GRUPPO DI TRIESTE

 

- Sede: presso il Parroco, via dei Mille, 18 -  34142 Trieste; 
            tel. 040.943793
- e.mail: scaterina@diocesi.trieste.it
            -Assistente Ecclesiastico: don Mario De Stefano.
            -
Presidente dei Caterinati: Dott.ssa Gianna Putigna in Fumo 
              via dell'Eremo, 146/4 - 34142 Trieste; tel.040.943649; e.m. 
              fumosan@alice.it
            
-Segretario: Sergio Minghinelli


°.°.°

>Consiglio Generale: 12-13 marzo 2011
                    Relazione attività da marzo 2010 a marzo 2011
    L’anno 2010 è stato particolare per la nostra parrocchia che è stata praticamente “stravolta” nella sua organizzazione.
    Già dal novembre precedente La collaborazione del diacono Mario era molto ridotta visto il suo nuovo incarico di segretario del Vescovo, ma con la sua ordinazione sacerdotale del 13 giugno anche questo impegno  con la nostra parrocchia è finita . Il Vescovo poi ha nominato mons Pier Emilio Salvadè nostro parroco e assistente dei Caterinati suo vicario generale e così dal 4 luglio abbiamo un nuovo Parroco, don Lorenzo Magarelli.
Tutti questi mutamenti hanno logicamente creato delle difficoltà di assestamento che hanno inciso sulle tradizionali attività. Per quanto ci riguarda sono stati rinviati i due viaggi ( a maggio e a settembre) che eravamo abituati a compiere, è stata sospesa l’attività del Circolo culturale S.Caterina e i lunedì cateriniani.
    La sottoscritta, durante un incontro con il Vescovo svoltosi ad ottobre ha chiesto che il nostro gruppo caterinati venisse accolto nell’ambito della Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi. Mons. Crepaldi non solo ha accolto la richiesta –perché il gruppo non può essere solo parrocchiale, ma diocesano- ma ha anche nominato l’assistente nella persona di don Mario De Stefano. Quindi ora il nostro organigramma prevede:
-dott.Gianna Putigna Fumo – presidente
-don Mario De Stefano- assistente
-Sergio Minghinelli – segretario
    Durante lo stesso incontro il Vescovo ha ritenuto opportuno che almeno una iniziativa all’anno su s.Caterina venga inserita nell’ambito della Cattedra di s.Giusto. Poiché il meccanismo di questa complessa iniziativa è ancora in fase di definizione, sarà nostra cura mantenere i debiti contatti con il Vicario che segue la parte culturale.
    Nel mese di maggio anche quest’anno un gruppo di giovani appartenenti all’azione cattolica parrocchiale e agli Scouts d’Europa, ha continuato il cammino iniziato l’anno scorso a Roma sulle orme di S.Paolo e si è recato a Siena per approfondire la mistica di s.Caterina. Ringrazio per l’accoglienza e il supporto padre Alfredo che è stato prezioso.
Il 2 ottobre un gruppo di caterinati ha partecipato a Bologna alla celebrazione dei 40 anni dell’associazione vivendo un importante momento di amicizia e di comunione.
    I progetti prevedono:
- due lunedì cateriniani in preparazione alla festa patronale
- un viaggio a maggio che ci porterà anche a Siena per una intera giornata
Gianna Putigna Fumo Presidente gruppo caterinati di Trieste
Trieste,7 marzo 2011

> Inaugurazione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa 
    Caterina da Siena: 18 dicembre 2005.

    Dal prefabbricato al nuovo edificio, grazie agli interventi della 
    gente e delle Istituzioni

   
La storia insegna che in ogni popolo e in ogni tempo si è manifestata la necessità di un luogo cui l’uomo potesse riferire la propria sensazione di infinito, la consapevolezza dei propri limiti e il bisogno di andare oltre, perché oltre c’è qualcosa d’altro… Il tempio nell’antichità, poi la chiesa nel mondo cristiano, hanno svolto la funzione di accogliere  e di favorire il raccoglimento, di predisporre l’uomo al confronto. Basta che ci guardiamo alle spalle  scorrendo l’album dei secoli, per accorgerci di quanti sforzi siano stati compiuti per realizzare  chiese degne dei compiti cui erano e sono destinate.
    Le grandi basiliche delle città come le piccole chiese dei paesi di montagna si pongono quale segno sicuro  di una disponibilità all’incontro, espressioni eloquenti di un cammino di fede che nasce dal desiderio radicato nel cuore dell’uomo di aprirsi all’assoluto e di comunicare con la dimensione religiosa iscritta nella sua spiritualità. Un bisogno che è imperituro, nonostante la crisi di identità provocata dalla secolarizzazione  in atto e dalla sua deriva nichilista, e che porta ancora oggi a costruire questi luoghi sacri, in cui  l’incontro con Dio  è anche confronto e a volte scontro con se stessi.
    L’esistenza della chiesa  in mezzo agli altri edifici pubblici è rivelatrice di un fatto molto importante: l’uomo non ha solamente bisogno di spazi  che diano un a risposta  alle sue esigenze materiali (negozi, ospedali, fabbriche ..) o di strutture che consentono una vita serena  ed un impiego utile del tempo libero (giardini pubblici, impianti sportivi, cinema e teatri…) o di ambienti nei quali possa educare e sviluppare la sua intelligenza (scuole, università, biblioteche…), ma anche di edificazioni per coltivare la vita interiore, dare un senso alla propria vita, esprimere gratitudine per tutto quanto di bello  e di grande c’è nella sua esistenza, ricercare momenti di meditazione sui grandi perché che attraversano in certi momenti la vita di tutti. La chiesa è prima di tutto un edificio della comunità, in un certo qual modo è la “casa della comunità”. E così è sentita! Infatti scorrendo l’elenco dei costi e delle offerte ricevute , non si può non restare sorpresi per il grande sforzo economico compiuto dalla nostra comunità, dagli e persone che stimano la nostra parrocchia. Si tratta di offerte di fedeli…in silenzio, senza clamori, quasi a mo’ di preghiera. Questa coralità di pubbliche istituzioni e privati cittadini (Regione, Fondo Trieste, conferenza Episcopale italiana, amici e parrocchiani), che ha fatto eco agli appelli del parroco, lascia intendere che si è capito il significato di un gesto di fede e di fraternità.
    Costruire una chiesa - dove Dio è di casa – non significa soltanto aggiungere un edificio a quelli che già ci sono. Significa soprattutto impiantare un richiamo al Signore presente in mezzo a noi e un riferimento ai valori che conferiscono un orizzonte di significato all’esistenza umana.
    Un patrimonio ideale che si intende custodire e tramandare, a fondamento della speranza e della solidarietà che apre le nostre case ad un condiviso senso di appartenenza, ove la persona non sia un’isola, ma realizzi il suo desiderio di felicità cooperando al bene comune.(…)
    Convinti che il popolo di Dio è una comunità in cammino  verso una patria futura, si è voluto trasmettere questo concetto  in modo esplicito e chiaro  con tutta la forza che può avere un’opera architettonica di queste dimensioni, dando ad essa la forma di una tenda, abitazione tipica di ogni popolo itinerante. La tenda richiama anche alla memoria la tenda dell’Alleanza, in cui Israele custodiva le tavole della legge  durante l’Esodo  e si fa simbolo della nuova ed eterna Alleanza con e in Gesù Cristo.
    Abbiamo inteso altresì evocare il radicamento della chiesa alle sue origini e la sua continuità nel tempo impostando tutto l’edificio su pianta ottagonale – l’ottavo giorno: il giorno della Resurrezione! – molto impegnata nelle costruzioni religiose fin dal V secolo. L’assemblea celebrante è disposta tutt’attorno, di fronte ai lati dell’altare. Alle spalle del presbiterio trova posto la cappella dell’adorazione, vero salotto per ritrovarsi con se stessi e con Dio Eucaristia, utilizzabili anche per le funzioni feriali.
    Nell’ottagono trovano spazio gli uffici parrocchiali, il puntogiovani, le sedi scout, la palestra, l’ambulatorio, il bar interno, il salone ricreativo dell’oratorio. Un edificio che mette al centro il Cristo e l’Eucarestia, fulcro di tutta la vita spirituale della Chiesa, ed al tempo stesso promuove la vita comunitaria del popolo di Dio, che deve aver modo di ritrovarsi e di camminare insieme, dopo essersi ritemprato nella preghiera sotto la tenda.
    Domenica 18 dicembre 2005 il nostro vescovo, monsignor Eugenio Ravignani ha consacrato solennemente la nostra chiesa: possa ravvivare in noi la memoria dell’impegno condiviso per realizzare un movimento, ma l’espressione di una vita che testimonia  che testimonia nel dono di sé l’incontro con “Gesù dolce, Gesù amore” (Santa Caterina da Siena).
    Maria, Madre dell’Equilibrio, sostenga il nostro proposito di essere pietre vive nell’edificazione di una comunione ecclesiale alimentata da una rinnovata corresponsabilità comunitaria, affinché questo fausto evento resti per sempre inciso nei nostri cuori, in grata memoria in quanti ci hanno preceduto e in benedizione di coloro che proseguiranno nell’indiviso cammino verso la Casa del Padre.
                                                                             (Don Pier Emilio Salvadè - Parroco
)

>Consiglio Generale: 12-13 marzo 2005.
  E' stato comunicato che è in costruzione una chiesa dedicata a Santa Caterina; mons. Salvadè spera che questa sia pronta verso la fine del 2005. (Franca Piccini)

Consiglio Generale: 18 febbraio 2006. 
    Quest’anno la novità più importante viene dal Gruppo dei Caterinati di Trieste dove, il 18 dicembre scorso, con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Trieste monsignor Ravignani, è stata inaugurata una nuova chiesa parrocchiale intitolata a Santa Caterina da Siena e dove il Gruppo locale, sulla scia di questo evento, ha avuto un notevole incremento di iscritti.   
  (Franca Piccini)  

> Consiglio Generale: febbraio 2007.
     L’attività 2006 del Gruppo di Trieste è stata rafforzata dal privilegio di essere in una parrocchia con una chiesa dedicata alla Santa.
     Gli incontri si articolano a cadenza bimestrale secondo la seguente modalità: preghiera di inizio, lettura di un pensiero di Santa Caterina proposto da un membro del Gruppo, discussione con un moderatore che regola il dibattito, e preghiera finale.
     Nel novembre scorso, Aldo Bernabei, presidente del Gruppo romano, dopo la Santa Messa delle 10, si è intrattenuto con la comunità, sviluppando il tema dell’enciclica del Papa (suppongo la Deus caritas est, ma non c’è scritto) in rapporto con Santa Caterina.
     Infine l’Ufficio Famiglia della Diocesi di Trieste ha preparato un libretto dove sono inseriti, scritti di Caterina, mettendo in copertina l’immagine classica del Vanni, conservata nella Cappella delle Volte della basilica di San Domenico di Siena.
 

 


Chiesa di Santa Caterina da Siena -Trieste

Circolo Culturale "S.Caterina da Siena"  
Affiliato all'Associazione Internazionale dei Caterinati 
Via dei Mille, 18 - 34142 TRIESTE - tel. 040.943793.
E-mail:
- scaterina@diocesi.trieste.it - www.scaterina.ts.it
Presidente: Prof. Manfredi Poillucci (sede presso la Parrocchia).

> XIV edizione dei lunedì cateriniani: età evolutiva
- La più grande povertà è quella di sentirsi indesiderato, che nessuno si prenda cura di te. L'itinerario proposto in questi ultimi anni dal Circolo Culturale "S.Caterina da Siena", giunge al suo epilogo proponendo una riflessione sulle sofferenze e le deprivazioni dell'età evolutiva. Il trauma delle emozioni infantili incide profondamente nella maturazione individuale, porta ad isolarsi dalle altre persone e all'incapacità d'intraprendere una relazione autentica.
Rinascere all'amore, attraverso il salutare incontro con la propria storia personale, costituisce un percorso possibile per tanti adulti segnati da un contesto famigliare disturbato e rinchiusi nel loro deserto affettivo:
«Il bambino costituisce tutto ciò che viene abbandonato ed esposto e allo stesso tempo è potente in modo divino; l'inizio insignificante o incerto e la fine trionfale. Il bambino eterno nell'uomo è un'esperienza indescrivibile, un'incongruità, un handicap, una prerogativa divina, un elemento imponderabile che determina il valore ultimo o l'indegnità di una personalità». (Carl Gustav Jung).

- Con il prezioso contributo di qualificati relatori e la consueta partecipazione al dibattito, questa XIV edizione dei lunedì cateriniani si propone di offrire le tracce per un cammino di riconciliazione con le contaminazioni del proprio vissuto ed i condizionamenti genitoriali che depauperano la nostra intelligenza emotiva:
«Ma a volte sono come l'albero che sta sopra a una tomba, un albero frondoso completamente cresciuto che ha vissuto questo particolare sogno che il ragazzo morto abbracciato alle sue radici ha perso a causa dell'umore triste e dei tristi poemi». (Rainer Maria Rilke).

- L'Amore lacerato suscita una provocazione per la nostra capacità di accoglienza e di comunicazione, che interpella particolarmente quanti si richiamano a una sequela di Cristo, che ci ha chiamati a misericordia e dolcezza verso noi stessi e verso il nostro prossimo, promuovendo relazioni amorevoli e liberanti:
«Se non ritornerete come bambini non entrerete nel regno dei Cieli».
«Sono forse solo i bambini a mostrarci la dimensione trascendente dell'amore che va oltre le relazioni umane, il grande éros platonico teso verso l'idea del bene, o la bellezza dell'agape cristiana, quell'elevata tenerezza e questo bisogno di affetti sensibili che evoca "Un Dio che pena nel cuore dell'uomo"» (David Maria Turoldo)

> XVII edizione dei lunedì cateriniani  2005
- Lu. 11 aprile '05: Scissione e ricomposizione Duccio Demetrio - Docente di filosofia dell'educazione e di teorie e pratiche autobiografiche Università degli studi di Milano - Bicocca
- Lu. 18 aprile '05: Identità e relazione interpersonale Carla de Nitto - Psicoterapeuta e docente di psicologia dinamica Università salesiana di Roma
- Lu. 25 aprile '05: Parabola del Padre misericordioso Alberto Maggi - Direttore del Centro Studi Biblici "G. Vannucci" di Montefano (Me)

>  Attività varie 2005
- 30 nov. '05, nel primo "Centro di Ascolto della Parola": 3 ° mostra cateriniana di cartoline varie rivolto ai cateriniani della parrocchia cateriniana di Trieste. Animatrice la dott.ssa Gianna Fumo.
- Gv. 8 dic. '05 ore 10, nella parrocchia
cateriniana di Trieste: inaugurazione di una mostra di cartoline e pubblicazioni sulla pubblicità in genere e anche religiosa. A Cura dei coniugi cateriniani Narciso e Gianna Fumo.
- Gv. 8 dic. '05, presso il Tempio Nazionale a Maria Madre e Regina, di Monte Grisa, il nostro giovane/adulto caterinato Mario De Stefano, segretario generale della parrocchia riceve da S.E. il Vescovo mons. Eugenio Ravignani il sacramento dell'Ordine del Diaconato. Sarà un diacono permanente celibe e risiederà stabilmente nella nostra parrocchia di S.Caterina da Siena.
- Do. 18 dic. '05, il Vescovo di Trieste Eugenio consacra solennemente la nuova chiesa a Trieste dedicata a Santa Caterina da Siena.
  Nota: - Una trentina di parrocchiani, guidati dalla Dott.ssa Gianna Fumo, faranno parte dei 
             Caterinati.

> XVIII edizione dei Lunedì Cateriniani 2006: - Equilibri incerti
-
Lu. 3 apr. '06 – ore 19 - Identità personale: diversità  e comunicazione.
 
Umberto Fontana, docente di psicologia dinamica Università Salesiana, Roma;
- Lu. 10 apr. '06 – ore 19 - Relazioni conviviali: persona e interculturalità
   Antonio Nanni, condirettore della rivista Cem Mondialità, Brescia;
- Lu. 24 apr. '06 – ore  19 - Diversità incompiute: individuo e alterità.
  
Giovanni Leghissa, docente di filosofia della cultura Università degli Studi, Trieste.
Nota: -
       
“Tu sei lo straniero. E io?
            Io sono, per te, lo straniero. E tu?
                  La stella, sempre, sarà separata dalla stella;
                  ciò che le ravvicina non essendo che la loro volontà
                  di brillare insieme.”
        (Edmond Jabès)
        Ritrovare se stessi nell’incontro con l’altro costituisce un’esigenza vitale per la maturazione dell’identità personale, ma la paura per il diverso da sé contamina la nostra capacità relazionale e la espone a molteplici vie di fuga a fronte di un contesto segnato dalla differenza, che caratterizza una società chiamata a confrontarsi con il pluralismo culturale e il dialogo interreligioso.
         La XVIII edizione dei lunedì cateriniani è incentrata sul tema dell’accoglienza dell’alterità, che evoca una riflessione in termini antropologici: la comunicazione interpersonale appartiene infatti al processo di formazione individuale e al suo integrarsi in un orizzonte comune, poiché è nell’incontro autentico con l’altro che diventiamo veramente noi stessi.
         Il diverso va rispettato e accolto proprio nella sua differenza irriducibile, declinata come universale bisogno dell’altro, ove l’alterità anziché essere motivo di conflittualità sia fermento di comunione.
         Accolta la paura, e con essa la possibilità di cogliere la radicale alterità dell’altro e la propria stranierità, il passo successivo è quello dell’ascolto. Atteggiamento arduo sempre, ma oggi in particolare, perché interculturale, ma ascolto che mi permette di cogliere l’altro per quello che è e si narra e non per quello che io credo che sia: ascoltare l’altro è dire sì alla sua esistenza e permettere che le nostre differenze si contaminino e perdano la loro assolutezza. Non si tratta solo di acquisire informazioni sullo straniero, ma di aprirsi al racconto che lo straniero in mille modi fa di se stesso e della propria storia: così l’altro non abiterà più tra noi ma in noi” (Enzo Bianchi, Nuove Apocalissi, Rizzoli, Milano 2003).
         Bisogna uscire da sé, promuovere un dialogo capace di ascolto reciproco, per un’educazione alla convivialità che sappia correre il rischio di superare le tentazioni nichiliste dell’autosufficienza e dell’isolamento, edificando un bene comune dall’integrazione delle differenze, senza pretese di egemonia e omologazione.
         Il Circolo culturale “S. Caterina da Siena” propone uno stimolante itinerario teso a conoscere l’altro per definire me stesso, attraverso il confronto tra le diverse prospettive delineate dai qualificati relatori e il contributo del consueto dibattito a conclusione di ogni incontro, per raccogliere insieme la sfida a lasciarci trasformare dalle impronte diseguali che connotano il vissuto di ciascuno, mettendo in gioco gli equilibri incerti di un’identità fragile e frammentata.
         E’ essenziale superare la tentazione di rinunciare alla propria diversità ed a rimuovere le differenze, intraprendendo la fatica ad assumere la complessità, come appello ad una nuova Pentecoste (At 2, 1-11), ove lo Spirito porta i discepoli a parlare lingue sconosciute e dischiude la possibilità di comprensione degli altri in una dimensione di fraternità, a immagine di Dio, creatore e padre di tutti gli uomini, rivelatosi in Gesù, fratello di ogni uomo, che ha accettato la discussione con la donna di Samaria e l’invito a cena del pubblicano, capace di sanare le ferite di chiunque si rivolgesse a lui con sincerità di cuore.
         E’ richiesta un’autentica abilità comunicativa, basata sull’identità, l’empatia, il decentramento, per un’educazione all’ascolto che recuperi gli equilibri incerti dell’immagine di sé in relazione, nella condivisa consapevolezza di come “il dialogo è il dono di Dio al nostro secolo” (J.-M. R. Tillard).

> XIX edizione dei Lunedì Cateriniani 2007

- Lunedì 2 aprile 2007- ore 19:  deserti emozionali ed analfabetismo sentimentale Carlo Nanni, docente di filosofia dell’educazione vicerettore Università Pontificia Salesiana - Roma

- Lunedì 16 aprie 2007 - ore 19: disturbi relazionali e dipendenze affettivo-sessuali, Ernesto Giano lI, docente di psicologia clinica Scuola Superiore Internazionale Scienze della formazione - Venezia

- Lunedì 23 aprile 2007 - ore 19 . Liberazione dalle paure e cammini di speranza, Franco Mosconi, monaco benedettino camaldolese Priore dell’Eremo di San Giorgio Bardolino - Verona

   > PAURA DI AMARE

     Il tema proposto per la XIX edizione dei lunedì cateriniani - “Paura di amare” -  intende approfondire le cause che impediscono alla persona di sviluppare il suo potenziale di amore e di affermare la sua identità in un orizzonte comunitario, isolandola in baratri di dolorosa alienazione, ove l’esaltazione estetica del corpo evoca un insaziabile appagamento delle passioni e un abbandono incondizionato ai comandi dei sensi, che la società dell’immagine enfatizza attraverso i mezzi di comunicazione e l’utilizzo delle  nuove tecnologie.

E’ necessario promuovere l’intelligenza emotiva ed educare i sentimenti, per passare da un’emotività incerta ad  una maturazione affettiva, affinché il valore dell’individuo sia sostenuto dal senso della prossimità, il saper essere possa compiersi nel saper accogliere l’altro, il diverso da sé. La paura di amare si diffonde nel deserto interiore dell’abbandono, della solitudine, dell’oscurità di Dio.

   La sessualità costituisce un fattore decisivo di identità personale e di relazione umana, che richiede di essere valorizzato non solo nella sua funzione riproduttiva, ma quale forza unificante delle diverse componenti biologiche, psichiche, affettive e spirituali della persona.

   Gesù ci rivela chi è veramente Dio -  uno che lava i piedi (Gv 13,1-5) -  con quel gesto ci libera da ogni inganno su Dio e ci apre alla speranza di una vita capace di esprimersi come dono di sé.

   Il Circolo culturale “S. Caterina da Siena” propone  un cammino di ascolto, in quella libertà a cui il Vangelo ci istruisce, consapevoli dell’esigenza di interpretare l’attuale contesto culturale, per una riflessione al servizio della centralità della persona, con i suoi problemi di crescita, con le sue incertezze, con le sue fragilità, con le sue sofferenze, affinché sia possibile “vivere l’amore e in questo modo far entrare la luce di Dio nel mondo” (Deus caritas est, n. 39).

    Lunedì 2 aprile alle ore 19 la prima conferenza nella sala parrocchiale di via dei Mille, 18 avrà per tema “Deserti emozionali ed analfabetismo sentimentale”, con l’intervento del prof. Carlo Nanni, docente di filosofia dell’educazione e vicerettore dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.

    Il secondo appuntamento è programmato per lunedì 16 aprile alle ore 19, su “Disturbi relazionali e dipendenze affettivo-sessuali”, con la relazione di Ernesto Gianoli, psicoterapeuta e docente di psicologia clinica alla Scuola Superiore Internazionale di Scienze della formazione a Venezia.

    Il ciclo d’incontri si concluderà lunedì 23 aprile alle ore 19, con una riflessione in merito alla “Liberazione dalle paure e cammini di speranza”, affidata al monaco benedettino camaldolese Franco Mosconi, priore dell’Eremo San Giorgio di Bardolino (Vr). Il Presidente  don Pier Emilio Salvadè -Trieste, 21 marzo 2007.

> Relazione attività: marzo 2008-2009
    Alla precedente Assemblea, quella del 2008, preceduta dal Convegno “Anima Europae”, ha partecipato un gruppo di una decina di caterinati che hanno potuto così, uscendo dalla dimensione cittadina abituale, vivere l’atmosfera di un incontro così particolare e soprattutto quella irripetibile di Siena che alcuni già conoscevano, ma che rimane sempre un punto di riferimento per ogni devoto alla Santa.
   Questa esperienza ha rafforzato lo spirito di comunione fraterna fra i caterinati di Trieste che come attività continuano alcuni incontri con la metodologia del centro di ascolto.
   Il viaggio che in parrocchia si organizza ogni settembre ci ha portato quest’anno in Liguria e non a caso la sede del soggiorno è stata Varazze.
   Abbiamo avuto così la gioia di scoprire letteralmente questa deliziosa cittadina grazie all’accompagnamento affettuoso e competente di Tino Delfino la cui scomparsa ci ha profondamente addolorato a che abbiamo ricordato con una santa messa nel trigesimo della morte.
   La disponibilità di Tino Delfino che ci ha accolto all’arrivo con un presentazione della città in chiave “cateriniana” ha fatto sì che la mattinata passata a Varazze con la celebrazione della Messa al Santuario di S.Caterina, la visita della città conclusasi sul molo accanto la statua, sia stata particolarmente arricchente per tutti noi e per molti indimenticabile per l’atmosfera che si è creata.
   All’inizio del 2009, proprio incontrandoci per la s.messa di commemorazione del prof. Delfino, abbiamo svolto una prima riflessione su Caterina e s.Paolo.
   Questo sarà anche il tema principale della XX edizione dei lunedì cateriniani che si terrà nella giornata del prossimo 23 marzo, nella sala convegni del centro congressi, (proprio per valorizzare il fatto che si tratta della xx edizione e che si parla di s.Caterina.) Relatore ufficiale padre Antonio Cocolicchio priore di Santa Maria sopra Minerva assistente dei caterinati romani.
   In prospettiva per quest’anno oltre la partecipazione a questa assemblea di un piccolo gruppo, alcuni incontri di riflessione .
   Poi, è in fase di preparazione e organizzazione il viaggio di settembre che quest’anno si vorrebbe fare ad Avignone per conoscere ancora un luogo che per Caterina è stato di grande importanza.
   Come ricordo sempre, il fatto che il nostro gruppo sia parte integrante di una parrocchia dedicata a s.Caterina dove ogni parrocchiano la sente come propria Santa, favorisce certamente ogni attività che venga proposta  in suo nome. 
Trieste 28 febbraio 2009 - Il Presidente del  Gruppo Caterinati Gianna Putigna Fumo

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