CONSIGLIO GENERALE DELL'ASSOCIAZIONE

              
             
RELAZIONE DEL PRIORE GENERALE
                       ATTIVITA’  > ANNO 2014-2015

      Eccellenza reverendissima, cari confratelli e consorelle,
      desidero anzitutto esprimere ancora una volta la profonda commozione che ci ha pervaso quando abbiamo appreso, il 30 ottobre scorso, che il nostro caro Aldo Becatti aveva fatto ritorno alla Casa del Padre. 
     Aldo Becatti, nato a Siena nel 1925, dopo avervi compiuto gli studi universitari, si era trasferito a Roma per motivi di lavoro, ma era sempre rimasto molto legato alla sua città ed alla sua contrada – l’Istrice – e non mancava di ritornarvi assai frequentemente per incontrare amici e conoscenti e trascorrervi anche buona parte delle ferie estive. A Roma era molto attivo tra i fondatori dell’Associazione tra Senesi e Grossetani e tra i confratelli dell’Arciconfraternita di Santa Caterina in via Giulia, oltre che come esponente di spicco del partito della Democrazia cristiana.
     Ultimo superstite del gruppo di Caterinati che con mons. Mario Jsmaele Castellano avevano dato vita nel 1970 alla nostra Associazione, era stato fondatore anche del gruppo di Roma e adesso era il decano di tutta l’Associazione, ma soprattutto    occorre sottolinearlo    ne era l’anima, sia come consigliere del gruppo romano che come componente della giunta centrale, alle cui riunioni partecipava assiduamente, almeno finché le condizioni di salute glielo consentirono, suggerendo iniziative importanti, fornendo preziosi consigli e contribuendo fattivamente e con passione all’organizzazione ed allo svolgimento di tutte le attività.
   Il Suo ruolo si rivelava sempre insostituibile, ma soprattutto nei momenti di crisi della vita associativa, oppure nelle fasi “di passaggio”, quando con la successione sulla cattedra arcivescovile di Siena cambiava anche il presidente dell’Associazione. Occorreva, in questo caso, l’intervento di una personalità saggia e sicura, come appunto Aldo Becatti, che sapesse illustrare al nuovo presule la storia ed i problemi  dell’Associazione.
   Nel Suo ricordo le figlie Chiara e “Sissi” partecipano spiritualmente alla nostra assemblea, pur non potendo essere presenti fisicamente, mediante l’invio di un messaggio del quale darà lettura Aldo Bernabei, presidente del gruppo romano.
   In quest’anno ci ha lasciati anche la prof. Anna Maria Balducci, che nel 1976 era succeduta alla Madre Tincani nella direzione dell’Unione S.Caterina - Missionarie della scuola e che di recente aveva rivestito per alcuni anni la carica di presidente del Centro internazionale di studi cateriniani. Ella seppe dare prova delle sue qualità di studiosa e di organizzatrice di iniziative culturali in diverse occasioni, ma vogliamo ricordarLa soprattutto per i suoi puntuali e pacati interventi ai nostri consigli generali, ai quali prendeva parte con grande senso del dovere, nonostante che negli ultimi tempi le fosse divenuto particolarmente doloroso l’uso della parola. Infine dal Gruppo di Bologna si apprende della scomparsa della consorella dott. Stefania Bastagli, che è prematuramente scomparsa lasciando un vivo ricordo delle sue grandi virtù cristiane.
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    La relazione del Priore generale, che di solito esponeva analiticamente i contenuti delle relazioni presentate dai presidenti dei gruppi e che, nonostante l’aggiunta di qualche parola di commento, appariva nel complesso piuttosto come una ripetizione delle medesime, dopo la decisione assunta nell’ultimo consiglio generale di considerare per lette le relazioni che sono state inviate per posta elettronica, si limiterà a fornire una sintesi degli argomenti e degli eventuali problemi emersi nell’anno trascorso e ad introdurre la discussione sulle attività presenti e future dell’associazione. 
   Vorrei anzitutto esprimere il più vivo compiacimento per le attività di carattere religioso e culturale svolte da tutti i gruppi, come si leggono descritte nelle ampie e ricche relazioni che mi sono pervenute e che riferiscono di iniziative già portate a compimento o in corso di svolgimento oppure ancora allo studio: nonostante le difficoltà di ogni genere che la nostra Associazione deve continuamente affrontare, essa resta l’unica, per la sua struttura organizzativa e per l’entusiasmo dei suoi associati, che appaia in grado di assolvere al non facile compito di diffondere consapevolmente e correttamente la conoscenza della figura e dell’opera di Santa Caterina utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalle tecniche moderne, a cominciare da quelle informatiche. 
    A questo proposito vorrei subito fare presente a quanti tra noi sono maggiormente esperti in materia, che su Google – Wikipedia può ancora trovare adeguata collocazione, nel vastissimo repertorio di voci, una scheda dedicata all’“Associazione internazionale dei Caterinati”, alla quale del resto viene fatto espressamente rinvio dalla voce “Castellano mons. Mario Jsmaele”, ma che risulta in fase di compilazione. Mi sembra necessario attivarsi quanto prima in via “ufficiale” per impedire che, prima o poi, vi siano immesse informazioni errate o incomplete da parte di chicchessia. Non occorre che ribadisca, ancora una volta, l’importanza dei siti internet: tutti ne siamo ben consapevoli ed in particolare i confratelli del gruppo di Bologna che dal 1° novembre 2014 hanno aperto il sito www.caterinatibo.org. Ad essi esprimiamo tutto il nostro compiacimento. Un’altra conferma della validità di certe iniziative giunge dal numero dei visitatori – 8061 – del sito www.caterinavonsiena.be, come si apprende dalla relazione del presidente del gruppo dei Caterinati belgi germanofoni. 
    Resta da risolvere il problema del raggiungimento di una maggiore visibilità istituzionale da parte dell’Associazione e quanto accaduto a Roma in Parlamento, nell’ottobre scorso, in occasione della cerimonia per il 75° della proclamazione dei Patroni d’Italia, mi sembra assai significativo. In quella circostanza  - come si apprende, sia dalla relazione del presidente del Gruppo romano che da quella del priore dell’Arciconfraternita di Santa Caterina in via Giulia - il segretario generale della CEI mons. Galantino ha parlato a lungo di Santa Caterina ed ha espresso a padre Cocolicchio, assistente del gruppo romano, la sensazione che l’attenzione predominante rivolta a San Francesco finisca per non dare adeguato risalto alla figura di Santa Caterina. Sappiamo bene quali sono le ragioni “oggettive” di questa “disparità di trattamento”, giacché mons. Buoncristiani, nostro Presidente, ce lo ha spiegato chiaramente più di una volta, ma resta il fatto che bisognerebbe che tutti ci adoperassimo per “promuovere” sempre più, come si dice oggi con brutta, ma efficace espressione, la nostra Santa.
    Una “domanda” di Caterina, o più semplicemente il desiderio di conoscerla di più, esiste di sicuro e lo abbiamo sperimentato in diverse occasioni nella diocesi di Siena, specialmente da quando il nostro Arcivescovo invita ogni anno un comune del territorio diocesano ad offrire l’olio per la lampada votiva che arde nel Santuario in occasione dei festeggiamenti nazionali. Posso affermare che dovunque mi sono recato tra autunno e primavera, in parrocchie di località che pensavo del tutto disinteressate a certi argomenti ed anche nella vicina diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, ho  riscontrato sempre un’ampia ed attenta partecipazione alle conferenze d’argomento cateriniano che vi ho tenuto e questa constatazione deve essere per tutti di grande conforto. Un folto pubblico è stato presente in questa Sala capitolare anche quando il 28 maggio u.s. si è tenuta la presentazione del volume “Virgo digna coelo. Caterina e la sua eredità. Atti del convegno tenutosi a Roma e Siena dal 27 al 29 ottobre 2011”, con la partecipazione del nostro Arcivescovo, di padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche, del prof. Gert Melville dell’Università di Dresda e del prof. Giovanni Minnucci dell’Università di Siena. Anche l’assistente ecclesiastico nazionale, padre Alfredo, ha incontrato e sta incontrando lo stesso successo recandosi da diversi mesi in Puglia per tenere periodicamente corsi su Santa Caterina al clero della diocesi di Oria, su richiesta di quel vescovo. Inoltre il quaderno cateriniano scritto dallo stesso Padre Alfredo sui Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, particolarmente legati al culto della Santa e canonizzati a Roma il 27 aprile 2014, ha ottenuto una calorosa accoglienza in diversi ambienti. Ritengo, dunque, auspicabile che ciascun gruppo continui ad operare in sinergia con altre strutture o associazioni cattoliche alle quali si sente più vicino: le esperienze condotte in tal senso hanno dato risultati incoraggianti, specialmente in occasione di convegni e conferenze. 
   Quello che mi sembra, invece, molto difficile da realizzare è dare vita a nuovi gruppi di “caterinati” – eccettuato, beninteso, il caso di Sovicille – probabilmente anche per quella riluttanza a farsi coinvolgere in esperienze di tipo associativo che oggi è diffusa un po’ dappertutto. Ma ciò che più colpisce è la presenza dominante, per non dire esclusiva, agli incontri pubblici ed alla manifestazioni organizzate dalla nostra Associazione, di persone anziane o di mezza età e questo conferma quanto scrive il presidente del gruppo di Milano a proposito delle perplessità suscitate dalla spiritualità di Santa Caterina in tanti giovani, “abituati – egli dice – a considerare il corpo e la psiche del tutto estranei al concetto di sacro”: un’osservazione che non può non suscitare grande inquietudine, perché pone in evidenza il tipo di istruzione che oggi si impartisce nelle scuole statali di ogni ordine e grado e che trasmette una formazione così radicalmente materialista da non lasciare spazio ad altre opzioni.
   In questo modo la cultura dominante sembra chiudersi a qualsiasi esperienza che non sia frutto di dimostrazioni scientifiche, mentre bisognerebbe dire che la scienza può essere di sostegno alla fede, come hanno dimostrato i risultati della recente verifica compiuta da una commissione di esperti, tra i quali un ricercatore del CNR, in occasione dell’Anno Eucaristico diocesano e ad un secolo dall’esame scientifico del 1915, sulle Sacre Particole che dal 1730 si conservano incorrotte presso la basilica-santuario di San Francesco in Siena. A chi vi parla, in qualità di laico e priore della nostra Associazione, è stato riservato il grande privilegio di poter assistere, il mattino del 10 settembre u.s., alla nuova ricognizione, un onore che in occasione della verifica del 1951 fu riservato ad Aldo Becatti - come anch’egli rammentò commosso nella conversazione telefonica che avemmo la sera dello stesso giorno -  mentre non bisogna dimenticare che tra gli scienziati del 1915 v’era il prof. Siro Grimaldi, suocero del compianto priore generale Aldo Bacci, mio predecessore. Come potete immaginare, si è trattato di una grande indimenticabile emozione e vorrei esprimere ancora una volta la più profonda gratitudine all’arcivescovo mons. Buoncristiani, rendendomi interprete anche dei sentimenti di tutti i Caterinati. Del resto il legame profondo ed inscindibile tra la nostra Santa e l’Eucarestia è stato magistralmente interpretato dal teologo mons. Benedetto Rossi, rettore del Santuario cateriniano, nella conferenza tenuta in questa Sala il 30 ottobre u.s., organizzata insieme alla Fondazione mons. Donati e che speriamo di vedere presto pubblicata. 
    Alcune relazioni segnalano eventi la cui importanza merita di essere sottolineata. A Pisa sono stati completati i restauri della Chiesa di Santa Cristina ed in questo modo si è avverato il “sogno” dell’assistente ecclesiastico del gruppo, mons. Franco Cei, come ci scrive il presidente Umberto Moschini. All’inaugurazione è intervenuta, in rappresentanza di tutta l’Associazione, Franca Piccini, che ha poi illustrato l’evento sulla “Patrona d’Italia e d’Europa”. Anche i confratelli di Eupen-Astenet proseguono i lavori di restauro del Santuario, essendo divenuta ormai improcrastinabile la ricostruzione del tetto in legno e vetro della cripta, come documenta il servizio fotografico che correda la relazione. A Bologna, tra le iniziative in cantiere, figura lo studio analitico del busto in restauro della Santa, opera di Nicolò dell’Arca (sec. XV), ubicato sulla facciata esterna della basilica di San Petronio, nonché lo studio dell’antifonario di S.Caterina del 1475 conservato nella biblioteca del convento di San Domenico.  E infine a Siena, nell’oratorio del Crocifisso, per merito di Don Benedetto Rossi, è stato completato il restauro dell’organo del XVII secolo, inaugurato con un concerto la sera del 31 ottobre 2014. 
   Sempre in tema di recupero e valorizzazione delle opere d’arte raffiguranti Santa Caterina esprimiamo le più calorose congratulazioni a monsieur Gèrard  Declercq ed a M.me Chantal van der Plancke per il ritrovamento di una tavola del XVIII secolo dimenticata in un deposito della chiesa parrocchiale del piccolo municipio francese di Baye nel dipartimento de la Marne, sulla strada tra Reims e Sens, e nello stesso tempo manifestiamo soddisfazione per il restauro del busto in terracotta di età rinascimentale, opera di Lorenzo di Mariano detto il Marrina (1476-1534), restituito al suo splendore nella collegiata dei SS. Costanzo e Martino di Torrita di Siena il 25 ottobre 2014.
   Dal Gruppo romano giungono le proposte per l’attività futura dell’Associazione che mi sembrano essere le più articolate e complesse. La prima di esse, concernente un convegno sul tema “Un più incisivo ruolo delle donne nel Magistero della Chiesa, sulle orme di Santa Caterina da Siena”, da tenersi preferibilmente a Venezia, è stata oggetto di discussione nelle nostre riunioni dallo scorso anno ed è ormai tempo di giungere ad una conclusione che riguardi anche la scansione operativa suggerita nella relazione di Aldo Bernabei circa la data e lo svolgimento dei lavori. Per le altre sarà necessaria una fase istruttoria che tenga conto anzitutto delle disponibilità finanziarie, invero assai modeste, dell’Associazione, la quale negli ultimi anni ha ricevuto due soli contributi di qualche consistenza: € 750,00 da parte della Banca Chianti ed € 500,00 da parte di mons. Buoncristiani. 
   Prima di dare la parola al tesoriere per l’approvazione del bilancio consuntivo e della relazione allegata ed a quanti chiederanno la parola per intervenire nella discussione generale sulle attività future, lasciatemi ringraziare con particolare calore Franca Piccini e padre Alfredo, sempre più insostituibili alla guida effettiva dell’Associazione, nonché i componenti della giunta, a cominciare dal tesoriere Matti e dal segretario Martini, e naturalmente i presidenti dei gruppi e tutti i confratelli e consorelle che nell’anno trascorso si sono impegnati per tenere alto il nome della nostra “dolce mamma” Caterina. 
                                                                           (Priore Generale Prof. Paolo Nardi)

                              RELAZIONE DEL PRIORE GENERALE 
                          ATTIVITA'  ANNO 2012-2013
Eccellenza Reverendissima, cari confratelli e consorelle,  
             un anno fa nel concludere la relazione sull'attività svolta tra il 2011 e il 2012 esprimevo compiacimento per le iniziative assunte in occasione delle celebrazioni per i cinque secoli e mezzo dalla canonizzazione della nostra Santa, ma nello stesso tempo lamentavo un po' di stanchezza per il lavoro svolto che a tratti mi era costato grande fatica.  Debbo riconoscere che la mia stanchezza si è protratta più del dovuto e che mi sono preso tanto riposo da sconfinare nell'inerzia, ma ciò è dipeso – lo confesso – anche dal minor fervore dal quale sono stato animato, specialmente negli ultimi mesi: da troppo tempo, infatti, sono priore generale ed è giunto il momento di pensare alla mia successione, perché occorrono nuove idee e soprattutto maggiori energie al “vertice” dell'associazione.
        Ad accrescere il mio sentimento di colpa contribuisce la solerte attività dei gruppi che anche nel corso di quest'anno sociale hanno dato prova di rinnovato impegno, come dimostrano le relazioni che mi sono state puntualmente inviate e delle quali sarà data lettura questo pomeriggio. Voi tutti state offrendo una testimonianza ammirevole di fedeltà al messaggio cateriniano, pur in mezzo a difficoltà di ogni genere che nel nostro Paese sono alleviate, grazie a Dio, dalla presenza in diocesi del vescovo e di sacerdoti che si rendono disponibili nonostante i problemi d'ogni genere dai quali sono assillati, dall'assistenza dei padri domenicani, nonostante le difficoltà che il loro ordine deve affrontare, e dalla permanenza di strutture diocesane, conventuali e confraternali che ci accolgono un po' dappertutto. Ma pensiamo, piuttosto, ai confratelli belgi, alla loro grande fede che dopo tante prove si può definire eroica: così Chantal van der Plancke ci scrive: “noi non abbiamo né un centro, né assistente ecclesiastico, né appoggio domenicano”, ma Ella, animata dalla fede di un apostolo, dichiara: “io continuo a seminare dove sono chiamata confidando nel Signore”; e così ad Astenet, pur assistendo ad atti di vandalismo che sono un'altra spia del grande malessere che percorre la società europea in ogni settore del vivere civile, si rimboccano sempre le maniche e riprendono il loro cammino di fede, paghi di custodire una reliquia ed un santuario cateriniano. Nell'anno della fede il loro esempio deve indurci a riflettere di più su quanti doni possediamo noi cattolici italiani  e sulla necessità di essere caritatevoli non solo nel senso di essere solidali tra noi, ma anche e soprattutto di volerci bene e di essere pazienti, perdonandoci i nostri difetti e le nostre negligenze. 
        
Come la nostra mamma Caterina ci ha insegnato, dobbiamo guardarci intorno e partecipare, se non da protagonisti, almeno spiritualmente, agli eventi del nostro tempo. Ed in quest'ultime settimane non sono mancati i fatti epocali che ci invitano, come caterinati, a riflettere ed a pregare ispirandoci al pensiero della Santa.  Anzitutto, come ha spiegato mercoledì scorso, nella sua ultima udienza, papa Benedetto XVI, da ieri ritiratosi in preghiera e sempre presente nei nostri cuori, la navicella della Chiesa non è pilotata dagli uomini - come invece afferma ogni giorno la dominante pubblicistica laica che concepisce tutto come una struttura di potere cercando, in questo modo, di seminare sfiducia e zizzania tra gli stessi cattolici – ma in essa è sempre presente Cristo che la guida in mezzo alle tempeste provocate dagli uomini. Noi caterinati sappiamo bene che al tempo di Caterina le tempeste erano peggiori di quelle del tempo presente e che per la Santa Sede il problema immediato da risolvere non era semplicemente quello della tarda età del pontefice: il papa, infatti, risiedendo ad Avignone, non riusciva ad esercitare validamente il suo ministero perché subiva il controllo pressante di una monarchia nazionale, quella francese, che faceva valere con forza i suoi interessi politici. Ristabilitasi a Roma la curia pontificia con il ritorno di Gregorio XI, soprattutto per merito della nostra Santa, al suo legittimo successore, Urbano VI, sarebbe stato contrapposto un antipapa votato dai cardinali francesi e successivamente, agli inizi del Quattrocento, un altro papa legittimo, come Gregorio XII, lo stesso che nel 1407-8, mentre soggiornava a Siena, venne supplicato dai caterinati superstiti affinché canonizzasse Caterina, sarebbe stato costretto alle dimissioni dai padri conciliari riuniti a Costanza per contribuire alla soluzione dello Scisma d'Occidente.
     Tra pochi giorni si aprirà il conclave e, dunque, come avrebbe fatto Caterina, le nostre preghiere devono farsi più frequenti ed intense: lo Spirito Santo ci donerà sicuramente un papa capace di cogliere i segni dei tempi. La mia generazione anche in ciò è stata davvero privilegiata dalla Provvidenza: sebbene ancora piccoli per ricordare con precisione la figura di Pio XII, che per decenni aveva riempito della sua grande personalità l'esperienza ecclesiale dei nostri padri, abbiamo potuto conoscere – anche grazie alla televisione, bisogna dirlo - Giovanni XXIII, il papa buono che ci ha deliziato con i suoi gesti di infinita carità negli anni dell'infanzia e della prima adolescenza; Paolo VI, che con straordinario acume e viva sensibilità ha pervaso del suo pensiero e del suo stile la nostra formazione giovanile; Giovanni Paolo II, il papa forte e paterno che Caterina avrebbe voluto veder combattere i “dimoni incarnati” del suo tempo e che ci ha infuso coraggio e dato sicurezza negli anni della nostra maturità; Benedetto XVI, il fine teologo che con la sua vasta cultura e lucida razionalità ha tracciato un cammino di verità anche prima del suo pontificato, la cui eredità viene affidata adesso ai suoi numerosi scritti, imbevuti di profonda e solida dottrina.
     Se, però, dalle vicende della Chiesa volgiamo lo sguardo alle condizioni nella quali versano il nostro Paese ed in particolare la città di Caterina – che è anche la città di molti di noi – siamo presi da un tale sgomento che sentiamo di dover intensificare le nostre preghiere ed affidarci completamente all'intercessione della nostra Santa. Vi risparmio qualsiasi accenno agli avvenimenti più recenti, a voi ben noti e che si possono riassumere in poche parole: la crisi scoppiata cinque anni fa in campo economico si è aggravata sempre più fino ad assumere negli ultimi mesi dimensioni drammatiche sul piano sociale e adesso anche su quello politico, a tutti i livelli. La situazione è tale da sollecitare, comunque, un impegno individuale e collettivo, ma la nostra età è mediamente piuttosto avanzata e non è facile buttarsi nell'agone politico quando difetta la resistenza fisica che, per poter svolgere tale militanza, si richiede oggi in sommo grado. Tuttavia possiamo almeno riproporre e ribadire dappertutto – quasi gridare dai tetti, se fosse possibile – i valori che Caterina, in molte lettere rivolte ai politici del suo tempo, faceva propri, raccomandando con parole appassionate l'urgenza della realizzazione della giustizia in tutte le sue espressioni e del “bene comune” su essa fondato; gli stessi concetti che, del resto, la cultura cristiana del tempo diffondeva nelle scuole ecclesiastiche e nelle università, grazie anche all'opera di volgarizzamento del pensiero aristotelico-tomista compiuta dai padri domenicani, come Domenico Cavalca nel suo “Specchio di Croce”. Tali concetti erano stati rappresentati in forma di allegoria nella sala della Pace del palazzo comunale di Siena, dipinta da Ambrogio Lorenzetti pochi anni prima che la Santa nascesse: la giustizia – troppo spesso lo si dimentica – non è solo legale o punitiva, ma anche distributiva e commutativa, ovvero non deve solo castigare, ma anche premiare i giusti e soprattutto garantire a tutti lo svolgimento equilibrato dei rapporti economici e sociali: in una parola è la giustizia sociale. Sul fondamento della giustizia si sviluppa la concordia tra i cittadini, che produce il “bene comune”, ovvero il Signore di Siena raffigurato con i colori della balzana dell'affresco del Lorenzetti, circondato dalle quattro virtù cardinali e sormontato dalle tre virtù teologali, al centro delle quali svetta la carità, la più grande secondo l'insegnamento paolino. E non solo: lo stesso affresco ci mostra che la giustizia legale e sociale, la concordia ed i valori che formano il “bene comune” garantiscono la pace nelle relazioni interne alla città (ma dobbiamo aggiungere anche quelle interne alla nostra Nazione, oggi minacciate dallo spettro di gravi disordini che potrebbero essere provocati dalla povertà e dalle frustrazioni), ovvero ciò che un altro scrittore domenicano, Remigio dei Girolami, agli inizi del Trecento, aveva definito il “sommo bene” e che gli stessi Senesi, alcuni dei quali discepoli appunto di Caterina, riuniti nel Consiglio generale del Comune il 5 settembre 1378, avrebbero proclamato solennemente con queste parole: “poiché la pace è il sommo bene a cui tendono tutte le cose e poiché la pace moltiplica tutti i beni, fa sviluppare le città e senza essa nessuna condizione di prosperità dura a lungo, di certo tutti insieme si deve ricercarla e procurarla sul piano giuridico e custodirla in profondità”.
       Concludo ringraziando anzitutto il nostro Presidente, mons. Arcivescovo, tutti i presidenti ed i rappresentanti dei gruppi, in particolare Aldo Bernabei, che tra l'altro ricopre egregiamente il ruolo di nostro “ambasciatore” all'estero, l'assistente ecclesiastico padre Alfredo, gli altri componenti della Giunta ed in particolare, come sempre, Franca Piccini, senza la quale la nostra Associazione difficilmente potrebbe funzionare.  Il saluto si estende idealmente a quei Caterinati che per varie ragioni non possono essere oggi presenti: un abbraccio a tutti!
                                                                      (Priore Generale Prof. Paolo Nardi)

                   RELAZIONE DEL PRIORE GENERALE 
                              ATTIVITA' ANNO 2011-2012

 Eccellenza reverendissima, cari confratelli e consorelle,

       il nostro pensiero deve andare subito ai Caterinati scomparsi in quest'anno sociale e specialmente ad Aldo Bacci e Luisa Mencarelli Colantoni, che nel gennaio scorso sono tornati alla Casa del Padre: figure indimenticabili per i ruoli che hanno ricoperto nella nostra Associazione e per le loro qualità personali.

        Mi consentirete di commemorare Aldo Bacci, brevemente ma con la più sentita partecipazione perché a Lui mi legano alcuni ricordi risalenti alla mia giovinezza, quando Egli era dirigente dell'Istituto Sieroterapico “Sclavo”, dove era impiegato anche mio padre: mi colpivano la sua cordialità, il tratto signorile non disgiunto da grande umanità, la conoscenza che aveva degli uomini e delle situazioni, la prontezza e la sincerità con le quali si prendeva a cuore i problemi degli altri e si adoperava per risolverli. Insomma una persona d'altri tempi! Non posso dimenticare di essere stato suo vice nel 1999 e di avere molto appreso nei colloqui avuti con Lui, prima di essere eletto immeritatamente suo successore. Egli, infatti, fu priore generale per dodici anni, dal 1987 al 1999, e proprio sotto il suo mandato, il 15 agosto 1992, l'Associazione fu riconosciuta e legittimata dal Pontificio Consiglio per i laici, ottenendo  l'approvazione dello statuto tutt'oggi in vigore e cambiando la denominazione da “Ecumenica” in “Internazionale”. Inoltre bisogna rammentare che durante il suo incarico si svolse tutto l'iter che condusse alla proclamazione di Santa Caterina a Compatrona d'Europa: fu, infatti, nel 1989, in occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione della Santa a Patrona d'Italia, che venne discussa dai Caterinati la mozione ufficiale da presentare a Papa Giovanni Paolo II, al fine di annoverare la nostra “Mamma” tra i Patroni d'Europa, finché nel 1999 si giunse alla solenne proclamazione da parte dello stesso Pontefice, grande estimatore di Caterina, che proprio durante quest'anno sociale e precisamente il 1° maggio scorso – vorrei ricordarlo, sicuro di interpretare la gioia di tutti – è stato beatificato! Aldo Bacci negli ultimi anni ha condotto vita molti ritirata nella sua bella abitazione di via Camollia: gli portavamo i “Quaderni cateriniani” e gradiva molto le nostre visite, anche se si trattava di brevi incontri perché non doveva affaticarsi.

       La Signora Luisa Mencarelli Colantoni era stata Maestra delle Terziarie e Priora della Fraternita laica e proprio in tale veste era entrata a fare parte della Giunta esecutiva della nostra Associazione all'inizio degli anni Novanta. Per tutto il tempo che la salute le ha consentito di farlo, Ella ha preso parte assiduamente alla vita dell'Associazione, intervenendo sempre alle riunioni della Giunta e del Consiglio generale, agli incontri ed alle conferenze, ma poi il peggioramento delle sue condizioni l'ha costretta in casa, dove è deceduta il 7 gennaio scorso.

     Debbo altresì ricordare con particolare commozione il professor Roberto Romaldo, caterinato e direttore dell'Ufficio diocesano comunicazioni sociali, prematuramente scomparso all'età di 49 anni, il 26 ottobre 2011: Egli era sempre stato a nostro fianco, impegnato a pubblicizzare le nostre iniziative e le nostre attività, collaborando specialmente con Franca Piccini. Perciò con Lui scompare una figura di grande rilievo ed un sicuro punto di riferimento non solo per l'Associazione, ma per l'intera archidiocesi di Siena.

    Infine, la più sentite condoglianze da parte di tutti vanno alla cara Gianna Fumo, che ha voluto essere presente a questa assemblea, puntualmente come ogni anno insieme un gruppo di caterinati, nonostante che esattamente un mese fa abbia perduto l'amatissimo consorte. 

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     I festeggiamenti indetti per celebrare il 550° della canonizzazione di Caterina non potevano non coinvolgere la nostra Associazione ed oggi sento di poter esprimere grande soddisfazione per l'esito di tali celebrazioni, alle quali abbiamo dato il nostro contributo con entusiasmo e dedizione partecipando ai riti ed agli eventi che sono stati organizzati in accordo e collaborazione con altre istituzioni ecclesiastiche e laiche. Mi riferisco in modo particolare a due eventi: il convegno internazionale sul tema “Virgo digna coelo. Caterina e la sua eredità” e la mostra  dedicata a “Caterina e la sua famiglia, la devozione e la santità”.  Il convegno, che si è svolto tra Roma e Siena dal 27 al 29 ottobre 2011, ha visto un'ampia partecipazione alla tre giornate da parte non solo di studiosi e cultori di storia, ma anche di devoti e ammiratori della nostra Santa, molti dei quali, in occasione della sessione di chiusura, caratterizzata dalle relazioni di storia dell'arte e tenutasi a Siena nel pomeriggio del 29, hanno affollato anche questa Sala capitolare. La mostra di documenti d'archivio, per lo più di carattere ufficiale, relativi alla vita della Santa, alla sua canonizzazione ed al culto che Le è stato tributato – dalle pergamene ai registri delle magistrature senesi, sino alle famose tavolette di Biccherna - inaugurata la mattina dello stesso giorno presso l'Archivio di Stato di Siena alla presenza del cardinale Walter Brandmüller, dell'Arcivescovo di Siena e nostro Presidente, del presidente del Pontificio Comitato di Scienze storiche e del Maestro generale dell'Ordine dei Predicatori, ha visto una straordinaria presenza di pubblico, per riconoscimento della stessa direttrice dell'Archivio, e nelle settimane seguenti ha registrato un considerevole afflusso di visitatori tanto da essere prorogata fino al 1° maggio, in modo da includere le prossime Feste Cateriniane. Come ebbi modo di affermare in occasione dell'inaugurazione, desidero ribadire in questa sede che la nostra Associazione aveva in programma da anni di promuovere una mostra del genere e che, pertanto, si è trattato di un risultato molto ambìto, reso più duraturo e consistente dalla pubblicazione di un elegante catalogo, realizzato grazie all'impegno finanziario del nostro Presidente, che arricchisce le conoscenze sul mondo di Santa Caterina e dei suoi devoti attraverso i secoli e costituisce pertanto un prezioso strumento di lavoro per gli studiosi. L'apporto della nostra Associazione, rivelatosi assai incisivo in ogni fase dei preparativi e dell'allestimento, specialmente per l'impegno di Franca Piccini, si è concretizzato anche nell'esposizione di documenti appartenenti all'antica Confraternita di S.Caterina in Fontebranda, della quale siamo gli eredi spirituali, nonché dell'Archivio arcivescovile, dove sono custodite le significative testimonianze che hanno consentito di collegare le celebrazioni cateriniane a quelle indette anche a Siena per il 150° dell'Unità d'Italia. Colgo questa occasione per ringraziare ancora una volta, oltre alla direzione dell'Archivio di Stato di Siena, gli altri Enti patrocinanti, vale a dire l'Archidiocesi, l'Opera metropolitana e l'Ordine dei Predicatori, e per rinnovare l'auspicio che in futuro si possano reperire i mezzi per realizzare una grande mostra iconografica sulla nostra Santa mediante l'esposizione di opere di particolare pregio artistico, ricomponendo ad esempio le celebri tavole di Giovanni di Paolo, da tempo in mano a diversi proprietari e irrimediabilmente sparse per il mondo. Purtroppo il progetto perseguito dal prof. Paolucci e dall'on. Barzanti non ha sino ad oggi avuto esito, non essendo stato possibile reperire le necessarie fonti di finanziamento.

      Le celebrazioni romane e senesi per il 550° della canonizzazione di Caterina hanno trovato larga eco specialmente tra i Caterinati del Belgio. Non solo la nostra consorella Chantal van der Plancke ha dedicato molto spazio alla mostra senese, con articoli e foto, nel numero 158-159 (giugno/luglio - settembre/ottobre) de “La voix de Catherine de Sienne”, ma proprio prendendo spunto da tale ricorrenza, ella ha guidato il 28 maggio 2011 una giornata di studio e di riflessione sulla Santa, che si è svolta presso l'abbazia di Val-Dieu, organizzata dall'Unità pastorale di Visé-Basse-Meuse, tenendo due conferenze: l'una in apertura dei lavori, sulla vita e la spiritualità di Caterina, e l'altra alla ripresa pomeridiana, sull'amore della Santa per la Chiesa.  Il Belgio, appunto, resta ancora al centro dei nostri pensieri dopo avere letto la relazione del gruppo dei caterinati di Eupen-Astenet, che si sono molto adoperati per restaurare il Santuario, riparando il tetto e rinnovando la copertura per impedire le infiltrazioni di umidità, ma essi scrivono: “...il reste encore beaucoup a faire...” e noi non siamo in condizione di poterli aiutare. In compenso i Belgi germanofoni dispongono adesso del magnifico labaro realizzato anche per loro dalla signora Anna Simonini, caterinata di Bologna, che desideriamo ringraziare di cuore per queste realizzazioni che accomunano i gruppi sotto un medesimo splendido simbolo.

    A proposito di Bologna, non abbiamo potuto aiutare come merita il carissimo dott. Becca, che nella sua relazione sull'attività del gruppo ci informa con molta precisione circa il suo forte impegno personale nel sostenere le spese dello scorso anno, data la riduzione dei contributi, cui si aggiunge un certo sconforto per le notevoli difficoltà che continuano ad incontrare i ripetuti tentativi di instaurare proficui rapporti con il convento patriarcale di San Domenico. Come ho già detto in altre occasioni non bisogna scoraggiarsi: la stessa Santa ebbe non pochi problemi con taluni settori dell'Ordine, contrari all'Osservanza domenicana, ai quali si attribuisce una parte della responsabilità del ritardo che ebbe a subire la sua canonizzazione.

   Vorremmo avere buone notizie da Genova, perché quest'anno non abbiamo ricevuto neppure il programma della “Cattedra cateriniana”: forse i confratelli di Varazze potranno aiutarci in questa ricognizione e suggerirci la strada più efficace per riprendere quei proficui contatti che dopo la scomparsa dell'indimenticabile Tonino Olivieri, sono risultati particolarmente difficili. Difficoltà, del resto, si segnalano un po' dappertutto e sono sempre legate al clima generale di secolarizzazione ed all'invecchiamento dell'Associazione. Come ho detto altre volte, si tratta di problemi che affliggono l'associazionismo cattolico nel suo complesso e che si sentono continuamente riproporre con parole accorate ed in circostanze diverse. Ad aggravare il quadro, ormai da tempo, si aggiunge la crisi delle risorse che potrebbero essere destinate ad organizzare le nostre attività, le quali peraltro proseguono con successo, come dimostrano i resoconti di tutti i gruppi. Ne siamo consapevoli e cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta mons. Arcivescovo: non solo nel passato esercizio si è accollato le spese per il catalogo della mostra, come è stato sottolineato, ma ha voluto altresì che la quota di spettanza dell'archidiocesi, derivante dallo scioglimento dell'Istituto di studi cateriniani, fosse assegnata alla nostra Associazione, che aveva già incassato la quota di propria spettanza. Pertanto l'estinzione dell'Istituto di studi cateriniani, come dimostrerà Mario Mattii nel sottoporvi il bilancio consuntivo, ha permesso alla nostra Associazione di sopravvivere discretamente alla mancata erogazione degli utili da parte della Fondazione Monte dei Paschi e di altri istituti bancari. Per il futuro, però, in assenza di contributi di qualche consistenza provenienti da enti o istituzioni giuridiche, il quadro si presenta poco confortante ed occorrerà pensare a forme di autofinanziamento (vendita delle pubblicazioni, fiere di beneficenza, lotterie).

      La scadenza del mio mandato e di quello della Giunta non mi consente di programmare le attività future: è compito di chi raccoglierà la nostra successione fare proposte concrete, ma sembra a tutti indispensabile modificare il nostro sito su internet per riordinarlo in modo da renderlo più vivace e attraente, in sintonia con il mutare dei gusti e delle esigenze dei cosiddetti “navigatori”. Inoltre siamo determinati a partecipare alla manifestazione “Insieme per l'Europa” che si terrà il 12 maggio in Campidoglio in collegamento con Bruxelles e con il patrocinio del Parlamento europeo. Un'altra iniziativa, avente ad oggetto una mostra fotografica riguardante la Santa, vedrà la collaborazione tra padre Alfredo e l'Istituto italiano di cultura di Praga.

      L'anno sociale che oggi si conclude è stato particolarmente faticoso e abbiamo dovuto registrare anche qualche défaillance sul piano organizzativo, come sanno bene i Caterinati di Milano e Bologna, ma le iniziative per il 550° sono state molteplici ed impegnative, soprattutto per me e per Franca Piccini, e le nostre capacità di coordinamento sono limitate, sebbene esercitate sempre in buona fede ed animate da sincero entusiasmo.

     I ringraziamenti sono d'obbligo per Franca e per padre Alfredo, ma poi naturalmente per ogni componente della Giunta, a cominciare dal segretario e dal tesoriere, e per i presidenti dei gruppi. Auguro in particolare a Nada Coradossi, a Marina Delfino e ad Angela Rossi di rimettersi presto in buona salute ed abbraccio tutti, i presenti come gli assenti, nel nome della nostra “dolce Mamma” Caterina.    

                                                (Il Priore generale  Prof. Paolo Nardi)  

       

     Programma 2011 a Siena, in occasione del 550esimo anniversario della canonizzazione di Santa Caterina.
     Essendo la reliquia della
Sacra Testa esposta alla venerazione dell’ottavario in Albis, la DOMENICA 13 MARZO si svolgerà la FUNZIONE DI NOMINA IN SAN DOMENICO per rendere ufficiale l’esposizione in Cattedrale della Sacra Testa di S. Caterina; è gardita la presenza di noi caterinati.
     La FUNZIONE DI NOMINA avverrà nella cripta di San Domenico, alle ore 18 durante la Santa Messa
celebrata da Padre Alfredo Scarciglia, nel corso dell’omelia ci sarà un’illustrazione storica della Festa e sarà presente il coro dei Madrigalisti senesi. A questa celebrazione eucaristica parteciperanno in forma ufficiale, le Contrade dell’Oca e del Drago con i figuranti, le Compagnie laicali, l’Associazione dei Caterinati, i Cavalieri del Santo Sepolcro, la Fraternità laica domenicana, le Suore domenicane di San Sisto e tutti coloro che vorranno partecipare.
     L’evento del 550 anniversario della canonizzazione, riveste una notevole importanza.
     Sarà infatti la reliquia della Sacra Testa di Santa Caterina da Siena ad essere portata in processione il pomeriggio di sabato 30 aprile 2011 dalla basilica di San Domenico verso la Cattedrale, dove resterà esposta alla pubblica venerazione sull’altare maggiore, per tutto l’ottavario in Albis e cioè fino alla domenica 8 maggio 2011, quando si chiuderà l’ottavario. Anche alla processione è gradita la presenza di noi Caterinati.
     Domenica 1 maggio 2011, ore 10
ci sarà l’apertura dell’ottavario in Cattedrale con Santa Messa solenne, officiata da S. Ecc. monsignor Antonio Buoncristiani.
     Le tradizionali annuali Feste cateriniane si svolgeranno quest’anno sabato 7 maggio e domenica 8 maggio 2011.
     Sabato 7 maggio 2011
ci sarà l’omaggio floreale al monumento alla Santa alle ore 12 in viale XXV aprile.
     Domenica 8 maggio 2011 discorsi e offerta dell’olio per la lampada votiva nel Portico dei Comuni; dopo ci sposteremo in Cattedrale per il solenne pontificale del Cardinale legato del Papa. 
     La Santa Messa solenne sarà officiata con la reliquia della Sacra Testa esposta sull’altare maggiore in Cattedrale.

 

Consiglio Generale > marzo 2014

   Nei giorni 8 e 9 marzo prossimi si terrà il Consiglio generale della nostra Associazione.
   Ci ritroveremo a Siena nella Sala del Capitolo del convento dei Padri Domenicani all’interno del Chiostro di San Domenico (piazza Madre Teresa di Calcutta, n.1).
   Il Consiglio generale si svolgerà secondo il seguente ordine del giorno:
SABATO 8 marzo 2014
Ore 15,30
ritrovo nella Sala del Capitolo (chiostro di San Domenico)
Saluto e comunicazioni del Presidente mons. Antonio Buoncristiani, Arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa e Montalcino
Relazioni dei Presidenti dei Gruppi
Relazione del Priore generale
Relazione sul sito Internet
Relazione del Tesoriere
Ore 20 cena comunitaria.
Anche quest’anno si svolgerà presso il ristorante “Il Biondo” e si prevede il contributo di 10 euro per ogni commensale.
DOMENICA 9 marzo 2014
Ore 9,15 Sala del Capitolo
Riunione per discutere e programmare l’attività dell’anno prossimo
Ore 11,00 Santa Messa nell’Oratorio del Crocifisso, presso il Santuario Casa.
E’ prevista la visita alla celletta.
In attesa di incontrarsi, porgo un saluto fraterno

Siena, 21 gennaio 2014
                                                 Il Priore generale Prof. Paolo Nardi