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GRUPPO DI VARAZZE |
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Sede: Convento S.Domenico, p,za S.Domenico, 5
- 17019 Varazze;
tel.019.97484.
Presidente: Marina Delfino.
>
Consiglio Generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati
tenutosi presso la Sala del capitolo del
chiostro di San Domenico di Siena il 18 febbraio 2006.
Da Varazze giunge notizia di un
gemellaggio fra la cittadina ligure e Betlemme, gemellaggio in nome
dell’amore che Caterina ebbe per i luoghi santi, della presenza a
Varazze dei Vescovi Betlemitani dal 1100 al 1400 cacciati dalla Terra
Santa e dal ricordo di S.E. monsignor Giuseppe Vallerga, primo
Patriarca latino di Gerusalemme e fondatore del seminario di Betlemme,
originario di Varazze.
Ma dalla cittadina ligure arriva anche la notizia
dell’avvio del processo di beatificazione del dottor Giuseppe
Massone, fondatore del Gruppo di Varazze dei Caterinati;
l’iniziativa è stata presa dal vescovo di Savona e Noli, monsignor
Domenico Calcagno, autore di un interessantissimo Quaderno cateriniano
in cui tratta il tema del sacramento della penitenza in Santa
Caterina.
(Franca Picini)
>Relazione del Priore
Prof.Paolo Nardi per l'anno 2006-2007 (Siena 3 marzo 2007):
«
Mi ha colpito anche l'impegno dei confratelli di Varazze
nell'esaltare la figura del dott.Giuseppe Massone, Caterinato d'onore,
presentato come esempio di laico al recente Convegno di Verona.»
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IL
CORTEO STORICO DI VARAZZE COMPIE
CINQUANTANNI:
1955
- 2005
È
trascorso mezzo secolo dalla prima
rappresentazione del Corteo
Storico a Varazze. La prima
adunanza del Comitato organizzativo
"Sagra di Santa Caterina" è
datata 19 ottobre 1954, e vede tra i suoi
fondatori alcuni personaggi molto
noti del panorama varazzino. (...)
Negli anni a seguire la rappresentazione
coinvolse tutta la cittadinanza,
diventando un vero e proprio punto di riferimento nel programma delle
manifestazioni locali, con degli stanziamenti
economici da capogiro (basti pensare che nella prima edizione
del 1955 vennero impiegati circa
1.200.000 di vecchie lire).
Uno
dei motivi di orgoglio di questa
associazione fu la realizzazione delle
bandiere con i simboli dei rioni e
delle Frazioni di Varazze, presentati
nell'edizione del 1957.
Le
prime bandiere riprodotte in lana,
con gli inserti cuciti in stoffa colorata
furono prodotte dell'azienda San
Giorgio di Genova.
Nel
1958 furono commissionati al pittore
C. Morello dei nuovi disegni
policromi
con gli stemmi: l'artista inserì piccole personalizzazioni
che sono rimaste
immutate fino ai giorni
nostri. In seguito vennero
realizzate le bandiere
di pura seta, ricamate a
mano da suore di clausura e da valenti artigiane varazzine.
Con
il passare degli anni ed il susseguirsi delle edizioni
si decise di riprodurre le
bandiere per salvaguardare
quelle originali, tuttora visibili
nella Collegiata di Sant'Ambrogio
nel periodo della festa patronale di Santa
Caterina, le copie vennero
riprodotte nuovamente in lana,
ritornando alle origini, e
furono commissionate alla ditta
Canepa e Campi di Genova.
Oggi l'Associazione Culturale
Sacre Rappresentazioni di
Caterina da Siena prosegue
questa grande tradizione
con la passione che ogni mese di aprile coinvolge 450 persone, tra attori
e comparse, per mettere in scena uno degli eventi più attesi dai
varazzini, che
però richiama sempre anche centinaia di turisti.
Abiti,
accessori, bandiere e armi, realizzati con accuratezza e perizia da
costumisti ed armieri dell'Assicurazione, rispecchiano con fedeltà
modelli e tessuti,
forme e materiali del XIII e XIV secolo, e contribuiscono a ricreare
l'atmosfera e la spiritualità di quel tempo lontano. (da
"1955-2005 Cinquant'anni di Corteo Storico).
(da La Patrona d'Italia e d'Europa N.3- lug-sett. 2005)
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°-°-°
Anno 2006
L’annata è stata vissuta all’insegna del
630esimo anniversario del passaggio di
Santa Caterina da Varazze. Dal 21 al 29
aprile si è tenuta la novena in preparazione
alla festa della Santa predicata da Padre Ennio Staid
o.p.
Il 29 aprile, festa liturgica della
Santa, ha visto la presenza delle confraternite, mentre il 30 aprile,
Festa pubblica cittadina, si è svolta la tradizionale processione
alla presenza delle autorità civili e militari e il corteo storico ha
concluso la giornata.
La sera del 30 aprile, presso
la Collegiata
di Sant’Ambrogio è stata presentata in
prima nazionale l’opera: “IO SERVA DEI SERVI” di Fulvio Paganin,
regia di Fadia Bassani
con
la Compagnia
“Ali Fata, Officina Teatrale” di Reggio Emilia.
La figura del dottor Giuseppe Massone, Caterinato
d’Onore, è stata portata, come esempio di
laico, al Convegno ecclesiale di Verona, una biografia sul medico varazzino
è stata scritta e pubblicata dalla nipote, Paola Massone.
E’ rinviata al 2007 la cerimonia per la
definitiva sistemazione del monumento a Santa Caterina nel porto
turistico.
Nel prossimo anno contiamo di poter rimettere
a posto il monumento e cercheremo di riprendere i lavori per il
completamento della facciata del Santuario cateriniano.

Anno 2007
>>
- IL SALUTO DEI
CATERINATI (da La Patrona d'Italia e d'Europa, ott-dic.2007)
Dopo lunga
assenza, dovuta ai lavori di ristrutturazione del porto turistico,
torna, all’imboccatura del porto
varazzino, la statua di S. Caterina, Patrona della nostra città.
Questo monumento,
ardentemente voluto dai caterinati, allora
guidati dall’indimenticabile dottor Giuseppe Massone, caterinato
d’onore, con il concorso della popolazione, degli ospiti e
dell’Amministrazione Comunale, venne
sistemato sul molo foraneo del porto. Autore dell’opera lo scultore
Ettore Mariani di Pietrasanta con la
collaborazione del nostro caterinato, ora
centenario, Angiolino Ragazzoni.
La statua in
marmo, alta due metri, in atteggiamento di cordiale accoglienza per le
imbarcazioni che si apprestano ad attraccare nel nostro golfo, venne
posta nel 1966 su un monolito di pietra dell’ Isola d’Elba alto
sei metri.
Oggi, in
seguito alla radicale modifica del porto, viene
sistemato su uno scoglio, un grande masso di circa due metri che fa da
corona alla diga di sottoflutto, la diga di terra, facilmente
raggiungibile dalla popolazione e dagli ospiti. E’ nuovamente
fissata la targa dedicatoria che richiama l’originale sulla quale
leggiamo “A
S. Caterina, intrepido Apostolo di concordia, approdo di pace in
Cristo, Varazze, immutata nella
riconoscenza, il suo porto affida”.
Nel
1966 il monumento venne benedetto da S. E.
Monsignor Mario Ismaele Castellano, arcivescovo di Siena, ligure,
grande amico e cittadino onorario di Varazze,
con S. E. monsignor Giovanni Battista Parodi, allora Vescovo
Diocesano. In quell’occasione monsignor
Castellano disse: “C’è una grande città
al mondo che all’imboccatura del suo porto ha la statua della libertà:
ebbene quella statua da un saluto che ha il suo significato a tutti
coloro che arrivano in quel porto. Il vostro porto, certo,
non è grande come quello, però ha dei visitatori
che non saranno di minore importanza di quelli che approdano
nel grande porto d’oltre oceano, e a
tutti questi visitatori, non una statua della libertà, ma più
che la statua della libertà: Santa Caterina, apostolo della pace,
della vera libertà cristiana”.
Il riposizionamento
della statua avviene oggi in occasione della memoria della sosta di
Santa Caterina a Varazze.
Nel lontano
1376, affacciandosi sulla Punta dell’Aspera,
la Santa
vide, disteso ai suoi piedi, il borgo turrito di Varazze
nel quale si prestava ad entrare “ad onoranda incunabola
Beati Jacobi”, per onorare la terra che
aveva dato i natali
al beato Giacomo, domenicano, a lei ben noto per aver ascoltato
nella chiesa di S. Domenico di Siena la “Legenda Aurea” predicata
dai frati di S. Domenico.
Vi
incontrò nuovamente la peste che lei ben conosceva, compì
miracoli, liberò la città e da allora Varazze
la proclamò, prima città in Italia e nel mondo, sua celeste Patrona.
Nel nostro bel Sant’Ambrogio, “in
vigilia beati Francisci”, ebbe due
visioni e il Signore le disse di “onorare” il Santo (Francesco),
del quale si faceva memoria, che poi divenne con Caterina Patrono
d’Italia.
(6
ottobre 2007 -Dott.ssa Marina Delfino
-Presidente del Gruppo di Varazze - Dell’Ass.
Int. dei Caterinati)
>>LA STATUA
DI
SANTA CATERINA E’ TORNATA NEL PORTO DI VARAZZE
Varazze. La cittadina
ligure ha vissuto intensamente le giornate del 3,4 e 5 ottobre in
memoria della sosta che qui fece, nel
lontano 1376, Santa Caterina da Siena, culminate, sabato 6 ottobre con
il riposizionamento della statua della
Santa sul molo di sottoflutto del rinnovato porto turistico della
Marina di Varazze, uno dei più belli ed attrzzati
della costa ligure. Migliaia di Varazzini
hanno partecipato alla cerimonia con le autorità civili, militari, e
religiose, presiedute dagli arcivescovi monsignor Antonio Buoncristini,
arcivescovo di Siena, Colle Val D’Elsa e Montalcino
e monsignor Domenico Calcagno, già di Savona, ed ora chiamato ad
altri importanti incarichi in Vaticano.
Un lungo
corteo aperto dai valletti con le bandiere delle contrade varazzine,
dalla banda musicale “cardinal Cagliero”,
gli scouts, i ragazzi del coro Arcobaleno,
i priori delle Confraternite cittadine con gli antichi preziosi
tabarri e i confratelli in cappa, il Coro S. Francesco, il Gonfalone
di Città, Clero, tutte le Autorità e moltissimi varazzini,
ha percorso le contrde del Borgo e di San
Nazzaro, raggiungendo poi il porto turistico dove è stata ricollocata
la satua di Santa Caterina.
L’evento ha
visto due interessanti testimonianze di giovani, la professoressa
Emilia Nisticò, laica domenicana sulla
spiritualità di Santa Caterina e Loredana Canepa
che ha brevemente relazionato sul convegno
di Verona.
Il
sindaco avvocato Antonio Ghigliazza nel
“rinnovare la figliolanza” della città verso S. Caterina
richiamato ed ancora rinnovato il voto fatto, secoli fa, dai varazzini
verso
la Santissima
Trinità
e
la Mantellata
senese.
Monsignor
Domenico Calcagno, ora Arcivescovo a Roma, ha benedetto la statua,
leggendo una preghiera scritta nel 1976 dall’indimenticabile
monsignor Mario Ismaele Castellano, all’epoca arcivescovo di Siena,
in occasione della prima posa del monumento cateriniano:
“O Santa Caterina da Siena che ospite di Varazze
nel 1376; ottenesti, pregando, che la città fosse liberata dalla
peste, e come promettesti ai suoi abitanti, l’hai sempre assistita
durante i secoli, facendola preservare da grandi calamità, ti
supplichiamo di continuare a intercedere presso Dio per noi che ti
abbiamo eletta per nostra Patrona”.
Ha
poi preso la parola monsignor Antonio Buoncristiani,
arcivescovo di Siena, che ha legato affettuosamente
, la figura di Santa Caterina con la città di Varazze
sottolineando come la grandezza di Caterina stia nel suo esempio di
vita, esempio valido anche oggi nel nostro tempo dove c’è un forte
ritorno di religioisità.
Nel
pomeriggio, alle ore 18, si è svolta una solenne celebrazione
eucaristica presieduta da monsignor Buoncristiani
con l’assistenza di monsignor Domenico
Calcagno davanti alle Autorità e al popolo intervenuto numeroso.
Nell’omelia
monsignor Buoncristiani
ha illustrato la visione che Santa Caterina ebbe sul “Lume
della fede” ed ha ricordato, altresì che in quell’occasione
Gesù le disse di fare memoria del santo
che si ricordava di san Francesco, proclamato poi, con Lei, Patrono
d’Italia.
(da La Patrona d'Italia e d'Europa, ott-dic.2007)
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Pubblicazioni:
-S.Caterina da Siena Patrona di Varazze, di Giorgio Costa; ed.
Marconi Genova, 30 apr. 1961.
- Poesie dialettali liguri su S.Caterina da Siena (Patrona di
Varazze), di Eugenio Venturino; ed.
sma Cogoleto, 30 apr.1978.
- Santa Caterina da Siena Patrona di Varazze, di Benedetto Tino
Delfino; ed. Sicor Varazze, 1997.
- ANTICA NOVENA IN ONORE DI
SANTA CATERINA DA SIENA nel Santuario di Varazze:
«Vieni,
o Dio, in mio aiuto. Affrettati a soccorrermi, o Signore.
Primo
colloquio:
O Gloriosa Santa
Caterina da Siena, serafina d'amore, con tutto il cuore esultiamo per
la gloria grande che avete in cielo, degno premio del vostro affetto
che in terra aveste per Gesù e dallo stesso Gesù, nostro Signore,
otteneteci una scintilla di santo amore. Uniti a Lui, vero bene, e
staccati da pensieri che ci tengono troppo vicini alla terra e alle
miserie del mondo, possiamo partecipare alla felicità che ora inonda
il Vostro spirito in cielo. Padre, Ave, Gloria.
A
peste, fame et bello, libera nos Domine.
A flagello terraemotus, libera nos Domine.
Secondo colloquio:
O Patrona santissima, se
le miserie ci tengono sempre con lo sguardo alla terra, così da
demeritare le grazie di Dio offeso ed il Vostro patrocinio, fiduciosi
invochiamo
la Vostra
intercessione, perché salvati dal sangue di Cristo, non venga mai
defraudata nel suo fine la divina redenzione e, resi ravveduti e
liberi, possiamo ringraziarvi di averci additato il Cielo ed evitata
la morte eterna. Padre, Ave, Gloria.
A
peste, fame et bello, libera nos Domine.
A flagello terraemotus, libera nos Domine.
Terzo colloquio:
O Avvocata fedele, in
questi giorni in cui devotamente festeggiamo le vostre grandezze
ricorrendo alla Vostra materna protezione, ricordiamo i favori che con
mano benefica fate scendere nelle nostre anime, liberateci dalla
peste, dai temporali e da qualsiasi altro male e così, sempre
assistiti e difesi dalla Vostra bontà, possiamo un giorno godere
della Vostra compagnia in Cielo. Padre, Ave, Gloria.
A
peste, fame et bello, libera nos Domine.
A flagello terraemotus, libera nos Domine.
INNO
1.
Questo
inno che in tua lode,
o Caterina, noi cantiam con gioia;
tutti assieme così ti ripetiamo:
portalo in Cielo.
2.Se
degnamente da noi non può cantarsi,
tu ci scusi con la tua grazia;
siamo incapaci, lo confessiamo:
o nobil Vergine.
3.Chi
mai fu degno di cantar le lodi,
di tale Donna così tanto grande?
Le cui gesta che sono immortali,
noi celebriamo.
4.Di
tanti esempi sei ricca, o Caterina,
intemerata e piena di sapienza;
pia, forte, giusta e prudente,
al Ciel sei salita.
5.Chi
non conosce le tue virtù,
chi mai ignora il grande avvenimento:
le sacre stimmate di Cristo crocifisso,
in Te riprodotte.
6.Di
questa breve e miseranda vita,
che d'ogni male è quasi ripiena;
ogni ricchezza sempre sprezzando,
il Ciel raggiungesti.
7.Somme
grazie tutti rendiamo,
al Padre e al Figlio e allo Spirito,
con grande gioia e viva devozione.
Così sia.
Prega per
noi, Santa Caterina.
Affinché
diventiamo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo - O Dio, che in Santa Caterina da
Siena, ardente del tuo spirito d'amore, hai unito la contemplazione di
Cristo crocifisso e il servizio della Chiesa, per sua intercessione
concedi che il tuo popolo, partecipe del mistero di Cristo, esulti
nella rivelazione della sua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.
PER
LA BENEDIZIONE EUCARISTICA
Questo
grande Sacramento
veneriamo supplici,
è
il supremo compimento
degli antichi simboli;
viva fede ci sorregga
quando i sensi tacciono.
All' eterno sommo Dio:
Padre, Figlio e Spirito
gloria, onore e lode piena
innalziamo unanimi;
il Mistero dell'Amore
adoriamo umili. Amen.
Hai dato loro il pane disceso dal cielo.
Che porta in sè ogni dolcezza.
Preghiamo
O Dio, che
in questo mirabile Sacramento
ci
hai lasciato la memoria della tua Passione,
concedi a noi di adorare il santo Mistero
del tuo Corpo e del tuo Sangue,
così da sentire sempre in noi
il frutto della tua Redenzione.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Dio sia benedetto
Benedetto il suo santo Nome
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo Cuore
Benedetto il suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell'Altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta
la Gran Madre
di Dio Maria Santissima
Benedetta la sua santa Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione
Benedetto il Nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S. Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Iddio nei suoi Angeli e nei suoi Santi »
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