> Mercoledì 5 ottobre
2005
-le Sacre Particole,
il miracolo eucaristico presente a Siena
fin dal 1730 e conservato nella basilica di S.
Francesco, è stato esposto nella cripta di San Domenico.
Le 233 ostie consacrate, conservate nella
Basilica di San Francesco, sono state portate nella Cripta dai
francescani Minori conventuali.
L'iniziativa si è inserita nei primi
giorni di ottobre, caratterizzati dalla festa di San Francesco
d'Assisi (4
ottobre), dall'anniversario della proclamazione di Santa
Caterina da Siena a Dottore della Chiesa universale
(4 ottobre)
e dal sesto anniversario della proclamazione della Santa senese a
Compatrona d'Europa (1°
ottobre 1999).
>
Il
18-19 febbraio 2006 si è svolto a
Siena il Consiglio Generale dei Caterinati per l'anno
2005,
nella sala del Capitolo del Chiostro
di San Domenico.
I particolari sono nella pagina: Il Consiglio Generale.
Dalle relazioni dei Gruppi emerge un rinnovato
interesse verso i giovani, al quale fa riscontro anche un notevole
interesse dei giovani verso queste grandi figure dei Santi
compatroni d’Europa, in modo particolare nei confronti di Santa
Caterina. L’attenzione verso i giovani è stata
particolarmente sentita dal Gruppo di Siena, che si è
rivolto a loro tramite gli insegnanti organizzando un corso di
aggiornamento avente per tema proprio il messaggio di Santa
Caterina. Questo corso, nato
dalla sinergia fra l’Associazione dei Caterinati e l’Ufficio
Scuola diocesano, si è svolto nell’autunno del 2005 ed ha visto
la presenza costante di circa cinquanta insegnanti per sera, a volte
provenienti anche dalle diocesi confinanti.
Numerosi
Gruppi di giovani, di ritorno dalla giornata mondiale della
gioventù di Colonia, hanno incontrato Caterina sulle orme
del loro percorso, facendo sosta al Santuario cateriniano di Siena e
al Santuario europeo di Eupen-Astenet in Belgio.
Squadra che vince non si cambia; infatti è stato
riconfermato per acclamazione, nella carica di Priore Generale, il
professor Paolo Nardi che dirigerà l’attività
dell’Associazione anche nel prossimo triennio; insieme a lui sono
stati riconfermati anche tutti i membri della Giunta esecutiva.
L’arcivescovo monsignor Antonio
Buoncristiani, proprio nell’occasione del Consiglio generale dei
caterinati, ha annunciato che ad offrire l’olio per la lampada
votiva per l’anno 2006 sarà il Serra Club. Il cardinale
Marchisano, arciprete della Basilica vaticana, verrà a presiedere
le Feste in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa.
(Franca Piccini)
>
Dal
23 aprile al 7 maggio 2006:
Nell’ambito
delle Feste
2006 in
onore di Santa Caterina da Siena, è allestita presso il chiostro di
San Domenico una mostra di opere
raffiguranti Santa Caterina da Siena. La mostra, organizzata
dall’Associazione Internazionale dei Caterinati
e dalla Comunità dei Padri Domenicani Parrocchia di San Domenico,
in collaborazione con l’Istituto d’arte Duccio di Buoninsegna
di Siena, è stata inaugurata il 23 aprile scorso e si protrarrà
fino al 7 maggio con il seguente orario: 10-13; 15-18,30.
Con questa iniziativa
le istituzioni che hanno organizzato la mostra, intendono rendere
omaggio a Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa attraverso
le opere di ben 36 artisti, molti famosi altri meno, ma non per
questo meno meritevoli, vogliamo in questa sede elencarli tutti per
non far torto a nessuno: Marco Acquafredda,
Anonimo gesso 1947, Cesare Baglioni,
Piergiorgio Balocchi, Giuliana Brogi,
Cinzia Castelletti, Rino Conforti, Giovanna Consorti,Vico Consorti,
Paola Della Corte, Antoaneta Dizoni,
Enzo Cesarini, Veronica Finucci,
Emanuela Fucecchi, Silvia Ghelardini,
Mario Grezzi, Alessandro Grazi, Gaetano Marinelli,
Franca Marini, Classe III A 1980 Istituto d’Arte, Maurizio Masini,
Fabio Mazzieri, Fabio Neri, Pierluigi Olla, Giovanna Pala, Loriana Petricci,
Alberto Positano, Monica Putti, Fiorella
Rosi, Vinicio Rovai, Enzo Santini, M.
Pia Scarciglia, Timothy
Shmalz, Plinio Tammaro, Arturo Viligiardi,
Lorena Zalaffi. La mostra è stata
realizzata interamente con contributi privati.
>Artisti per
Santa Caterina - Icone Cateriniane (dal
catalogo, a cura di Fabio Mazzieri, ed.Grafica
Pistolesi, 2006):
L'arte è sempre stata un dono
di Dio all'uomo, anche se a malincuore bisogna ammettere che troppe volte è stata ottenebrata. L'arte comunque rimane in sé stessa un avvenimento sacro.
L'occasione di questa mostra tutta cateriniana vuole essere un modo altro, degli Artisti convenuti nel chiostro di San Domenico per evidenziare ancora una volta che l'arte è un atto d'amore, un sacrificio di se stessi al mondo sotto la guida di Santa Caterina, innamorata della " Bellezza sopra ogni Bellezza"
cioè di Dio "Somma ed Eterna Bellezza". L'Artista proprio perché porta in sé la coscienza della bellezza sente di avere una sua propria singolare dignità: concorrere a " creare " il bello con le cose create belle da Dio. Santa Caterina, riconosceva di avere nel sangue questa aspirazione alla bellezza e di avere appreso l'amore del bello ammirando le opere d'arte. A Lei è attribuita questa raccomandazione rivolta al suo caro discepolo il pittore Andrea Vanni: "Io ti raccomando di perseverare nel bene e di non abbandonare i pennelli, purché essi siano sempre in cerca del divino volto di Gesù e dei colori dello Spirito. Questo ti dico perché nessuno meglio di me può sapere come io bevetti la prima Verità dalla luce dell'arte". Auguriamoci che il felice connubio Comunità PP Domenicani Parrocchia di San Domenico - Associazione Internazionale dei Caterinati - Istituto d'Arte Duccio di Buoninsegna, riesca a trasmettere ai visitatori attraverso le
"Icone Cateriniane" l'amore per l'arte, il gusto del bello insieme all'omaggio a Santa Caterina Patrona d'Italia e d'Europa. Riscoprire le comuni radici cristiane anche attraverso le opere d'arte, certamente è anche questa una via da percorrere, per
partire, dal fatto "estetico" fino ad arrivare al bisogno "estatico" alla contemplazione di Cristo il vero e sommo Kàllistos.
(F.to Parroco di San Domenico e Assistente Ecclesistico
dell'Associazione Internazionale dei Caterinati - P.Alfredo
Scarciglia).
>
Dal
1° al 6 settembre 2006: alle
radici dell'Europa cristiana.
Un
viaggio di tremila e cinquecento chilometri attraverso l'Europa, da
percorrere in sei giorni passando per
la Svizzera
,
la Germania
, il Belgio, il Lussemburgo e
la Francia
, può sembrare privo di senso ad una comitiva che vada in cerca
soltanto di mete dal sicuro richiamo turistico o consumistico. Non
parliamo, poi, della necessità di svegliarsi ogni giorno all'alba
per trascorrere in autobus le molte ore richieste dai continui
spostamenti tra città e luoghi separati da lunghe distanze.
D'altronde di tanti “sacrifici” anche il turista più pigro viene
ripagato quando ha l'opportunità di visitare regioni lontane e
conoscere realtà ignorate, che in questo modo possono imprimersi
nella sua memoria molto più che a leggerne sui libri o a riceverne
le immagini sullo schermo di un
televisore.
Queste considerazioni, tuttavia, si
rivelano piuttosto banali appena si riesca
a cogliere il significato dell'itinerario compiuto ai primi di
settembre dal gruppo di caterinati e
parrocchiani di San Domenico guidati da padre Alfredo, al quale va
il grande merito di avere ideato questo itinerario segnandone le
“stazioni” quasi si trattasse di un pellegrinaggio medievale, ma
scegliendo le medesime come testimonianze “moderne” di valori e
virtù cristiane perenni.
La prima tappa, la più lunga attraverso i
panorami affascinanti di una Svizzera straordinariamente assolata,
ha condotto i pellegrini nel cuore della Renania,
laddove
i Romani fondarono città come Magonza
e Colonia, destinate a divenire avamposti
di grande rilievo strategico lungo il confine dell'impero
segnato dal fiume Reno.
Ma bisogna subito precisare che i legami con Roma e l'Italia
acquisirono una dimensione spirituale più profonda solo da quando, nel
IV secolo, cessate le persecuzioni per volontà
dell'imperatore Costantino, anche in quella regione poté
diffondersi il Cristianesimo.
Eccoci
dunque alle radici cristiane del continente europeo, che non furono
divelte dalle invasioni dei popoli germanici: al contrario, proprio
ad un popolo di stirpe germanica come i Franchi, proclamatisi già
nel VI secolo difensori della Chiesa di Roma, apparteneva Carlo
Magno che
fissò ad Aquisgrana la capitale
del regno sul quale edificò il nuovo impero cristiano destinato a
improntare di sé la storia dell'Europa
medievale. Con questa consapevolezza le visite compiute alla
cappella palatina di Aquisgrana,
dove i re di Germania venivano consacrati e intronizzati
prima di recarsi a Roma per ricevere la corona imperiale, al Duomo
di Colonia, insigne monumento-simbolo del culto cattolico posto in
una città i cui abitanti sono tuttora fieri delle loro origini
“romane”, ed alla tomba di Sant'Alberto
Magno, dottore della Chiesa e maestro di San Tommaso d'Aquino,
hanno rappresentato altrettanti momenti di commossa adesione dei
pellegrini senesi alle testimonianze più antiche di una
fede comune ai popoli europei.
D'altra parte tante suggestive
memorie non possono far dimenticare avvenimenti più recenti, di ben
altro genere purtroppo, che hanno reso tristemente celebri quelle
regioni di frontiera trasformatesi spesso nei teatri di battaglie di
straordinaria durata e di incredibile ferocia. Dal XVII al
XX secolo, dai tempi di Luigi XIV di Francia, meglio noto come il
“re sole”, fino alla catastrofe della seconda guerra mondiale,
gli abitanti di quelle città e di quelle campagne tra
la Germania
,
la Francia
e il Belgio, sottoposte ripetutamente a terribili distruzioni, hanno
sofferto pene inenarrabili quando non hanno trovato la morte negli
scontri tra gli eserciti più agguerriti della storia moderna.
Eppure ormai da alcuni decenni sono cadute
barriere ritenute insormontabili e si possono attraversare le
località di frontiera che dividevano
questi Stati senza neppure accorgersene e finalmente proprio ai loro
confini, precisamente ad Astenet
presso Eupen,
in Belgio, è sorto un santuario dedicato a Santa Caterina, ancor
prima che Ella venisse proclamata compatrona
d'Europa: un gesto compiuto da uomini di grande fede e di profonda
speranza, che ci invitano a meditare ancora una volta sulla statura
profetica della nostra comune “Mamma”, instancabile messaggera
di pace. A poca distanza si estende Bruxelles, città cosmopolita in
grado di accogliere le più diverse etnie con i suoi caratteristici
quartieri che attestano il grande sviluppo da essa
subito tra Ottocento e Novecento, sino ad acquisire i titoli
necessari per divenire l'attuale capitale dell'Unione europea.
Queste, dunque, sono state le ulteriori “stazioni” di un
pellegrinaggio che ha conosciuto il suo momento di più intensa
spiritualità la mattina di domenica 3 settembre, durante la
celebrazione della S.Messa tenutasi
nella cappella cateriniana di
Astenet: padre Alfredo nella sua
bella omelia ha saputo interpretare i sentimenti di tutti i presenti
e subito dopo si è pregato insieme ai caterinati
belgi per
la Chiesa
, per il nostro Continente e per la pace nel mondo, sempre invocando
l'intercessione di Santa Caterina.
Sulla via del ritorno, attraverso una
regione intrisa di storia religiosa come
la Borgogna
– basti pensare alle abbazie di Cluny
e Citeaux – si è fatto tappa a Beaune,
sede di un ospedale fondato nel Quattrocento e rimasto in funzione
sino a qualche decennio fa: un luogo pieno di cimeli e di
suggestioni, nel quale si è esercitata la carità verso gli infermi
e probabilmente anche nei confronti dei pellegrini, come sembra
attestare il grande ricovero a pian
terreno, che, seppure meno esteso ed assai più austero, fa pensare
al “Pellegrinaio” del nostro Santa Maria
della Scala.
Il rientro in patria è avvenuto passando
attraverso altri simboli antichi e moderni di unificazione
e divisione: il traforo del Monte Bianco, strumento delle tecniche
più avanzate al servizio dell'unificazione tra i popoli del
Continente, e gli archi romani della città di Aosta baluardi di
un'antica civiltà, convinta di poter sfidare con le proprie opere
ciclopiche non solo i nemici ma persino il trascorrere del tempo e
le forze di una natura aspra e primitiva.
Un
viaggio, questo, che padre Alfredo ha giustamente definito
“altro”, perché diverso dai consueti itinerari e soprattutto
perché carico di motivazioni profonde, tra le quali l'esercizio
delle tre virtù teologali ha trovato ampio spazio, traendo luce per
di più dagli insegnamenti della nostra “Mamma” Caterina.
(Paolo Nardi)
>Con
Santa Caterina per i sentieri d'Europa (1°-6.09.2006)
Una bella concelebrazione eucaristica tenuta ad
Astenet, in Belgio, nel cuore d’Europa, presso il Santuario dedicato a Santa Caterina da Siena, è stato il culmine del pellegrinaggio organizzato da Padre Alfredo Scarciglia O.P. Parroco di San Domenico di Siena e Assistente Ecclesiastico dell’Associazione Internazionale dei Caterinati.
Il 3 settembre scorso, infatti, il gruppo di senesi in pellegrinaggio attraverso i sentieri delle radici cristiane d’Europa, è stato accolto ad Astenet dai caterinati belgi di lingua germanofona, ed in modo particolare dalla signora Irmgard Wintgens-Beck, e qui i pellegrini sono stati raggiunti anche dal presidente del Gruppo dei Caterinati di Roma, dottor Aldo Bernabei, e dai suoi familiari. Tutti insieme hanno assistito alla Santa Messa concelebrata da P. Alfredo e da P. Wim Geelen in italiano e in tedesco, mentre i canti sono stati eseguiti in latino.
Non ha potuto essere presente, per un motivo contingente, la presidente dei Caterinati di lingua francese,
Chantal Van der Plancke, che ha inviato il proprio saluto.
Nell’omelia in italiano l’Assistente ecclesiastico dei Caterinati ha ribadito il no alla guerra e al terrorismo, e come ancora oggi sia attuale il messaggio di pace della Patrona d’Europa che, grazie alla volontà di un commerciante del posto, Jean Wintgens, oggi qui è presente e testimone, nel cuore d’Europa, della fede cristiana che avvolge come un velo tutto il vecchio continente.
Ad Astenet è stato possibile vedere la reliquia della
costola di Caterina, custodita nel Duomo di Siena fino al 1975, inoltre intorno all’originale cappella, che custodisce la statua della Santa, è stato costruito un refettorio, una sala riunioni e ci sono anche alcune piccole camerette per ospitare gruppi di persone che si recano qui per esercizi spirituali e incontri di preghiera.
Padre Alfredo ha portato il saluto di Monsignor Antonio Buoncristiani e di Monsignor Castellano, nonché del Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che aveva incontrato l’Assistente ecclesiastico dei Caterinati a Siena, proprio alcuni giorni prima di partire.
Per noi “italiani di qua”, è stato emozionante incontrare Caterina in queste terre d’Europa, apparentemente così lontane da noi, ma nelle quali, visitandole, e trovandovi Caterina, ci siamo accorti della lezione che Ella, a sette secoli di distanza, è ancora in grado di darci, e cioè:
essere tutti un po’ più cittadini europei. Per lei, che vedeva nel Papa l’autorità in grado di unire l’Europa, era più facile sentirsi cittadina europea, mentre per noi, figli del Novecento, secolo caratterizzato da nazionalismi esasperati, che hanno portato a due guerre mondiali nell’arco di vent’anni, è più difficile sentirsi cittadini di un unico continente, ed è proprio per questo che è determinante, per il futuro d’Europa, riscoprire le comuni radici cristiane di tutti i popoli europei, non dimenticando, ma superando i vecchi antagonismi.
La sera in albergo il professor Paolo Nardi, Priore generale dei Caterinati, ha intrattenuto i partecipanti al pellegrinaggio con delle interessanti riflessioni storiche, ponendo l’accento sul lungo e difficile cammino dell’Europa. “Per secoli - ha detto il professor Nardi - queste zone sono state teatro di battaglie molto cruente. Oggi in Europa ci muoviamo liberamente senza frontiere, e questo ci fa riflettere sul cammino che i popoli europei hanno fatto e sui risultati raggiunti”. Mentre Padre Alfredo ha ribadito come sia stato importante organizzare un pellegrinaggio attraverso questo itinerario, studiato e meditato nei minimi particolari.
Il viaggio attraverso le radici cristiane d’Europa, era iniziato con la visita al Duomo di Colonia dove sono custodite le reliquie dei Re Magi; Giovanni Paolo II ebbe a dire “Le Cattedrali parlano in silenzio delle radici cristiane europee”. Poi ci siamo spostati ad Aquisgrana (Aachen) per la visita alla Cappella Palatina dove riposano le spoglie di Carlo Magno, un vero e proprio gioiello d’arte e di spiritualità, che ci ricorda come il grande Imperatore conciliò il potere politico con quello religioso. Non a caso alcuni anni fa è stato istituito il “Premio Carlo Magno”, che viene attribuito a personaggi che si sono adoperati per la costruzione dell’Europa; ricordiamo che di questo prestigioso riconoscimento è stato insignito anche l’ex presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.
Il pellegrinaggio, iniziato sui sentieri della Fede, è proseguito sui sentieri della Speranza. Siamo arrivati a Bruxelles, città dai forti contrasti architettonici. La Grande Place e le case dalle strette facciate stile Liberty, fanno da cornice ai palazzi di vetro e acciaio che ospitano le sedi delle istituzioni: Parlamento europeo (si riunisce anche a Strasburgo) e Commissione europea, che fanno di Bruxelles la capitale politico-amministrativa d’Europa. Solo per la cronaca citiamo alcuni
numeri: a Bruxelles lavorano 28.000 funzionari con un seguito di 80.000 collaboratori, per un totale di circa 108.000 colletti bianchi che hanno il compito di mandare avanti la macchina europea. E qui si respira l’aria dell’Europa del futuro, un’Europa che, come ha ricordato anche il Pontefice Benedetto XVI nel suo recente viaggio in Germania, deve riscoprire la sue radici cristiane, perché solo alla luce di queste potrà raccogliere le sfide che la attendono nel futuro.
Il pellegrinaggio è terminato sui sentieri della Carità, fermandosi a Beaune, nella Borgogna francese, dove abbiamo visitato l’Ospedale dei poveri fondato da Nicolas Rolin nel 1443, un’istituzione che ricorda lo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena e sorto per diffondere la religione cattolica. Qui i letti per accogliere i malati, erano collocati in una grande sala, alla fine della quale c’è un altare dove si celebrava la Santa Messa alla quale i malati potevano assistere anche da letto.
In questo antico ospedale è conservato il famoso e stupendo dipinto di Roger Van der Weyden, raffigurante il Giudizio Finale (1440) che ricordava appunto ai malati il destino riservato alle anime dopo la morte.
Questo pellegrinaggio è stato molto importante per tutti coloro che vi hanno partecipato e ci ha fatto capire l’importanza di promuovere iniziative così, perché solo la conoscenza delle radici cristiane comuni a tutti i popoli del “vecchio continente” ci renderà meno soli e consapevoli di essere cittadini europei e del ruolo che l’Europa dovrà svolgere. L’errore grande, per gli europei del terzo millennio, sarebbe quello di sentirsi autosufficienti, in grado cioè di fare a meno di Dio: un errore che non possiamo permetterci.
(Franca Piccini)
>
Domenica
10 giugno 2007
- pellegrinaggio dei
Caterinati senesi a Roma.
-Visita del Monastero del Santo Rosario-
Monte Mario, Roma, dov'è custodita la mano della Santa; visita
al
Monastero. Santa Messa nell' 8°
Centenario della Fondazione delle Claustrali Domenicane (indulgenza
plenaria). Pranzo e visita alla tomba di
Giovanni Paolo II e alla chiesa dell'Arciconfraternita di Santa
Caterina
in via Giulia, dove il Prof. Paolo Nardi, in
occasione del 630° anniversario del ritorno di
Papa Gregorio XI da
Avignone a Roma, ci ha intrattenuti sul tema: Il
ruolo determinante di santa Caterina
da Siena nel ritorno
del seggio papale a Roma.
(vedi l'articolo di Franca Piccini su La mano della santa porta
il segno delle Stimmate, nella pagina "Vita
e
opere- Le
reliquie della Santa").
A
ROMA SULLE TRACCE DI SANTA CATERINA
Domenica 10 giugno 2007 si è svolto un pellegrinaggio cateriniano
a Roma, organizzato dall’Assistente ecclesiastico
dell’Associazione Internazionale dei Caterinati,
Padre Alfredo Scarciglia, nel 630
esimo anniversario del ritorno del Papa a Roma.
Partiti dal monumento alla Santa, in viale
XXV Aprile, con un pullman da cinquanta persone,
per l’occasione completo, siamo arrivati al monastero delle
Sorelle domenicane claustrali di Monte Mario per le 11, dove Padre
Alfredo ha celebrato
la Santa
Messa.
Questo monastero, consacrato al Santo Rosario, ospita le Suore
domenicane claustrali, che quest’anno
celebrano l’ottavo centenario della fondazione. Qui è conservata
la sacra reliquia della mano sinistra, stigmatizzata,
di Santa Caterina da Siena, che abbiamo potuto vedere, e con questa
Padre Alfredo ha impartito la benedizione a tutti i partecipanti
alla santa messa.
Dopo siamo andati a pranzo in un ristorante
vicino ai musei vaticani, per poi andare a pregare sulle tombe di
Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII, quest’ultima
da alcuni anni riportata nella basilica vaticana.
Nel pomeriggio il programma prevedeva una
parte più culturale, e insieme al primo Assessore
dell’Arciconfraternita di Santa Caterina a Roma, professor
Giancarlo Boccardi, ci siamo recati
nella chiesa della nazione senese a Roma in via
Giulia. Qui il professor Paolo Nardi, ha
intrattenuto i partecipanti, insieme ad altri confratelli romani,
con una relazione sul ruolo svolto da Santa Caterina nel far
ritornare il Seggio papale da Avignone a Roma, mettendo in risalto
l’importanza che la santa senese ebbe in questa importante
missione diplomatica. Ricordiamo che il professor Nardi ha
condotto sull’argomento recenti e approfonditi studi, che
diventeranno prossimamente argomento di un Quaderno cateriniano.
Fra i Caterinati
senesi era presente anche la dottoressa Lucia Baldi, Priore della
Compagnia della Santissima Trinità, che insieme ad
altri confratelli e consorelle, ha ricambiato la visita a Siena
fatta lo scorso 15 aprile, in occasione della Domenica in Albis,
dall’Arciconfraternita di Santa Caterina a Roma guidata dal
Governatore, dottor Paolo Vannoni.
Ricordiamo che l’Arciconfraternita ha
ancora alcuni appartamenti, situati fra via
Giulia e via Monserrato, destinati all’accoglienza di persone che
si trovano momentaneamente nel bisogno. In via
Monserrato abbiamo potuto vedere anche una casa la cui facciata
ricorda quella della casa di Santa Caterina a Siena.
Dopo la conferenza del professor Nardi, i
confratelli e le consorelle romani hanno offerto ai pellegrini
senesi un rinfresco nel giardino dell’Arciconfraternita.
La giornata è stata veramente piena, perché
alla preghiera si è aggiunta la parte culturale, che ha completato
in modo veramente esaustivo tutto il pellegrinaggio.
(Franca Piccini)
>
Dalla
Romania ci scrivono
Riceviamo
e pubblichiamo questa bella lettera di Viorica Lascu, corrispondente
dell'Associazione Internazionale dei Caterinati, in Romania.
«La notizia del sereno transito di Monsignor
Mario Ismaele Castellano ci ha profondamente commosso; negli anni in
cui noi, Greco-Cattolici Romeni, rientravamo nell'Europa cristiana,
dopo un lungo periodo di vita "in catacombe", monsignor
Castellano ci ha guidato verso Mamma Caterina e ci ha regalato la
pagina introduttiva al libricino che la nostra Associazione AGRU
(Associazione Generale dei Romeni Uniti) offrivamo alla Patrona
d'Europa. Grazie Monsignore!
È infatti
questo lo spirito dell' Associazione dei Caterinati: aiutare tutti a
raggrupparsi intorno alla Dolce Mamma Caterina e a lasciarsi guidare
dai suo saggi consigli, attuali anche oggi, nel Terzo Millennio,
come lo erano nel Trecento. Anche
la Romania
appartiene all'Europa cristiana di cui Caterina è
Patrona.
Ci sforzeremo consolidare questo edificio
spirituale, come lo raccomandava Caterina: riunire e collegare le
pietre con l'amore, per fame un muro!
Confratelli Cari, rimaniamo uniti nella preghiera
per il riposo dell' anima buona di monsignor Castellano; nell'
edificio dell'Europa, guidati dal Dolce Cristo in terra, Papa
Benedetto XVI, per ritrovarci un giorno riuniti intorno a Caterina,
a contemplare
la Luce
di Cristo Dolce, Cristo Amore.
Cluj 12/6/2007 - Viorica
Lascu » (da. La Patrona
d'Italia e d'Europa, n.3, Lug.Set.2007)
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