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(*) Nota - Il Gruppo di Siena include:
 -Assistente Ecclesiastico; -Segreteria Generale dei Caterinati; -Consiglio Generale dell'Associazione dei Caterinati; -Feste internazionali in onore di Santa Caterina; -Mese cateriniano; -Istituto Senese di Studi Cateriniani; -Pubblicazioni in corso; -Varie (schema del sito; dépliant, ecc.)

 

     > Notizia di cordoglio

     Comunicato Stampa dell'Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa- Montalcino Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali: 
    
«L’Arcivescovo Emerito, Monsignor Mario Jsmaele Castellano, è tornato alla Casa del Padre. Oggi, 12 Aprile 2007, presso l’Ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena,  è deceduto, dopo una lunga malattia, all’età di 93 anni, l’Arcivescovo Emerito di Siena Colle Val d’Elsa Montalcino, monsignor Mario Jsmaele Castellano. L’Arcivescovo, monsignor Antonio Buoncristiani e l’intera Arcidiocesi di Siena Colle Val d’Elsa Montalcino affidano nella preghiera al Signore l’anima di monsignor Castellano che per 28 anni ha guidato e servito con amore e dedizione la Comunità ecclesiale senese.»

     Breve profilo dell’Arcivescovo Emerito:
     Offro le mie sofferenze per l’Associazione Internazionale dei Caterinati. Là dove ci sono dei Caterinati si fa del bene. Diffondete Santa Caterina in ogni luogo. Facciamo la volontà di Dio”. Queste parole sono state pronunciate da Monsignor Castellano domenica 4 marzo ad alcuni Presidenti dei Gruppi di Caterinati convenuti a Siena in occasione del Consiglio generale annuale dell’Associazione e  possono essere considerate le sue ultime volontà.
      Monsignor Castellano era nato ad Imperia il 22 settembre del 1913. Nel 1936 si laureò in Giurisprudenza e nel 1937 entrò nell’Ordine dei Domenicani. Si laureò anche in Diritto canonico presso l’Università San Tommaso d’Aquino a Roma dove insegnò fino al 1954. Il 18 novembre di quello stesso anno fu nominato Vescovo di Volterra e assistente ecclesiastico nazionale di Azione Cattolica, durante questo periodo, “uno dei più intensi della mia vita” ebbe a dire più volte, si recava a Roma due volte a settimana, nel 1956 lasciò Volterra per ricoprire un incarico più leggero, essendo nominato Vescovo di Colosse. Nel 1961, dopo due trienni come assistente di Azione Cattolica, fu nominato Arcivescovo di Siena, esattamente il 15 agosto 1961 nel giorno della festa di Santa Maria Assunta. Essendo domenicano, già conosceva Santa Caterina, ma i suoi studi sulla Santa lo spronarono ad adoperarsi affinché Ella fosse proclamata Dottore della Chiesa e ciò avvenne il 4 ottobre del 1970 per volontà di Papa Paolo VI. Quella fu l’occasione per fondare l’Associazione ecumenica dei Caterinati, che nasceva dalle ceneri dell’Antica Confraternita di Santa Caterina in Fontebranda e che raccoglieva e raccoglie tutt’oggi i figli spirituali della Mantellata senese d’Italia e del mondo. Ricordiamo che detta Associazione, dal 15 agosto 1992 divenne Associazione Internazionale dei Caterinati.
    Monsignor Castellano, dal 1970 iniziò a lavorare affinché Santa Caterina fosse proclamata Patrona d’Europa, cosa che avvenne il 1 ottobre 1999.
    Al compimento dei 75 anni dovette dare le dimissioni da Arcivescovo di Siena e gli succedette monsignor Gaetano Bonicelli, esattamente il 13 gennaio del 1990. Ma l’evento principale del suo episcopato fu il Concilio Vaticano II (1962-1965) al quale partecipò assiduamente ed al quale fu impegnato in tre commissioni: le Comunicazioni sociali, la Chiesa nel mondo contemporaneo e l’apostolato dei laici. Così ricordava quei giorni: “I Padri conciliari, sotto la presidenza di Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, riuscirono a ringiovanire la Chiesa , ridandole il suo volto spirituale liberato dalle sovrastrutture e dalle macchie accumulate nel tempo. E questo fu opera dello Spirito Santo”. Questa esperienza conciliare lo ha fatto un testimone lucido del Novecento, rendendolo partecipe e aperto al confronto con le varie tematiche della vita contemporanea.
   
Da quando lasciò l’incarico di Arcivescovo di Siena, è sempre vissuto nel palazzo Venturi Gallerani, dove finché ha potuto, ha celebrato la Santa Messa.
    Con monsignor Castellano se ne va un pezzo di Siena, di una Siena che non esiste più. Ci lascia in eredità una grande lezione di  fede, ma anche di comportamento, per come è stato, quando era nel pieno della vita pubblica, ma anche per come ha accettato e sopportato i disagi della malattia e della vecchiaia. Concludiamo questo ricordo con una sua frase rilasciata in occasione del cinquantesimo di episcopato che è anche un saluto a tutta la comunità senese: “Ringrazio il Signore per avermi dato la forza di essergli fedele. Sono felice di aver vissuto gran parte del mio ministero con il popolo senese e la Chiesa di Siena che mi ha sempre mostrato grande affetto e considerazione al di là dei miei meriti."
      

Siena, 12 aprile 2007
                                     Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali- Roberto Romaldo
(La salma, esposta nella Chiesa della Santissima Annunziata, in piazza del Duomo- Siena, il
12 aprile -dalle ore 18 alle ore 22 - e 13 aprile -dalle ore 8 alle ore 22, è stata tumolata nella Cattedrale sabato 14.4.2007)

Discorso del Priore Generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati
in occasione delle esequie di Monsignor Mario Ismaele Castellano
(Siena, 14-4-2007)

     Non mi è possibile esprimere e far comprendere la commozione che pervade in questo momento tutti noi confratelli e consorelle dell’Associazione internazionale dei Caterinati.
     Mons. Castellano, com’è noto a tutti, è stato il fondatore della nostra Associazione, allorquando nel 1970, in coincidenza con la proclamazione di S. Caterina a Dottore della Chiesa, comprese la necessità di trasformare l’antica confraternita senese di Fontebranda in una struttura associativa di più ampio respiro che si estendesse ad abbracciare tutti i devoti della nostra Santa presenti nel mondo. Da allora sorsero gruppi di Caterinati non solo in diverse città d’Italia, specialmente in quelle più legate al culto cateriniano come Roma e Varazze, ma anche in alcune località d’Europa e persino negli Stati Uniti.
     Per oltre vent’anni monsignor Castellano è stato Presidente effettivo dell’Associazione e poi è divenuto Arcivescovo emerito e Presidente onorario. In realtà è sempre stato il Padre e la guida indiscussa di tutti noi sino a poco tempo fa, da quando il peggioramento delle condizioni di salute gli ha impedito di dirigere le nostre adunanze con l’esperienza e l’autorevolezza che distinguevano sempre il suo operato. Ma anche nella sua infermità Egli  ha continuato ad interessarsi alle nostre attività, ad essere prodigo di consigli e di incoraggiamenti.  Alcuni di noi ricordano il recente incontro, in occasione dell’Assemblea generale annuale dell’Associazione, allorché Egli, sentendo avvicinarsi l’ora del trapasso, ci ha conferito un mandato preciso rammendandoci che:  “laddove c’è un caterinato, si fa del bene”.
     Grazie con tutto il cuore, Monsignor Castellano, per la lezione di carità, di saggezza e di limpidezza della mente e dello spirito in tempi che sembrano fatti apposta per confondere le coscienze, specialmente quelle dei cristiani.  E’ questa, del resto, la lezione sempre attuale della nostra “dolce Mamma” Caterina, che Egli ha potuto raggiungere tornando alla Casa del Padre, dalla quale, siamo certi, continuerà a volerci bene.
                                                                                                           Professor Paolo Nardi

E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE
MONSIGNOR MARIO ISMAELE CASTELANO

     Monsignor Mario Ismaele Castellano è tornato alla Casa del Padre giovedì 12 aprile 2007.
     Era nato a Imperia il 22 settembre del 1913, nel 1936 si laureò in Giurisprudenza e nel 1937 entrò nell’Ordine dei Domenicani, si laureò in Diritto Canonico a Roma, presso l’Università San Tommaso d’Aquino dove insegnò fino al 1954. Il 31 ottobre di quello stesso anno fu ordinato Vescovo, a Roma nella basilica di Santa Maria sopra Minerva dal cardinale Adeodato Piazza, Prefetto della Congregazione dei Vescovi.
     Il 18 novembre gli fu assegnata la diocesi di Volterra e nel 1955 ebbe l’incarico di Assistente Ecclesiastico nazionale di Azione Cattolica. “Fu questo un periodo di intenso lavoro – ricordava – perché mi recavo a Roma due volte a settimana e gli impegni erano sempre maggiori”. Nel 1956 lasciò Volterra, per ricoprire un incarico meno gravoso, essendo stato nominato Vescovo di Colosse.
     Negli anni ’60 e ’70 del Novecento, ricoprì importanti incarichi all’interno della Chiesa; fu Assistente ecclesiastico nazionale di Azione Cattolica, Presidente nazionale di Pax Christi, vice presidente della Conferenza episcopale italiana.
     Il 15 agosto 1961 fu nominato Vescovo di Siena da Sua Santità Giovanni XXIII, che nell’occasione gli disse queste parole “Vai a Siena, c’è bisogno di un domenicano”. A Siena ci fu il colpo di fulmine della sua vita: l’incontro con Santa Caterina. Da domenicano già conosceva la figura di questa grande donna, ma venendo qui a calcare le strade che Lei aveva percorso, ebbe modo di appassionarsi ancora di più e approfondire lo studio, facendo emergere molti aspetti della dottrina cateriniana che prima erano poco conosciuti.
     Stabilì una proficua sinergia con il Centro Nazionale di Studi Cateriniani di Roma ed in particolare con la fondatrice, la madre Luigia Tincani, della quale è in corso la causa di beatificazione, e per questo monsignor Castellano scrisse una bellissima testimonianza, sinergia che continuò con la professoressa Giuliana Cavallini, considerata la più grande studiosa del Novecento di Santa Caterina.
     Questo lavoro di studio e di pubblicazioni portò Sua Santità Paolo VI  a proclamare la mantellata senese Dottore della Chiesa universale il 4 ottobre 1970.
     Quella data segnò anche la nascita dell’Associazione dei Caterinati, per raccogliere i figli spirituali della Santa senese in Italia e nel mondo. Questa istituzione nasceva dalle ceneri dell’Antica Confraternita di Santa Caterina in Fontebranda, assumendo una veste più moderna e adeguata ai tempi.
     Dagli studi sulla Santa senese emergeva sempre più il ruolo che Ella aveva avuto nel contesto storico e politico dell’Europa a Lei contemporanea. Fu così che monsignor Castellano iniziò ad adoperarsi affinché Santa Caterina fosse proclamata Patrona d’Europa. Ciò avvenne il 1 ottobre 1999 per volere di Sua Santità Giovanni Paolo II.
     Il rapporto con Giovanni Paolo II fu di amicizia e grande stima reciproca. Nel 1980 il Santo Padre accolse l’invito di monsignor Castellano e venne a Siena, pubblicando la lettera Amantissima Providentia, in occasione del VI centenario della morte di Santa Caterina.
     Ma l’evento più importante del suo episcopato fu la partecipazione al Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). Fu padre conciliare in tre commissioni: le Comunicazioni sociali, la Chiesa nel mondo contemporaneo e l’Apostolato dei laici.
     Così ricordava l’evento: “Durante i lavori del Concilio toccai con mano l’assistenza dello Spirito Santo alla Chiesa di Cristo. Talvolta ci furono discussioni piuttosto accese su alcuni punti e alla fine i documenti vennero approvati  quasi all’unanimità o con uno o due voti negativi. I padri conciliari, sotto la presidenza di Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, riuscirono a ringiovanire la Chiesa , ridandole il suo volto spirituale liberato dalle sovrastrutture e dalle macchie che si erano accumulate nel tempo. E questo fu opera dello Spirito Santo”.
     Il suo episcopato in terra senese fu caratterizzato dalla cordialità e dal sorriso (“Un vescovo sorride” Ed. Cantagalli). Sorridere con amore e per amore vuol dire trasmettere un messaggio di fede e di speranza; il suo sorriso faceva trasparire una grande serenità interiore che lo ha sempre contraddistinto nel rapporto con i fedeli della sua diocesi, facendolo apparire come una figura paterna. Ebbe sempre un rapporto di collaborazione proficua e costruttiva con le istituzioni cittadine e con i Sindaci succedutisi negli anni del suo lungo episcopato, collaborazione che si vedeva palesemente durante le Feste cateriniane di quegli anni e testimoniata anche dagli interventi di Sindaci, Ministri e Sottosegretari, pubblicati nella collana dei Quaderni cateriniani.
     Quando nel 1989, finì il suo mandato all’episcopio di Siena, non lasciò la città del Palio, che continuò ad amare profondamente, continuò a seguire l’attività dei Caterinati e collaborò alla rivista La Patrona d’Italia.
     Con monsignor Castellano se ne va un testimone lucido del Novecento, la sua intensa vita di presule e la sua grande cultura hanno fatto di lui un uomo in grado di cogliere i segni dei tempi e di interpretare appieno il ministero pastorale al quale era chiamato. 
     Nei vent’otto anni passati come Arcivescovo a Siena, si era talmente affezionato a questa città che volle rimanerci anche dopo il pensionamento, andando ad abitare in palazzo Venturi Gallerani,  in via delle Cerchia, quando alla guida della diocesi gli subentrò monsignor Gaetano Bonicelli; per sua espressa volontà, è stato sepolto a Siena nella cappella dei Vescovi in Cattedrale.
     Qui sono sepolti anche i vescovi: Benedetto Tommasi (1892-1908), Prospero Scaccia (1909-1932), Gustavo Matteoni (1932-1934), Mario Toccabelli (1935-1961) e monsignor Enrico Petrilli che però non fu vescovo di Siena e, dal 14 aprile 2007, Mario Ismaele Castellano (1961-1990).
     Vogliamo concludere questo breve ricordo di monsignor Castellano con le sue parole, che suonano come un saluto alla comunità senese: “Nel mio ministero, mi sono sempre ispirato alle parole di Santa Caterina: “servire Dio per Dio con gioia, non per sé stessi e la propria gloria, ma nel servizio ai fratelli”. Ringrazio il Signore per avermi dato la forza di essergli fedele. Sono felice di aver vissuto gran parte del mio ministero con il popolo senese e la Chiesa di Siena che mi ha sempre mostrato grande affetto e considerazione al di là dei miei meriti”.

                                                                                                                           Franca Piccini