GRUPPO DI SIENA


Estasi della Santa
-Sodoma 
(Basilica S.Domenico)

 

- Assistente Ecclesiastico
-
Segreteria Generale dei Caterinati
-
Consiglio Generale dell'Associazione dei Caterinati
-
Feste Internazionali in onore di Santa Caterina
-
Mese Cateriniano
-
Istituto Senese di Studi  Cateriniani
-
La Santa e l'Arte
-
Varie

- Segreteria: Via del Tiratoio n.8, 53100 Siena (tel. 0577.247393; fax. 0577.286612; 
   e-mail:
associazione_caterinati@virgilio.it ;  Segretaria: Dott.ssa Franca Piccini Falorni (via  
   E.Ciacci n.15- 53100 Siena; tel.0577.48433;e-mail: 
falorni56@aliceposta.it
-
Collaboratore di Segreteria (sito internet): Rag.Lido Marchetti, viale XXIV maggio n.21- 53100 
   Siena; tel.0577.44013; e-mail:
marchetti1935@interfree.it .
-
Addetto Stampa: Dott.Marco Falorni (tel.0577.48433; fax 0577.286212; 
   e-mail:
falorni56@alice.it
-
Biblioteca Istituto Senese di Studi Cateriniani: presso il Convento di San Domenico, Via 
   Camporegio n.2, 53100 Siena (tel. 0577.280893; fax.0577.219676; 
   e-mail: 
padrechristian@virgilio.it ).
Contributi:
- C/C postale: n° 11599537, Ufficio Postale di Siena.
- C/C  bancario: n° 120811.46 - Banca Monte dei Paschi di Siena (86. Z. 01030.14200), Filiale 
   di Siena.

Mercoledì 5 ottobre 2005
    
-le Sacre Particole, il miracolo eucaristico presente a Siena fin dal 1730 e conservato nella basilica di S. 
      Francesco, è stato esposto nella cripta di San Domenico.

      Le 233 ostie consacrate, conservate nella Basilica di San Francesco,  sono state portate nella Cripta dai 
      francescani Minori conventuali.

      L'iniziativa si è inserita nei primi giorni di ottobre, caratterizzati dalla festa di San Francesco d'Assisi (4 
      ottobre), dall'anniversario della proclamazione di Santa Caterina da Siena a Dottore della Chiesa universale  
      (4 ottobre) e dal sesto anniversario della proclamazione della Santa senese a Compatrona d'Europa (1° 
      ottobre 1999).

> Il 18-19 febbraio 2006 si è svolto a Siena il Consiglio Generale dei Caterinati per l'anno 
    2005
, nella sala del Capitolo del Chiostro di San Domenico. 
    I particolari sono nella pagina: Il Consiglio Generale.
    Dalle relazioni dei Gruppi emerge un rinnovato interesse verso i giovani, al quale fa riscontro anche un notevole interesse dei giovani verso queste grandi figure dei Santi compatroni d’Europa, in modo particolare nei confronti di Santa Caterina. L’attenzione verso i giovani è stata  particolarmente sentita dal Gruppo di Siena, che si è rivolto a loro tramite gli insegnanti organizzando un corso di aggiornamento avente per tema proprio il messaggio di Santa Caterina. Questo corso, nato dalla sinergia fra l’Associazione dei Caterinati e l’Ufficio Scuola diocesano, si è svolto nell’autunno del 2005 ed ha visto la presenza costante di circa cinquanta insegnanti per sera, a volte provenienti anche dalle diocesi confinanti.
    Numerosi Gruppi di giovani, di ritorno dalla giornata mondiale della gioventù di Colonia, hanno incontrato Caterina sulle orme del loro percorso, facendo sosta al Santuario cateriniano di Siena e al Santuario europeo di Eupen-Astenet in Belgio.
    Squadra che vince non si cambia; infatti è stato riconfermato per acclamazione, nella carica di Priore Generale, il professor Paolo Nardi che dirigerà l’attività dell’Associazione anche nel prossimo triennio; insieme a lui sono stati riconfermati anche tutti i membri della Giunta esecutiva.
    L’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani, proprio nell’occasione del Consiglio generale dei caterinati, ha annunciato che ad offrire l’olio per la lampada votiva per l’anno 2006 sarà il Serra Club. Il cardinale Marchisano, arciprete della Basilica vaticana, verrà a presiedere le Feste in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa.
                                                                                                                                                                   (Franca Piccini)

> Dal 23 aprile al 7 maggio 2006:
   
Nell’ambito delle Feste 2006 in onore di Santa Caterina da Siena, è allestita presso il chiostro di San Domenico una mostra di opere raffiguranti Santa Caterina da Siena. La mostra, organizzata dall’Associazione Internazionale dei Caterinati e dalla Comunità dei Padri Domenicani Parrocchia di San Domenico, in collaborazione con l’Istituto d’arte Duccio di Buoninsegna di Siena, è stata inaugurata il 23 aprile scorso e si protrarrà fino al 7 maggio con il seguente orario: 10-13; 15-18,30.
     Con questa iniziativa le istituzioni che hanno organizzato la mostra, intendono rendere omaggio a Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa attraverso le opere di ben 36 artisti, molti famosi altri meno, ma non per questo meno meritevoli, vogliamo in questa sede elencarli tutti per non far torto a nessuno: Marco Acquafredda, Anonimo gesso 1947, Cesare Baglioni, Piergiorgio Balocchi, Giuliana Brogi, Cinzia Castelletti, Rino Conforti, Giovanna Consorti,Vico Consorti, Paola Della Corte, Antoaneta Dizoni, Enzo Cesarini, Veronica Finucci, Emanuela Fucecchi, Silvia Ghelardini, Mario Grezzi, Alessandro Grazi, Gaetano Marinelli, Franca Marini, Classe III A 1980 Istituto d’Arte, Maurizio Masini, Fabio Mazzieri, Fabio Neri, Pierluigi Olla, Giovanna Pala, Loriana Petricci, Alberto Positano, Monica Putti, Fiorella Rosi, Vinicio Rovai, Enzo Santini, M. Pia Scarciglia, Timothy Shmalz, Plinio Tammaro, Arturo Viligiardi, Lorena Zalaffi. La mostra è stata realizzata interamente con contributi privati.
    >Artisti per Santa Caterina - Icone Cateriniane (dal catalogo, a cura di Fabio Mazzieri, ed.Grafica 
        Pistolesi, 2006)
:
   
L'arte è sempre stata un dono di Dio all'uomo, anche se a malincuore bisogna ammettere che troppe volte è stata ottenebrata. L'arte comunque rimane in sé stessa un avvenimento sacro.     
    L'occasione di questa mostra tutta cateriniana vuole essere un modo altro, degli Artisti convenuti nel chiostro di San Domenico per evidenziare ancora una volta che l'arte è un atto d'amore, un sacrificio di se stessi al mondo sotto la guida di Santa Caterina, innamorata della " Bellezza sopra ogni Bellezza" cioè di Dio "Somma ed Eterna Bellezza". L'Artista proprio perché porta in sé la coscienza della bellezza sente di avere una sua propria singolare dignità: concorrere a " creare " il bello con le cose create belle da Dio. Santa Caterina, riconosceva di avere nel sangue questa aspirazione alla bellezza e di avere appreso l'amore del bello ammirando le opere d'arte. A Lei è attribuita questa raccomandazione rivolta al suo caro discepolo il pittore Andrea Vanni: "Io ti raccomando di perseverare nel bene e di non abbandonare i pennelli, purché essi siano sempre in cerca del divino volto di Gesù e dei colori dello Spirito. Questo ti dico perché nessuno meglio di me può sapere come io bevetti la prima Verità dalla luce dell'arte". Auguriamoci che il felice connubio Comunità PP Domenicani Parrocchia di San Domenico - Associazione Internazionale dei Caterinati - Istituto d'Arte Duccio di Buoninsegna, riesca a trasmettere ai visitatori attraverso le "Icone Cateriniane" l'amore per l'arte, il gusto del bello insieme all'omaggio a Santa Caterina Patrona d'Italia e d'Europa. Riscoprire le comuni radici cristiane anche attraverso le opere d'arte, certamente è anche questa una via da percorrere, per partire, dal fatto "estetico" fino ad arrivare al bisogno "estatico" alla contemplazione di Cristo il vero e sommo Kàllistos. (F.to Parroco di San Domenico e Assistente Ecclesistico          dell'Associazione Internazionale dei Caterinati -
P.Alfredo Scarciglia).


> Dal 1° al 6 settembre 2006: alle radici dell'Europa cristiana.
     Un viaggio di tremila e cinquecento chilometri attraverso l'Europa, da percorrere in sei giorni passando per la Svizzera , la Germania , il Belgio, il Lussemburgo e la Francia , può sembrare privo di senso ad una comitiva che vada in cerca soltanto di mete dal sicuro richiamo turistico o consumistico. Non parliamo, poi, della necessità di svegliarsi ogni giorno all'alba per trascorrere in autobus le molte ore richieste dai continui spostamenti tra città e luoghi separati da lunghe distanze. D'altronde di tanti “sacrifici” anche il turista più pigro viene ripagato quando ha l'opportunità di visitare regioni lontane e conoscere realtà ignorate, che in questo modo possono imprimersi nella sua memoria molto più che a leggerne sui libri o a riceverne le immagini sullo schermo di un televisore.
     Queste considerazioni, tuttavia, si rivelano piuttosto banali appena si riesca a cogliere il significato dell'itinerario compiuto ai primi di settembre dal gruppo di caterinati e parrocchiani di San Domenico guidati da padre Alfredo, al quale va il grande merito di avere ideato questo itinerario segnandone le “stazioni” quasi si trattasse di un pellegrinaggio medievale, ma scegliendo le medesime come testimonianze “moderne” di valori e virtù cristiane perenni.
     La prima tappa, la più lunga attraverso i panorami affascinanti di una Svizzera straordinariamente assolata, ha condotto i pellegrini nel cuore della Renania, laddove  i Romani fondarono città come Magonza e Colonia, destinate a divenire avamposti  di grande rilievo strategico lungo il confine dell'impero segnato dal fiume Reno.  Ma bisogna subito precisare che i legami con Roma e l'Italia acquisirono una dimensione spirituale più profonda solo da quando, nel IV secolo, cessate le persecuzioni per volontà dell'imperatore Costantino, anche in quella regione poté diffondersi il Cristianesimo.
    
Eccoci dunque alle radici cristiane del continente europeo, che non furono divelte dalle invasioni dei popoli germanici: al contrario, proprio ad un popolo di stirpe germanica come i Franchi, proclamatisi già nel VI secolo difensori della Chiesa di Roma, apparteneva Carlo Magno che  fissò ad Aquisgrana la capitale del regno sul quale edificò il nuovo impero cristiano destinato a improntare di sé la storia dell'Europa medievale. Con questa consapevolezza le visite compiute alla cappella palatina di Aquisgrana, dove i re di Germania venivano consacrati e intronizzati prima di recarsi a Roma per ricevere la corona imperiale, al Duomo di Colonia, insigne monumento-simbolo del culto cattolico posto in una città i cui abitanti sono tuttora fieri delle loro origini “romane”, ed alla tomba di Sant'Alberto Magno, dottore della Chiesa e maestro di San Tommaso d'Aquino, hanno rappresentato altrettanti momenti di commossa adesione dei pellegrini senesi alle testimonianze più antiche di una  fede comune ai popoli europei.
     D'altra parte tante suggestive memorie non possono far dimenticare avvenimenti più recenti, di ben altro genere purtroppo, che hanno reso tristemente celebri quelle regioni di frontiera trasformatesi spesso nei teatri di battaglie di straordinaria durata e di incredibile ferocia. Dal XVII al XX secolo, dai tempi di Luigi XIV di Francia, meglio noto come il “re sole”, fino alla catastrofe della seconda guerra mondiale, gli abitanti di quelle città e di quelle campagne tra la Germania , la Francia e il Belgio, sottoposte ripetutamente a terribili distruzioni, hanno sofferto pene inenarrabili quando non hanno trovato la morte negli scontri tra gli eserciti più agguerriti della storia moderna.
     Eppure ormai da alcuni decenni sono cadute barriere ritenute insormontabili e si possono attraversare le località di frontiera che dividevano questi Stati senza neppure accorgersene e finalmente proprio ai loro confini, precisamente ad Astenet presso Eupen, in Belgio, è sorto un santuario dedicato a Santa Caterina, ancor prima che Ella venisse proclamata compatrona d'Europa: un gesto compiuto da uomini di grande fede e di profonda speranza, che ci invitano a meditare ancora una volta sulla statura profetica della nostra comune “Mamma”, instancabile messaggera di pace. A poca distanza si estende Bruxelles, città cosmopolita in grado di accogliere le più diverse etnie con i suoi caratteristici quartieri che attestano il grande sviluppo da essa subito tra Ottocento e Novecento, sino ad acquisire i titoli necessari per divenire l'attuale capitale dell'Unione europea. Queste, dunque, sono state le ulteriori “stazioni” di un pellegrinaggio che ha conosciuto il suo momento di più intensa spiritualità la mattina di domenica 3 settembre, durante la celebrazione della S.Messa tenutasi nella cappella cateriniana di Astenet: padre Alfredo nella sua bella omelia ha saputo interpretare i sentimenti di tutti i presenti e subito dopo si è pregato insieme ai caterinati belgi per la Chiesa , per il nostro Continente e per la pace nel mondo, sempre invocando l'intercessione di Santa Caterina.
     Sulla via del ritorno, attraverso una regione intrisa di storia religiosa come la Borgogna – basti pensare alle abbazie di Cluny e Citeaux – si è fatto tappa a Beaune, sede di un ospedale fondato nel Quattrocento e rimasto in funzione sino a qualche decennio fa: un luogo pieno di cimeli e di suggestioni, nel quale si è esercitata la carità verso gli infermi e probabilmente anche nei confronti dei pellegrini, come sembra attestare il grande ricovero a pian terreno, che, seppure meno esteso ed assai più austero, fa pensare al “Pellegrinaio” del nostro Santa Maria della Scala.
     Il rientro in patria è avvenuto passando attraverso altri simboli antichi e moderni di unificazione e divisione: il traforo del Monte Bianco, strumento delle tecniche più avanzate al servizio dell'unificazione tra i popoli del Continente, e gli archi romani della città di Aosta baluardi di un'antica civiltà, convinta di poter sfidare con le proprie opere ciclopiche non solo i nemici ma persino il trascorrere del tempo e le forze di una natura aspra e primitiva.
    
Un viaggio, questo, che padre Alfredo ha giustamente definito “altro”, perché diverso dai consueti itinerari e soprattutto perché carico di motivazioni profonde, tra le quali l'esercizio delle tre virtù teologali ha trovato ampio spazio, traendo luce per di più dagli insegnamenti della nostra “Mamma” Caterina.                 (Paolo Nardi)

>Con Santa Caterina per i sentieri d'Europa (1°-6.09.2006)
     Una bella concelebrazione eucaristica tenuta ad Astenet, in Belgio, nel cuore d’Europa, presso il Santuario dedicato a Santa Caterina da Siena, è stato il culmine del pellegrinaggio organizzato da Padre Alfredo Scarciglia O.P. Parroco di San Domenico di Siena e Assistente Ecclesiastico dell’Associazione Internazionale dei Caterinati.
     Il  3 settembre scorso, infatti, il gruppo di senesi in pellegrinaggio attraverso i sentieri delle radici cristiane d’Europa, è stato accolto ad Astenet dai caterinati belgi di lingua germanofona, ed in modo particolare dalla signora Irmgard Wintgens-Beck, e qui i pellegrini sono stati raggiunti anche dal presidente del Gruppo dei Caterinati di Roma, dottor Aldo Bernabei, e dai suoi familiari. Tutti insieme hanno assistito alla Santa Messa concelebrata da P. Alfredo e da P. Wim Geelen in italiano e in tedesco, mentre i canti sono stati eseguiti in latino.  Non ha potuto essere presente, per un motivo contingente, la presidente dei Caterinati di lingua francese,   Chantal Van der Plancke, che ha inviato il proprio saluto.
     Nell’omelia in italiano l’Assistente ecclesiastico dei Caterinati ha ribadito il no alla guerra e al terrorismo, e come ancora oggi sia attuale il messaggio di pace della Patrona d’Europa che, grazie alla volontà di un commerciante del posto, Jean Wintgens, oggi qui è presente e testimone, nel cuore d’Europa, della fede cristiana che avvolge come un velo tutto il vecchio continente. 
     Ad Astenet è stato possibile vedere la reliquia della costola di Caterina, custodita nel Duomo di Siena fino al 1975, inoltre intorno all’originale cappella, che custodisce la statua della Santa, è stato costruito un refettorio, una sala riunioni e ci sono anche alcune piccole camerette per ospitare gruppi di persone che si recano qui per esercizi spirituali e incontri di preghiera.
     Padre Alfredo ha portato il saluto di Monsignor Antonio Buoncristiani e di Monsignor Castellano, nonché del Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che aveva incontrato l’Assistente ecclesiastico dei Caterinati a Siena, proprio alcuni giorni prima di partire. 
     Per noi “italiani di qua”, è stato emozionante incontrare Caterina in queste terre d’Europa, apparentemente così lontane da noi, ma nelle quali, visitandole, e trovandovi Caterina, ci siamo accorti della lezione che Ella, a sette secoli di distanza, è ancora in grado di darci, e cioè: essere tutti un po’ più cittadini europei. Per lei, che vedeva nel Papa l’autorità in grado di unire l’Europa, era più facile sentirsi cittadina europea, mentre per noi, figli del Novecento, secolo caratterizzato da nazionalismi esasperati, che hanno portato a due guerre mondiali nell’arco di vent’anni, è più difficile sentirsi cittadini di un unico continente, ed è proprio per questo che è determinante, per il futuro d’Europa, riscoprire le comuni radici cristiane di tutti i popoli europei, non dimenticando, ma superando i vecchi antagonismi.
     La sera in albergo il professor Paolo Nardi, Priore generale dei Caterinati, ha intrattenuto i partecipanti al pellegrinaggio con delle interessanti riflessioni storiche, ponendo l’accento sul lungo e difficile cammino dell’Europa. “Per secoli - ha detto il professor Nardi - queste zone sono state teatro di battaglie molto cruente. Oggi in Europa ci muoviamo liberamente senza frontiere, e questo ci fa riflettere sul cammino che i popoli europei hanno fatto e sui risultati raggiunti”. Mentre Padre Alfredo ha ribadito come sia stato importante organizzare un pellegrinaggio attraverso questo itinerario, studiato e meditato nei minimi particolari.
     Il viaggio attraverso le radici cristiane d’Europa, era iniziato con la visita al Duomo di Colonia dove sono custodite le reliquie dei Re Magi; Giovanni Paolo II ebbe a dire “Le Cattedrali parlano in silenzio delle radici cristiane europee”. Poi ci siamo spostati ad Aquisgrana (Aachen) per la visita alla Cappella Palatina dove riposano le spoglie di Carlo Magno, un vero e proprio gioiello d’arte e di spiritualità, che ci ricorda come il grande Imperatore conciliò il potere politico con quello religioso. Non a caso alcuni anni fa è stato istituito il “Premio Carlo Magno”, che viene attribuito a personaggi che si sono adoperati per la costruzione dell’Europa; ricordiamo che di questo prestigioso riconoscimento è stato insignito anche l’ex presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.
     Il pellegrinaggio, iniziato sui sentieri della Fede, è proseguito sui sentieri della Speranza. Siamo arrivati a Bruxelles, città dai forti contrasti architettonici. La Grande Place e le case dalle strette facciate stile Liberty, fanno da cornice ai palazzi di vetro e acciaio che ospitano le sedi delle istituzioni: Parlamento europeo (si riunisce anche a Strasburgo) e Commissione europea, che fanno di Bruxelles la capitale politico-amministrativa d’Europa. Solo per la cronaca citiamo alcuni numeri: a Bruxelles lavorano 28.000 funzionari con un seguito di 80.000 collaboratori, per un totale di circa 108.000 colletti bianchi che hanno il compito di mandare avanti la macchina europea. E qui si respira l’aria dell’Europa del futuro, un’Europa che, come ha ricordato anche il Pontefice Benedetto XVI nel suo recente viaggio in Germania, deve riscoprire la sue radici cristiane, perché solo alla luce di queste potrà raccogliere le sfide che la attendono nel futuro.
     Il pellegrinaggio è terminato sui sentieri della Carità, fermandosi a Beaune, nella Borgogna francese, dove abbiamo visitato l’Ospedale dei poveri fondato da Nicolas Rolin nel 1443, un’istituzione che ricorda lo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena e sorto per diffondere la religione cattolica. Qui i letti per accogliere i malati, erano collocati in una grande sala, alla fine della quale c’è un altare dove si celebrava la Santa Messa alla quale i malati potevano assistere anche da letto.
     In questo antico ospedale è conservato il famoso e stupendo dipinto di Roger Van der Weyden, raffigurante il Giudizio Finale (1440) che ricordava appunto ai malati il destino riservato alle anime dopo la morte.
     Questo pellegrinaggio è stato molto importante per tutti coloro che vi hanno partecipato e ci ha fatto capire l’importanza di promuovere iniziative così, perché solo la conoscenza delle radici cristiane comuni a tutti i popoli del “vecchio continente” ci renderà meno soli e consapevoli di essere cittadini europei e del ruolo che l’Europa dovrà svolgere. L’errore grande, per gli europei del terzo millennio, sarebbe quello di sentirsi autosufficienti, in grado cioè di fare a meno di Dio: un errore che non possiamo permetterci.                    (Franca Piccini)

> Domenica 10 giugno 2007  - pellegrinaggio dei Caterinati senesi a Roma.
      -Visita del Monastero del Santo Rosario- Monte Mario, Roma, dov'è custodita la mano della Santa; visita al 
      Monastero.  Santa Messa nell' 8° Centenario della Fondazione delle Claustrali Domenicane (indulgenza
      plenaria). Pranzo e visita alla tomba di Giovanni Paolo II e alla chiesa dell'Arciconfraternita di Santa Caterina  
      in via Giulia, dove il Prof. Paolo Nardi
, in occasione del 630° anniversario del ritorno di Papa Gregorio XI da
      Avignone a Roma, ci ha intrattenuti sul tema: Il ruolo determinante di santa Caterina da Siena nel ritorno
      del seggio papale a Roma.
     
    (vedi l'articolo di Franca Piccini su La mano della santa porta il segno delle Stimmate, nella pagina "Vita
          e opere- Le reliquie della Santa").
     A ROMA SULLE TRACCE DI SANTA CATERINA
     Domenica 10 giugno 2007 si è svolto un pellegrinaggio cateriniano a Roma, organizzato dall’Assistente ecclesiastico dell’Associazione Internazionale dei Caterinati, Padre Alfredo Scarciglia, nel 630 esimo anniversario del ritorno del Papa a Roma.
     Partiti dal monumento alla Santa, in viale XXV Aprile, con un pullman da cinquanta persone, per l’occasione completo, siamo arrivati al monastero delle Sorelle domenicane claustrali di Monte Mario per le 11, dove Padre Alfredo ha celebrato la Santa Messa. Questo monastero, consacrato al Santo Rosario, ospita le Suore domenicane claustrali, che quest’anno celebrano l’ottavo centenario della fondazione. Qui è conservata la sacra reliquia della mano sinistra, stigmatizzata, di Santa Caterina da Siena, che abbiamo potuto vedere, e con questa Padre Alfredo ha impartito la benedizione a tutti i partecipanti alla santa messa.
     Dopo siamo andati a pranzo in un ristorante vicino ai musei vaticani, per poi andare a pregare sulle tombe di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII, quest’ultima da alcuni anni riportata nella basilica vaticana.
     Nel pomeriggio il programma prevedeva una parte più culturale, e insieme al primo Assessore dell’Arciconfraternita di Santa Caterina a Roma, professor Giancarlo Boccardi, ci siamo recati nella chiesa della nazione senese a Roma in via Giulia. Qui il professor Paolo Nardi, ha intrattenuto i partecipanti, insieme ad altri confratelli romani, con una relazione sul ruolo svolto da Santa Caterina nel far ritornare il Seggio papale da Avignone a Roma, mettendo in risalto l’importanza che la santa senese ebbe in questa importante missione diplomatica. Ricordiamo che il professor Nardi ha condotto sull’argomento recenti e approfonditi studi, che diventeranno prossimamente argomento di un Quaderno cateriniano.
     Fra i Caterinati senesi era presente anche la dottoressa Lucia Baldi, Priore della Compagnia della Santissima Trinità, che insieme ad altri confratelli e consorelle, ha ricambiato la visita a Siena fatta lo scorso 15 aprile, in occasione della Domenica in Albis, dall’Arciconfraternita di Santa Caterina a Roma guidata dal Governatore, dottor Paolo Vannoni.
     Ricordiamo che l’Arciconfraternita ha ancora alcuni appartamenti, situati fra via Giulia e via Monserrato, destinati all’accoglienza di persone che si trovano momentaneamente nel bisogno. In via Monserrato abbiamo potuto vedere anche una casa la cui facciata ricorda quella della casa di Santa Caterina a Siena.
     Dopo la conferenza del professor Nardi, i confratelli e le consorelle romani hanno offerto ai pellegrini senesi un rinfresco nel giardino dell’Arciconfraternita.
     La giornata è stata veramente piena, perché alla preghiera si è aggiunta la parte culturale, che ha completato in modo veramente esaustivo tutto il pellegrinaggio.
                                                                                                                                                                     (Franca Piccini)

> Dalla Romania ci scrivono
     Riceviamo e pubblichiamo questa bella lettera di Viorica Lascu, corrispondente dell'Associazione Internazionale dei Caterinati, in Romania.
    «
La notizia del sereno transito di Monsignor Mario Ismaele Castellano ci ha profondamente commosso; negli anni in cui noi, Greco-Cattolici Romeni, rientravamo nell'Europa cristiana, dopo un lungo periodo di vita "in catacombe", monsignor Castellano ci ha guidato verso Mamma Caterina e ci ha regalato la pagina introduttiva al libricino che la nostra Associazione AGRU (Associazione Generale dei Romeni Uniti) offrivamo alla Patrona d'Europa. Grazie Monsignore!
    È infatti questo lo spirito dell' Associazione dei Caterinati: aiutare tutti a raggrupparsi intorno alla Dolce Mamma Caterina e a lasciarsi guidare dai suo saggi consigli, attuali anche oggi, nel Terzo Millennio, come lo erano nel Trecento. Anche la Romania appartiene all'Europa cristiana di cui Caterina è Patrona.
    Ci sforzeremo consolidare questo edificio spirituale, come lo raccomandava Caterina: riunire e collegare le pietre con l'amore, per fame un muro!
    Confratelli Cari, rimaniamo uniti nella preghiera per il riposo dell' anima buona di monsignor Castellano; nell' edificio dell'Europa, guidati dal Dolce Cristo in terra, Papa Benedetto XVI, per ritrovarci un giorno riuniti intorno a Caterina, a contemplare la Luce di Cristo Dolce, Cristo Amore.
    Cluj 12/6/2007  -
Viorica Lascu »  (da. La Patrona d'Italia e d'Europa, n.3, Lug.Set.2007)