Vita,op. cit., nn. 179-180).
     La sua testa appare coronata di spine splendenti a ricordo che Gesù stesso presentandole una corona d’oro e un diadema di spine perché ne scegliesse una, lei “subito tolse con ardore dalla mano del Salvatore il diadema di spine e se lo calò sul capo” (Vita, op. cit., n. 158).
     Questa è la rivisitazione che Bruno Cassinari ha compiuto sulla vita di Santa Caterina prima di presentarcela pitturata col vetro nella sua monofora dalla quale sembra avanzare spedita consumata per il servizio alla Chiesa, con alle spalle lunghi fasci di luce multicolori che si dischiudono ad ampio raggio sullo sfondo per ingigantire l’immagine soprannaturalmente idealizzata.
     Queste considerazioni aiutino il visitatore della Basilica Cateriniana di S. Domenico in Siena a “scoprire” la bellezza dell’esafora istoriata e a ritrovare nell’immagine dedicata a S. Caterina i valori della sua straordinaria esistenza terrena e anche a suscitarne la devozione. (da: La Patrona d'Italia e d'Europa N.1 del gen.2006)                                                       
(P.Lorenzo Fatichi O.P.)

  > -LE VETRATE: I  PATROl\TI  D'EUROPA- Cripta S.Domenico (Si)

     Questo "Ponte" speciale, nasce come omaggio ai S.S. Patroni d'Europa, attraverso le vetrate realizzate in Cripta  (San Domenico) dal Maestro Alberto Positano, Artista oramai di fama internazionale e dalla Ditta "La Diana" che ha tagliato per noi vetri colorati davvero speciali, con a capo la Sig. Angela Nenci entrambi Parrocchiani. L'occasione per scrivere qualcosa sulle vetrate mi viene data da un prezioso libro, inviatomi dalla Dott. Maria Antonietta Di Paco  Triglia, appassionata del celebre Paul Claudel, del quale ha tradotto in lingua italiana molti libri tra cui "Vetrate delle Cattedrali di Francia" .Libro questo, parecchio interessante per capire attraverso i colori e la luce, le figure realizzate col vetro, "soffio solidificato", come diventino quasi esseri viventi. Pertanto sempre per dirla con Claudel anche "l'occhio ascolta ". Guardando i Patroni d'Europa dobbiamo riscoprire le comuni radici Cristiane! Se la luce è la gloria di Dio, il colore non è altro che la testimonianza particolare che tutto il visibile rende alla luce universale. Accanto alle bellissime immagini qui riportate, desidero condividere con voi, un altro prezioso contributo dell' Anacoreta e Poetessa Cristina di Lagopesole,sono inni realizzati per i Patroni d'Europa che fanno parte di un'opera davvero insigne, dal titolo" Flos Sanctorurn"Peregrinatio per annum. Edito da Pietro Lacaita-Manduria. Sento il bisogno di ringraziare Cristina di Lagopesole per questo dono "speciale" che ha fatto alla Chiesa. Questi meravigliosi inni, sono un vero nutrimento spirituale per tutti!

    Ora la nostra Cripta così corredata è diventata più bella e certamente l'opera del Maestro Alberto Positano, aiuterà tutti noi a sentirci più vicini a Dio. Tutti benedico di cuore con affetto P. Alfredo - Parroco. (Il Ponte, sett-ott.2005)

1)-11 luglio: S.Benedetto, abate (ca.480 -ca.550;   2)-14 febbraio: San Cirillo, monaco (827-869); 3)-29 aprile: Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa (1347-1380);
4)-9 agosto: S.Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), vergine e martire (1891-1942); 5)-23 luglio: Santa Brigida, religiosa (1303-1373); 6) 14 febbraio: San Metodio,vescovo  (815-884). (da: La Patrona d'Italia e d'Europa gen-mar.2005).


> -CAPPELLA DELLE CONFESSIONI nella Casa-Santuario 
     di Santa Caterina
.
    
  - Inaugurata il  29 aprile 2006. Progettata dagli architetti Betti, Fineschi e Lamoretti, sull'idea della centralità di un oculus luminoso di vetro bianco che fa giungere la luce all'ambiente, (..) vuole suggerire il tema della illuminazione dall'alto, la trasparenza e il bianco (..), la purificazione che avviene nell'ascolto della Parola di Dio come preparazione all'incontro penitenziale. (..)  Racchiude pregevoli opere artistiche: all'ingresso l'acquasantiera dell'artista Inglesi Alberto a forma di navicella simbolo della Chiesa (..); impreziosisce la cappella l'affresco del pittore Ezio Pollai (theoria crucis et vitae) (..); gli stemmi in bronzo degli Arcivescovi Bonicelli Gaetano e Buoncristiani Antonio sono di Chiara Tambani. (..) Il contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena ha reso possibile la realizzazione delll'opera.  (Dall'opuscolo di Mons. Benedetto Rossi).

BASILICA CATERINIANA di SAN DOMENICO - Siena
Via Camporegio 2
 
(sopra la Casa-Santuario di S.Caterina)

- aperta: da novembre ad aprile dalle ore 9 alle ore 18 (Messe e celebrazioni nella Cripta)
              da maggio ad ottobre  dalle ore 7 alle ore 19 (Messe e celebrazioni in Basilica)
- Sante Messe: giorni feriali: conventuale ore 7.30 - 9 - 18
                        giorni festivi: ore 7.30 - 9 - 10.30, Parrocchiale ore 12 - 18
- confessioni: giorni feriali, prima delle Sante Messe
                     giorni festivi, prima delle Sante Messe
- liturgia delle ore: celebrazione delle Lodi ore 7.30 (durante la Messa conventuale)
                            celebrazione dei Vespri ore 19.45 (da novembre ad aprile in Cripta; da
                            maggio ad ottobre in Basilica).
- telefono Convento Domenicani, Via camporegio 2, Siena: 0577.280893; fax 0577.219676;
   www.basilicacateriniana.com ; e-mail: info@basilicacateriniana.com ; edizione (mensile) on-line 
   di:  Il Ponte.
- negozio p.za S.Domenico 1, Siena; tel. 0577.286848. 
e-mail: info@basilicacateriniana.com

-°-°-

CASA-SANTUARIO DI SANTA CATERINA DA SIENA - Siena
Via Costa di Sant'Antonio, n. 6
(di poco sotto la Basilica di S. Domenico)
Rettore: Mons. Benedetto Rossi (tel. 0577.288175)
Custodi: Suore Domenicane di San Sisto: Via del Tiratoio, n.8 (tel. 0577.280801)
Messe: Chiesa del Crocifisso h. 7 (da Lu.a Sa.); feriale h.18.30; festiva h.11 e 18.30.
Apertura: Casa-Santuario h.9,30 - h.19; Chiesa del Crocifisso: h.9,30 -12,30 ; h.15 - h.19.

Negozio: Via Costa di Sant'Antonio 6 ( tel. 0577.221562, fax 280540). -e.mail: jacopobrizzi@ambrogiovoice.com
 

 -°-°-

HOTEL ALMA DOMUS (Santuario di S.Caterina)
(tra la Basilica di S.Domenico e la Casa-Santuario)
Via Camporegio 37,  53100 SIENA
Gestione: Suore Domenicane di San Sisto, Via del Tiratoio, n.8 (tel. 0577.280801)
 Prenotazioni: tel.0577.44177 - 44487; fax 0577.47601


-°-°-

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a:
Agenzia Turismo - P.za del Campo 56, Siena:
-tel.0577.280551; -fax 0577.270676; -e.mail:  incoming@terresiena.it

CONGREGAZIONE DELLE SUORE DOMENICANE
MISSIONARIE  DI SAN SISTO
> Custodi del Santuario-Casa di Santa Caterina in Siena (dal gen. 1941) <
- Fondatrice: Madre Maria Antonia Lalìa;
congregazione sorta nel 1893, 
per la formazione della gioventù e l'impegno nel campo ecumenico:
Ut unum sint.
(e.mail: scuolainfanziasantacaterina@gmail.com )

> - Madre MARIA ANTONIA LALIA, sulla scia di Santa Caterina da Siena.
        (> con la stessa grinta alza la voce contro i potenti della terra; >è contemplativa non per se stessa, ma per i 
        peccatori, per gli eretici, per la Chiesa, e come tale sintetizza ed incarna il binomio contemplazione-azione).

   La Madre Suor Maria Antonia Lalìa nacque il 20 maggio 1839 a Misilmeri, in quella meravigliosa Conca d'Oro che circonda Palermo. Era il tempo in cui l'Italia si preparava alla sua unità nazionale con il Risorgimento, che doveva in seguito snaturarsi con la lotta tra la Chiesa e lo Stato e la conseguente soppressione degli Ordini religiosi, causa della distruzione di tanti valori culturali, morali, spirituali. Mentre si demoliva tutto un passato, la Provvidenza preparava una nuova primavera, una nuova stupenda fioritura. Più è duro l'inverno, più è bella la primavera; più satanica l'offensiva del male, più divina la controffensiva del bene; più dura la persecuzione, più radiosa la rinascita della Chiesa. Don Bosco, il Cottolengo, Bartolo Longo, Pio X, P.Ludovico da Casoria, e uno stuolo di eroine di varie parti d'Italia risposero all'appello del Magistero. Poteva mancare la Sicilia?
   La piccola Lalìa al battesimo ricevette un bel nome: Rachele; ebbe la prima educazione in casa, quando le case delle famiglie cristiane erano santuari; fece la prima comunione a sei anni, caso rarissimo se non unico; all'altarino di casa ebbe i primi colloqui con la Vergine Santa e con Gesù; nel monastero delle Domenicane di Misilmeri fece gli studi e sentì richiami misteriosi verso Roma, verso San Sisto e verso l'Ordine Domenicano, di cui prese l'abito nel novembre 1859, consacrandosi tutta e per sempre al Signore. Furono gli anni più belli, ricchi di sogni e di "pazzie", come essa avrebbe in seguito chiamato le visioni e le profezie. Le autorità ecclesiastiche compresero le promesse del domani in quella creatura eccezionale. A loro volta le suore le regalarono la croce del superiorato per 24 anni.
   In quegli anni, mentre il governo della nuova Italia si ostinava nell'opposizione agli istituti religiosi, Madre Lalìa, rivelando una magnifica tempra di lottatrice, contrattaccava e teneva a bada gli untorelli di Misilmeri; contro quelli più grossi ricorreva al Consiglio di Stato a Roma e riusciva a far rispettare la libertà d'insegnamento del suo collegio e il suo diritto a sussistere.
   Ma quella piccola siciliana guardava ben oltre le mura del suo monastero e i confini della sua terra: si può dire che si interessò degli avvenimenti europei e delle necessità del mondo intero con spirito ecclesiale e missionario. Alla vigilia del 1870, Roma sta per essere occupata, il papato stesso sembra in pericolo, la Francia vive un'ora tremenda. Madre Latìa arditamente scrive e riscrive all'imperatore Napoleone III ammonendolo a non tradire il Papa perché un tal tradimento sarebbe fatale per l'imperatore e la Francia. Si direbbe che essa veda profilarsi minacciosa all'orizzonte la sconfitta di Sédan.
   Un altro problema, sentito da Madre Lalìa per tutta la vita, fino ai suoi ultimi giorni, fu la conversione della Russia. Si può dire che lo spirito missionario ferveva nell'umile suora siciliana come in San Domenico, che desiderava andare a convertire i popoli non ancora cristiani e aspirava a morire martire per la fede. Proprio durante la guerra del 1877 tra Russia e Turchia, che vede coalizzate contro la prima tutte le potenze europee, Madre Lalìa scrive allo Zar chiedendogli di concederle di aprire a Pietroburgo un collegio missionario per l'educazione delle fanciul­le, come forma di apostolato. Può sembrare il sogno di una fantasia eccitata, ma Suor Antonia sente che quella è la sua missione, alla quale aspira e lavora sino alla fine della sua vita. Non essendovi potuta riuscire in vita, lascerà quel progetto alle sue fìglie, come scopo della Congregazione di San Sisto. Varie generazioni di suore si trasmetteranno quel sogno, che finalmente sarà realizzato un secolo dopo, nel 1993,
   Altri sogni di dilatazione oltre Misimeri: entrata in contatto con il cardinale Lavigerie, apostolo dell'Africa, si dice pronta a partire per aprire una casa di missione a Tripoli. Non vi riesce. In contatto con il domenicano monsignor Del Corona, vescovo di San Miniato, vorrebbe persuaderlo a una fondazione missionaria in Toscana, dove però quel vescovo ha bisogno di suore per le sue opere locali, e ancora una volta Madre Lalìa deve rinunciare, ma non si arrende. Venuta a conoscere un altro domenicano, il P. Vannutelli, viaggiatore instancabile dell'Oriente, ne chiede la protezione. Nell'ardore della sua fede, sente il bisogno di consacrare se stessa e la sua famiglia spirituale alla riunione delle Chiese "dissidenti"- come si diceva in quel tempo - alla Chiesa di Roma. Essa va ascritta nel novero dei pionieri in questo apostolato, che lasciò come ideale alle sue fìglie. Per questo ottenne dall'Autorità ecclesiastica di salire a Roma per fondarvi una nuova congregazione di finalità missionaria e, come si direbbe oggi, ecumenica. E anche su questa via si sarebbero mosse le sue figlie.
   A Roma fu consigliata e diretta da religiosi domenicani, tra i quali primeggia il P.Lepidi, Maestro del Sacro Palazzo, che la guidò nella fondazione della Congregazione, nella preparazione delle suore per i tempi nuovi, nella accettazione dei sacrifici che le condizioni del momento imponevano a chi voleva operare per i santi ideali che la Provvidenza avrebbe fatto diventare realtà nel futuro. Intanto Madre Lalìa riuniva e formava le suore, apriva le case in Italia (e una per l'apostolato tra gli insegnanti a Berna), pregava e soffriva conformandosi sempre più al Crocifisso.
   Dalla sua partecipazione alla Passione di Cristo nacque la Congregazione di San Sisto, che fin da bambina aveva sentito nominare da una voce misteriosa; nacquero le varie case; nacque tutta l'opera delle sue figlie in Italia, nell'America Latina, in Russia; nacque tutto quello che essa potè realizzare in vita, e anche dopo la morte, come in un momento di intuizione profetica aveva preannunciato: "Quando non ci sarò più, le mie opere fìoriranno".
   II prezzo, che essa dovette pagare per il futuro successo apostolico, fu molto alto. Verso il 1909 cominciò a sentire o presentire l'approssimarsi di un ciclone che poteva far crollare l'edifìcio da lei innalzato pietra su pietra. Venne infatti l'ora terribile vissuta anche da molti altri fondatori e fondatrici: l'ora del Calvario, che completa la conformazione a Cristo e porta all'eroismo della santità. Madre Lalìa lo sa, capisce ciò che la Provvidenza ha disposto: lei deve sparire, perché la Congregazione, opera di Dio, frutto di preghiere e di lacrime, viva. Con l'aiuto dei suoi direttori spirituali e specialmente, negli ultimi anni, del canonico Annibale di Francia, oggi Beato, si offre a Dio quale ostia sacrificale. Deposta da superiora generale della sua fondazione, prende la via dell'esilio, benedicendo e baciando la mano che la colpisce. Come madre, è lei che deve soffrire, morire, per salvare i figli. Come Gesù! Essa dice: "morte a me, vita alla congre­gazione!" In una lettera al canonico Di Francia del 7 marzo 1913, scrive: "Mio dolce esilio, mia cara prigione, mio delizioso paradiso! Gesù è solo in questo sacro ciborio, io sono sola in questa amata cella, Lui forma ed è il mio paradiso; spero da questo paradiso di santa rassegnazione passare all'eterno riposo." E lo raggiunge il 9 aprile 1914 in Ceglie Messapico, dove si era ritirata tra le consorelle, e dove venne sepolta.
   Ma il 22 luglio 1939 la sua salma torna trionfalmente a San Sisto Vecchio, nella tomba preparata per lei nel Capitolo dove San Domenico riuniva le monache da lui fondate e dirette. E' un fatto significati­vo: "la meschinella Lalìa", come essa si autodefìniva, così amante della povertà da affermare: "la povertà è la mia ricchezza", ora è onorata come madre da tante suore che a lei si ispirano e da lei imparano la via del Vangelo. Lei, che tanto rispetto e affetto ebbe per i rappresentanti dell'Autorità ecclesiastica, ora li vede spesso riuniti intorno alla sua tomba, mentre nelle sedi competenti della Santa Sede si lavora per preparare il riconoscimento delle Sue virtù eroiche. Nell'atmosfera di silenzio e di pietà del Capitolo, a tutti è reso più facile afferrare qualche raggio del mistero dei santi.
                                                                                  F.to Le suore missionarie domenicane di San Sisto all'Appia
                                                                               (da:
Madre Maria Antonia Lalìa
, di Sr.M.Giacinta Arena,o.p.                                                                                 San Sisto, Roma; nuova ed… !?; )
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Le case della Congregazione delle suore domenicane di San Sisto:
 
In Italia (43): -ROMA, Casa Generalizia San Sisto (1893). -CEGLIE MESSAPICO (Brindisi), Istituto Sacro Cuore (1898). –SASSARI, Istituto S. Agnese (1900). -CEGLIE MESSAPICO  (Brindisi), Casa Madonna degli An­geli (1901). -SAN MAURO   CASTELVERDE (Palermo), Istituto Maria SS.ma della Catena (1901). –PALERMO, Istituto S. Rosa (1903). -ORVIETO (Terni), Istituto SS.Salvatore (1922). –PALERMO,Istituto Maria SS.ma della Pietà (1923). –BARI, Istituto SS.mo Rosario  (1927). -PIEVE DI CAMAIORE (Lucca), Istituto S.Caterina da Siena (1931). -CATANIA: Istituto S.Giuseppe  (1933). –CATANIA, Casa Sacra Famiglia (1935). –MISILMERI,  Istituto Maria SS.ma Annunziata (1936). –PALERMO, Istituto Maria SS.ma delle Grazie (1936). –LUCCA, Istituto Volto Santo (1938). –SIENA, Casa Maria SS.ma Immacolata (1938). -CASTELDELPIANO (Grosseto), Casa Madonna degli Ange­li (1938). –SIENA, Casa B.Colomba (1941). –SIENA,  Casa S.Caterina in fontebranda (1941). –TERRASINI (Palermo), Casa S.Rosalia (1943). -COLLE DI COMPITO (Lucca), Casa S.Caterina de' Ricci (1947). -PAGANICO  (Grosseto), Casa SS.ma Trinità  (1948), -CEGLIE MESSAPICO  (Brindisi), Casa S.Giuseppe (1948). -OSTUNI (Brindisi), Casa Maria SS.ma Assunta (1948). –GUBBIO, Istituto S.Lucia  (1949). -MAROTTA (Pesaro-Urbino), Casa S. Cecilia (1949). –FIRENZE, Casa S.Caterina (1951). –BOLOGNA, Casa Madonna del Buon Consiglio (1954). –BOLOGNA, Casa Regina Mundi (1954). –SIENA, Casa Madonna del Rosario (1955). -MISILMERI  (Palermo), Casa S.Giuseppe  (1957). -ROSELLE TERME (Grosseto), Casa Maria SS.ma del Ro­sario (1958). -VALVERDE  (Catania), Casa S. Bernardo Scammacca «II
Paradiso » (1959). -PATERNO' (Catania), Casa Maria SS.ma della Consolazione (1961). –ROMA, Casa S. Tommaso (1963). –CATANIA, Casa S.Caterina (1964). -FERTILIA (Sassari), Casa S. Agnese (1965). -FALCONARA MARITTIMA (Ancona),  Casa S. Paolo (1965). -PITIGLIANO (Grosseto), Casa Suore Immacolato  di Ma­ria (1965). -GROTTAFERRATA (Roma),  Casa di preghiera Villa S. Cecilia (1968). -FRANCAVILLA FONTANA (Brindisi),   Casa  S.Domenico (1981). -LA SPEZIA, Istituto S. Domenico di Guzman (1981). -CASTEL GANDOLFO (Roma), Casa di Formazione «Mater Dei» (1982). 
  All'estero (9): -PETEN, S.ELENA (Guatemala), Convento Santo Domingo (1976). -CIUDAD DE GUATEMALA, Convento Nuestra Senora del Rosario (1980). -LIMA (Perù), Casa S.Juan Macias (1982). –MORALES, IZABAL (Guatemala), Convento S. Rosa (1983). -TELA ATLANTIDA  (Honduras), Casa Stella Maris (1987). –QUEBRANTADERO, AXOCHIAPAN,  MORELOS (Messico), Casa N.S. de Guadalupe (1987). –PETEN, S.BENITO, Guarderia Suor E.Moschella (1989). -LOS PORTALES DE JAVIER PRADO (Lima), Casa S.Rosa de Lima (1989). –CRUCETA, PIURA (Perù) (1990).
  Bibliografia
:
-Madre Maria Antonia Lalìa, di Sr.M.Giacinta Arena, O.P., Roma, 1.a ed. 1956; 2.a ed...; 
-
Madre Antonia Lalìa - fondatrice delle suore Domenicane di San Sisto – Quaderni di documentazione biografica – N.1 Genesi 
  Mistica di una vocazione missionaria a cura di P.Raimondo Spiazzi O.P. - Curia Generalizia Suore Domenicane di San Sisto, 
  Roma 1990.
-
La spiritualità di Madre Antonia Lalìa, Suore Domenicane di San Sisto, Roma 1990;
-
Ansia ecumenica e anelito missionario in Madre Antonia Lalìa, di Sr M.Concetta Pilo o.p., Curia Generalizia delle Suore 
  Domenicane di S.Sisto, Roma 1993;
-Sulle orme della Madre (itinerari di fede), Domenicane Missionarie di San Ssto – Anno Centenario, 1993; 

> - Attività delle suore domenicane di S.Sisto
    >
(da: - padre Tommaso Panarese O.P., 1998)
     Molti e di differenti nazionalità sono i pellegrini e i turisti che quotidianamente visitano i sacri luoghi cateriniani in Siena, ma a nessuno di loro sarà difficile imbattersi in qualche bianca figura religiosa che richiama subito alla mente la figura di Caterina da Siena. Mi riferisco alle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto, così denominate dal luogo dove sorse la loro Congregazione nel 1893, precisamente nei luoghi adiacenti la Basilica dedicata al Santo martire Sisto II, a Roma.
     Le Suore Domenicane sono presenti nei luoghi cateriniani dal gennaio 1941. Esse vi giunsero per espressa volontà di Mons. Mario Toccabelli, all'epoca Arcivescovo di Siena, il quale le volle perché potessero insediarsi nei locali adiacenti al Santuario per risanarli e per dare inizio alla loro opera di educatrici. Lo stesso Mons. Toccabelli così si esprimeva il 3 novembre 1942: " Fin dalla nostra prima visita alla Casa di Santa Caterina in Fontebranda è sorto nell' animo nostro il desiderio di poter aprire vicino ai Santuari Cateriniani una casa di Suore Domenicane che curassero il decoro dei Santuari, ricevessero ed alloggiassero i pellegrini ed attendessero all'educazione femminile nel rione, specialmente a mezzo di una Scuola Materna e di una Scuola Lavoro per le giovani".
     E ben si addice questa presenza domenicana nei luoghi ove Caterina, domenicana, nacque, visse e operò strenuamente per il maggior bene dei suoi concittadini e della Chiesa tutta. 
     La prima attività svolta dalle Suore Domenicane fu l'apertura di una Scuola Materna nell'ottobre del 1941, nella zona di Fontebranda. Esse iniziarono a lavorare fra molti disagi e con grande  spirito di sacrificio, sempre ilari, generose e disponibili verso i bimbi e le loro famiglie. Ben presto arrivarono i primi aiuti per i bimbi più bisognosi e per il restauro dei locali che, man mano, risultarono inadeguati al numero sempre crescente dei frequentanti. 
     Oggi la Scuola (tel.0577.280801) ospita ottanta bambini, offre loro un servizio mensa giornaliero, un corso di educazione musicale e uno di lingua inglese, tutto in conformità agli orientamenti pedagogico - didattici e con le direttive del Ministero della Pubblica Istruzione. Al primo posto rimane sempre la formazione ai valori umani e cristiani, nel rispetto e nei limiti della tenera età dei bambini. 
     Oltre l'attività scolastica, le suore svolgono altri compiti presso il Santuario. Ad esse è affidata la custodia religiosa del "Santuario - Casa" Santa Caterina, in particolare la loro attività pastorale consiste nella cura dei luoghi e dei vasi sacri, nell'animazione del servizio all'Hotel "Alma Domus" presso i locali adiacenti allo stesso Santuario. (Tel.0577.44177).
     Ma al di là di questi molteplici servizi, le Suore avvertono e gustano la grazia loro elargita, di poter vivere in questi luoghi benedetti, e di tale favore ringraziano il Signore e ne fanno partecipi le molte persone che avvicinano, facendo loro conoscere la vita e "il Magistero di Santa Caterina, donna contemplativa ed attiva".  Ogni occasione è buona per dire una parola che illumina, consola fortifica e affratella. Infine ci sia permesso ricordare che le Suore di San Sisto oltre chein Italia e in America Latina, dal 1993 sono presenti anche in Russia a Sanpietroburgo e in Ucraina nella città di Ialta, realizzando così il carisma per cui sono state fondate dalla Madre Maria Antonia Lalia. (p. Tommaso Panarese O.P., 1998)

   >(da: Franca Piccini , 21 novembre 2005)
  
Il Santuario cateriniano di Siena è senza dubbio un luogo di passaggio per un gran numero di pellegrini e turisti provenienti da ogni parte del mondo.
   Ma il Santuario - Casa di Santa Caterina è anche mèta di singole persone che vengono a ringraziarla  per le grazie ricevute per sua intercessione.
   Per farci dire notizie riguardanti il culto di Santa Caterina incontriamo Suor Beatrice, da sei anni sacrestana e sorella della Congregazione delle Domenicane di San Sisto custodi del santuario da circa sessant’anni.
Suor Beatrice ci dice che a Siena i devoti della Santa non sono molti, ma quei pochi sono veramente affezionati, ma soprattutto è interessante sapere che ci sono persone che vengono dall’Australia e dagli Stati Uniti apposta per ringraziare Santa Caterina.
   Una bambina australiana fu salvata dopo che le cadde l’olio bollente addosso, cadde in coma e si risvegliò dopo che il padre aveva sognato la Mantellata senese. Sempre la stessa bambina, ormai adulta, rimase vittima di un brutto incidente stradale e di nuovo fu miracolata dopo che lei stessa aveva sognato Santa Caterina. E’ venuta quest’anno a ringraziare.
   Negli Stati Uniti una signora, dichiarata sterile da più medici, dopo molte preghiere alla Santa senese ha avuto una bambina che si chiama Siena, proprio in onore alla città di questa grande Santa e quest’anno è venuta a ringraziarla di persona. Come anche una ragazza del nord Italia affetta dal morbo di Hodking è guarita per intercessione di Caterina.
   Queste persone portano anche dei doni alla Santa come ad esempio il vestito da sposa, oppure i vestitini da battesimo dei bambini, che le suore usano per fare opere di carità a chi ha bisogno.
   Anche molti studenti vengono a raccomandarsi a Santa Caterina - ci racconta suor Beatrice –e quando si laureano vengono a ringraziarla”. Inoltre il Santuario cateriniano è meta di molti gruppi di giovani che vengono per conoscere Caterina e i luoghi dove è nata e vissuta come ad esempio un gruppo di ragazze Scout calabresi che hanno scelto Santa Caterina come loro Patrona, oppure i giovani di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia che si sono fermati a Siena a pregare Caterina, un altro gruppo proveniente dal Veneto, e uno dalla Svizzera, guidati da un Padre Domenicano, che ha accompagnato questo gruppo lungo un pellegrinaggio nelle città di Bologna, Siena e Roma.
   Chiediamo a Suor Beatrice: ma perché molti giovani sono attratti dalla figura di Santa Caterina? “Penso che i giovani non conoscono i Santi e dentro di loro c’è un forte desiderio di trovare Dio. Molti vedendomi, mi domandano quale è stato il mio cammino spirituale e io non ho difficoltà a parlare di questo, così loro si interessano molto. Nei giovani di oggi si avverte il desiderio di Dio, quella voglia di ricerca di assoluto che c’è in ognuno di noi e la conoscenza dell’esperienza mistica dei Santi, nel nostro caso di Santa Caterina, li aiuta molto in questa ricerca”.