CONSIGLIO GENERALE DELL'ASSOCIAZIONE

 

CONSIGLIO GENERALE: 13-14 marzo 2010

Siena, 6 febbraio 2010

Convocazione del Consiglio Generale dell' Associazione

   Il nostro ritrovo annuale si è tenuto a Siena nella Sala del Capitolo del chiostro di S. Domenico (entrata dal portone del Chiostro - piazza Madre Teresa di Calcutta). 
   In questo
2010 la nostra Associazione compie quarant'anni di vita e da quell'ottobre del 1970 ne ha fatta di strada. Una strada percorsa da tanti confratelli e consorelle che, insieme, hanno contribuito a far crescere questa Istituzione, a farla conoscere e a diffondere il pensiero e l'opera della nostra Mamma e Maestra Caterina. Con l'aiuto della sua intercessione speriamo di camminare ancora per riaffermare il suo messaggio, che resta sempre attuale.
   Il Consiglio generale ha svolto il seguente programma:
SABATO 13 MARZO - ORE 15,30
Saluto e comunicazioni del Presidente 
Relazioni dei Presidenti dei Gruppi 
Relazione del Priore generale 
Consuntivo di cassa
Previsioni entrate e uscite
Cena Comunitaria

Data la diminuzione dei contributi bancari e dei singoli associati, quest'anno l'Associazione non può permettersi di offrire per intero la cena, come aweniva negli anni precedenti. Pertanto è stato richiesto un contributo di 10,00 (dieci) euro per ogni commensale.
DOMENICA 14 MARZO- ORE 9 
Inizio lavori e programmazione attività annuale
Ore 11 - Santa Messa presso l'Oratorio del Crocifisso (Santuario-Casa di S. Caterina)
   Un saluto fraterno - Il Priore generale Prof Paolo Nardi
     

RELAZIONE DEL PRIORE GENERALE
al Consiglio Generale: 13-14 marzo 2010 per l'anno 2009

Cari confratelli,
         consentitemi di prendere subito la parola, prima che i rappresentanti dei gruppi svolgano le loro relazioni, non solo per darvi un caloroso benevenuto anche a nome del nostro Presidente, mons. Buoncristiani, impegnato questo pomeriggio nella visita pastorale e che tuttavia sarà con noi nel corso della riunione conviviale di questa sera, ma altresì per ricordarvi che la nostra Associazione sta per compiere il suo quarantesimo anno di vita, che coincide, come ben sapete, con il quarantesimo della proclamazione di Santa Caterina a Dottore della Chiesa. La ricorrenza sarà sicuramente menzionata in occasione della prossima premiazione dei vincitori del concorso “Un'anima per l'Europa” tra gli insegnanti delle scuole superiori italiane, ma sarebbe auspicabile che ogni gruppo organizzasse per l'ottobre prossimo un evento celebrativo, oppure che ci ritrovassimo tutti insieme in una città sede del gruppo che fosse disposto ad accoglierci secondo modalità che potremmo stabilire durante questa assemblea, magari proprio a Roma per tenervi un convegno, come è stato prospettato nella riunione di Giunta del gennaio scorso. Vi pregherei, dunque, di formulare delle proposte in tal senso o più semplicemente di rifletterci, in modo che possiamo giungere ad una conclusione nell'incontro di domani mattina.
    Consentitemi inoltre, com'è d'uso, di tenere una breve commemorazione dei confratelli che nell'ultimo anno sono tornati alla Casa del Padre.
       Nell'aprile del 2009, alla venerabile età di 101 anni, è scomparsa la professoressa Lidya Gori, che aveva fatto parte dell'associazione dai tempi della fondazione collaborando strettamente con mons. Castellano nella Giunta esecutiva come segretaria e delegata per il gruppo di Siena. La reliquia della nostra Santa, una scaglia di scapola, che si conserva presso il Santuario-Casa, fu donata da Lei ed apparteneva a suo padre, il dottor Giulio Gori, noto farmacista senese. Nonostante la tarda età, Ella ha continuato a partecipare alla riunioni sino a pochi anni or sono e, ricordando sempre con grande affetto il suo caro fratello caduto nella campagna di Russia, non mancava mai di rendere l'omaggio floreale al monumento di Santa Caterina per conto dell'UNIRR, l'Associazione che raccoglie i parenti dei reduci di quella terribile guerra.
      Appena tre mesi fa, il 17 dicembre 2009, ci ha lasciati improvvisamente, all'età di 87 anni, Danilo Bianciardi, devotissimo a Santa Caterina ed anch'egli componente della Giunta esecutiva. Il suo impegno di cattolico militante, nella seconda metà del Novecento, si era dispiegato con entusiasmo ed in diversi campi di attività: dalle ACLI, di cui fu solerte organizzatore, al partito della Democrazia Cristiana, in rappresentanza del quale fu per molti anni consigliere comunale e, sebbene per un breve periodo, rivestì anche la carica di assessore al Comune di Siena. Era un cittadino molto amante delle tradizioni ed un contradaiolo appassionato e non possiamo dimenticare com'egli partecipasse sempre alle feste cateriniane, che per lui assumevano anche il significato di risveglio suggestivo della città e delle contrade dopo il lungo letargo invernale.
                                                  (pausa di raccoglimento)
                                                                 *  *  *
      A conclusione delle relazioni dei presidenti che hanno riferito sulle attività svolte nell'anno associativo 2009-2010, dovrei commentare, come ho sempre fatto in passato, le principali iniziative assunte dai singoli gruppi e lodare l'impegno di ciascuno di Voi, ma quest'anno, pur ribadendo il mio più vivo compiacimento per quanto siete riusciti a realizzare in mezzo a tante difficoltà d'ogni genere, ritengo più proficuo riflettere con tutti voi sulle esigenze e sui problemi che ci accomunano.
    La nostra condizione è simile a quella della nostra “Mamma” Caterina: è ad un tempo di gioia e di sofferenza. Avvertiamo, infatti, il fascino che da Lei promana, sia contribuendo a diffondere il suo pensiero sia approfondendo la conoscenza della sua opera e della sua esistenza terrena ed in questa prospettiva è necessario continuare a pubblicare bollettini e riviste e ad organizzare conferenze e partecipare a convegni, come quello di particolare importanza che si terrà il 10 aprile prossimo a Parigi, all'Institut Catholique, sul tema “Catherine de Sienne, docteur de l'Eglise”, appunto in occasione del 40° della proclamazione, al quale interverrà la nostra consorella Chantal van der Plancke con una relazione dal titolo “Catherine de Sienne, théologienne”. Tuttavia, quando ci adoperiamo per trasmettere agli altri il nostro entusiasmo e confidiamo di potervi riuscire, ci accorgiamo di essere circondati spesso da indifferenza e scetticismo.  Ho colto in diverse relazioni questo stato d'animo, che condivido in pieno, e comprendo bene i problemi che assillano tanti confratelli. Non manca, infatti, da parte di tutti una forte partecipazione alle iniziative per così dire tradizionali: a Genova si prosegue con il programma annuale della Cattedra, ma dopo la dipartita dell'indimenticabile Tonino Olivieri, nessuno è riuscito a riorganizzare quel gruppo. A Pisa, grazie all'impegno di mons. Cei e del presidente Moschini, il vescovo celebra ogni anno la S.Messa alla presenza delle autorità e v'è una certa partecipazione dei fedeli, ma non è certamente un rito di massa. A Milano si è cercato di organizzare incontri culturali che però non hanno ottenuto lo sperato successo e pertanto si tenterà di reclutare ed aggregare nuovi soci. A Bologna si continuano e prendere iniziative lodevoli, che riscuotono successo, ma la strada da percorrere per dare vita ad un gruppo autonomo appare ancora piuttosto faticosa. A Varazze si lamenta che il numero dei soci non sia abbastanza elevato per una città nella quale il culto per la nostra Santa è davvero molto sentito. A Roma mi risulta che sia particolarmente difficile censire gli iscritti e la stessa Arciconfraternita ritiene di dover depennare quanti mancano da troppo tempo alle funzioni religiose ed agli incontri. A Torino stanno muovendo i primi passi alcuni confratelli che sono stati colpiti dalla “vicenda del Crocifisso” e che speriamo possano rapidamente crescere di numero dando vita ad un gruppo, ma anche quella non è una città facile agli entusiasmi. Anche a Siena non si riesce a portare a compimento i progetti che vorremmo realizzare e per i quali abbiamo speso tempo ed energie, confidando in aiuti che tardano ad arrivare. A livello generale, infine, si registra scarsa partecipazione, a quanto ho appreso sino adesso, al concorso tra gli insegnanti delle scuole superiori. Come vedete, questa volta ho voluto porre l'accento più sulle ombre che sulle luci che contrassegnano il nostro operare, ma non per suscitare in voi scoraggiamento, bensì per invitarvi a guardare avanti con rinnovata fiducia nel nome e sull'esempio di Caterina.
   La ricerca che ho svolto di recente sui familiari della Santa partendo dalle fonti d'archivio e ponendole a confronto con le testimonianze dei suoi discepoli mi ha fatto comprendere una volta di più il senso della sua straordinaria missione. Ella raggiunse le vette più alte del misticismo e salì alla ribalta della storia della Chiesa proprio dopo avere superato i momenti più difficili della sua vita privata, mentre scomparivano, colpiti dalla peste, alcuni familiari ed altri lasciavano Siena subendo le conseguenze del fallimento dell'officina tintoria: così della numerosa e vivace famiglia dov'Ella era cresciuta, ricevendo protezione e ricambiandola in circostanze drammatiche come durante l'insurrezione popolare dell'estate del 1371, restavano a Siena solo l'anziana madre e la cognata, mentre il discepolo Sano di Maco si prendeva cura delle loro dissestate finanze. Contemporaneamente, però, attorno a Caterina si formava un'altra famiglia, tutta spirituale e senza confini, ed anche se non erano numerosi, tuttavia i bravi Caterinati non si perdevano d'animo ed affrontavano prove e difficoltà d'ogni genere, insieme alla loro “Mamma” ed anche dopo il suo transito, contrastando con le preghiere e le esortazioni gli atteggiamenti di quanti, anche tra i prelati, non si mostravano degni di rivestire i loro uffici, ma rifuggendo nello stesso tempo da qualsiasi tentazione separatista ed anzi combattendo le prime manifestazioni del Grande Scisma che fece seguito alla lunga “cattività” avignonese del Papato.
    Al giorno d'oggi la minaccia più terribile è il secolarismo che tutto “laicizza” e perciò produce la perdita della cognizione stessa della fede, ma non bisogna dimenticare che anche al tempo di Caterina, come dimostrano le sue lettere, non mancavano cristiani e persino importanti uomini di Chiesa che davano scandalo e seminavano sfiducia e incredulità ignorando i precetti evangelici. Si consideri inoltre che al presente la maggiore diffusione della cultura, specialmente di stampo laicista, alimenta il timore presso i credenti di essere considerati fuori del tempo e che alla paura di impegnarsi si aggiunge la pigrizia e, quindi, la gente si mostra dappertutto poco propensa ad assumersi impegni duraturi, come richiederebbe l'appartenenza ad un'associazione, e preferisce invece accodarsi a certi movimenti per provare qualche emozione e magari defilarsi, talché tutte le associazioni cattoliche, comprese le più diffuse e consolidate, finiscono per trovarsi in cattive acque, specialmente se ricercano l'adesione dei giovani. Se poi si fissa l'attenzione sul mondo della scuola, si tocca con mano la crisi di valori nella quale versa la nostra società, che comporta talvolta indifferenza assoluta, se non ostilità, per la religione e la Chiesa cattolica, sebbene gli ultimi avvenimenti che hanno avuto ad oggetto la presenza del Crocifisso, al quale la nostra “Mamma” si sentiva tanto intimamente legata, mi sembra che abbiano risvegliato, da qualche parte, una maggiore consapevolezza circa le radici della nostra civiltà cristiana.
    Alla luce di queste considerazioni guardiamo ora ai fini della nostra Associazione. Per realizzare l'obiettivo di far conoscere Santa Caterina si può pensare che non bastino più i bollettini, i libri, le conferenze ed i convegni, perché bisognerebbe attuare iniziative che diano, come oggi si dice, maggiore “visibilità” alla figura ed all'opera della Santa, ma non è stato possibile, almeno sino adesso, far breccia nell'animo di chi potrebbe concedere adeguati finanziamenti per iniziative culturali di risonanza, come mostre di opere d'arte e soprattutto film televisivi. Forse bisognerebbe far balenare la prospettiva concreta di una “ricaduta” positiva sul piano economico, ma non si deve dimenticare che Caterina disprezzava il denaro, non amava la “pubblicità” e sfuggiva alla folla e perciò a parlare di Lei con troppa enfasi o, peggio ancora, metterla al centro di un “business” o di un'occasione per coltivare pubbliche relazioni si rischia la peggiore delle strumentalizzazioni, come del resto accade qui a Siena ogni anno, quando tra squilli di trombe e con tanto di ripresa televisiva e grandi foto e titoli elogiativi sulla stampa locale si effettua una “premiazione” assurda e piuttosto comica consegnando una statuetta a personaggi che spesso, per il loro ruolo, non hanno nulla da spartire con la nostra Santa.
   Le finalità di culto e di carità dovrebbero acquistare il massimo risalto in questa fase della vita della nostra associazione. Infatti, dinanzi ad una crisi economica che da oltre un anno sta producendo danni gravissimi all'occupazione ed alla sopravvivenza dignitosa di tanta gente, in Italia ed in Europa come nel resto del mondo, non solo occorre prendere atto dell'impossibilità di poter disporre in futuro di maggiori risorse per le attività culturali e sperare che i pur modesti finanziamenti dei quali disponiamo non diminuiscano ulteriormente, ma è doveroso, almeno fino a quando durerà questa emergenza, impiegare tali disponibilità specialmente per i fini che stavano più a cuore alla nostra “Mamma”! Chiedo su questo punto il vostro parere e magari l'assunzione di qualche iniziativa o anche di una semplice direttiva per tutti i gruppi, che potrebbe essere messa a punto nella riunione di domani mattina.  Lo stesso vale per la preghiera, che dovrebbe trovare più occasioni di esercizio in tutte le nostre sedi.
    Forse non tutto quello che vi ho detto vi avrà fatto piacere, ma è da qualche tempo il frutto delle mie meditazioni e come sempre vi ho parlato con il cuore. E di cuore ringrazio ancora una volta i confratelli della Giunta, a cominciare da Franca Piccini, il cui ruolo è sempre più indispensabile. Un pensiero speciale deve andare a Mario Mattii, tanto impegnato a tenere l'amministrazione con grande scrupolo e con sincero attaccamento:  questo pomeriggio, purtroppo, egli è assente, perché sta attraversando un momento difficile, ma domani mattina speriamo di riaverlo felicemente tra noi. Che dire, poi, di padre Alfredo? Anch'egli è divenuto indispensabile per molteplici ragioni ed è veramente l'anima e la guida non solo spirituale della nostra Associazione. Ma vorrei esprimere tutta la mia gratitudine anche al segretario Paolo Martini ed a Lido Marchetti, sempre presenti e solerti, ed a Pietro Cantagalli, nostro editore ufficiale, nonché ai presidenti di Roma, Aldo Bernabei, e di Milano, Mario Tamborini, all'avv. Angela  Rossi, a Giancarlo Boccardi che questo pomeriggio rappresenta l'Arciconfraternita ed alla cara Diega Giunta, presidente dell'Istituto nazionale di studi cateriniani.  Un pensiero particolarmente affettuoso rivolgiamolo ad Aldo Becatti, che per l'inclemenza della stagione è stato costretto a rimanere a Roma: speriamo di poterlo riabbracciare in occasione delle feste cateriniane.  Grazie anche a chi ho involontariamente dimenticato e soprattutto a coloro
che per cause di forza maggiore non possono essere presenti: a tutti vada l'abbraccio fraterno del Priore generale.
     
                                                                                                                                            (Il Priore - prof. Paolo Nardi)